San Martino regala un altro “miracolo” ai varesini

Tra sacro e profano: una domenica alla scoperta di antichi tesori e tradizioni locali

Varese, proprio nel cuore della città, riscopre l’antico oratorio di San Carlo. L’oratorio, sede dell’ononima confraternita, associazione attiva a Varese tra il 1652 e il 1786, è stato restaurato grazie all’impegno del Comitato San Martino, e si trova in Via Dandolo n. 6.

Sempre in nome delle tradizioni locali, la serata si è conclusa con una risottata il cui ricavato sarà devoluto per il rifacimento del portale della Chiesa e con l’illustrazione storico-artistica della Chiesa di via Dandolo da parte di Barbara Macchi.

La sala, domenica 7 novembre è stata teatro di una conferenza sul tema "San Martino, il Santo del passaggio, tra storia, religione e agricoltura". Sono intervenuti il Prof. Carlo Brusa, noto storico varesino, e il Prof. Ivo Picchiarelli, esperto di alimentazione, cultura dei popoli e tradizioni.

Il pubblico ha potuto così riscoprire un angolo della propria città all’interno di un cortile dove "… giocavamo a palla da bambini, ma non sapevamo che quella porta nascondesse un simile tesoro…", hanno così ricordato, tra lo stupore e l’ammirazione, alcune persone intervenute alla conferenza. In effetti la sala, dal caratteristico soffitto in mattoni, nascondeva affreschi degli artisti più famosi nel nostro territorio nella metà del ‘600 tra cui il Magatti, il Ronchelli, e il Baroffio, gli stessi pittori che hanno decorato la Chiesa dedicata al popolare Santo definito dal Prof. Picchiarelli "…. un Santo di fondazione del tempo e dello spazio".

Una domenica all’insegna della festa dedicata a San Martino. Il mercatino dell’antiquariato con la consueta offerta di mobili e oggetti d’arredo, l’apertura dell’antica Chiesa di San Martino e le celebrazioni in occasione della festività del Santo, la "risottata" benefica: molte sono state le opportunità di svago offerte ai cittadini di Varese domenica 7 Novembre.

Il centro storico, blindato al traffico per l’occasione, è stato animato per tutto il pomeriggio da una folla numerosa, attratta sia dalle merci esposte tra le bancarelle del Mercato Bosino sia dalle occasioni d’incontro organizzate per la celebrazione della festa di San Martino, che, come vuole il calendario, cadrà Giovedì 11 Novembre.

La sua festa si colloca infatti al termine dell’anno agricolo e all’inizio della stagione invernale, stagione che si apre con il mese dedicato agli antenati e, nella tradizione cristiana, ai morti. E il gesto per il quale il Santo è ricordato, quello di condivisione del mantello con un mendicante, sembra allegoricamente alludere alla protezione accordata ai suoi fedeli per l’imminente arrivo dell’inverno – stagione dell’anno, ma anche metafora della morte – fino alla primavera, mese della luce, del tepore, della rinascita della vita e della natura.

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Pubblicato il 09 Novembre 2004
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