«La riforma non sfiora nemmeno i problemi della giustizia»

Il giudice Giuseppe Fazio spiega le ragioni per cui ha aderito allo sciopero

«Ho lavorato una vita per la giustizia e per il rispetto delle regole costituzionali – ha detto il giudice Giuseppe Fazio, presente in sala nel corso del dibattito voluto dall’ANM per contestare la riforma della giustizia – adesso mi sento in diritto di aderire a questo sciopero, da magistrato e da uomo che tiene alla democrazia. Questa riforma va contro tutto quello per cui mi sono battuto nel corso della mia vita, anche in momenti più bui di questo. Voglio che la democrazia sia mantenuta e difesa e questa riforma non fa niente di tutto ciò. Sono sempre stato convinto che le regole vadano rispettate, e sono pronto a mettere in atto le regole che la legge prevede, se votata in Parlamento. Prima però dico con forza no a questa legge, che non tratta i problemi della giustizia. Le urgenze ci sono, ma sono altre. La riforma non sfiora nemmeno il problema».

La chiusura del giudice Fazio è poi molto ironica, ma di un’ironia caustica, che racchiude in sé i sentimenti e le sensazioni dei magistrati: «Siamo stati costretti a fare questo sciopero, non rimanevano più alternative. Tornando a  quanto diceva Barbacetto in precedenza, vale a dire il richiamo allo stupore dei giudici anglosassoni in relazione a molti casi giudiziari italiani, posso solo commentare che forse sono antropologicamente diversi…».

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Pubblicato il 24 Novembre 2004
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