«Scioperare, un dovere contro la mancanza di cultura»

Lavoratori e pensionati in sciopero contro la politica economica del Governo. Riaffermare i diritti e combattere il carovita le parole d’ordine

Al ritrovo alle nove e trenta davanti alla statua di Alberto da Giussano la gente è ancora poca, si aspettano quelli dell’ultimo turno alla Tosi e gli ultimi dei sei pullman che sono stati organizzati per raccogliere i manifestanti dei quattro paesi che fanno parte del comprensorio Ticino – Olona (Legnano, Abbiategrasso, Magenta e Castano).

Il corteo parte verso le dieci, quando inaspettatamente spunta anche il sole, e si snoda per le vie della città partendo da Piazza Monumento fino ad arrivare alle 11 a Piazza San Magno.

Molte le persone coinvolte – 3000 dicono i sindacati, circa un migliaio fa sapere il Vicequestore Maione – fra cui soprattutto lavoratori e pensionati. Bassa la presenza di giovani, penalizzata però dal fatto che oggi le scuole non scioperano.

Comune a tutti lo slogan: non alla Finanziaria, no a una politica economica che penalizza i più poveri.

«E’ doveroso essere qui perché non c’è niente che va bene – spiega Wanda, pensionata di Milano ma cha da anni vive insieme al marito a Legnano -. Negli ultimi anni la situazione è sicuramente peggiorata a livello economico, ma soprattutto sotto l’aspetto sociale e culturale. Quello che mi fa più male è il degrado morale che stiamo vivendo, la mancanza di cultura e il livello di volgarità che il paese ha raggiunto. Non so se questo sciopero potrà servire a qualcosa, ma ho l’impressione di no».

Fra i manifestanti, anche circa 500 dipendenti della Magneti Marelli. «Come metalmeccanici abbiamo aderito perché non condividiamo la politica economica di questo Governo – racconta Nunzio Quarta, rappresentante rsu -. Personalmente trovo che la finanziaria sia inaccettabile e i tagli alla spesa pubblica sono inconcepibili.

Lo sciopero di oggi purtroppo è stato strumentalizzato da chi dichiara che è politico e non sindacale solo perché non vuole prendersi le sue responsabilità. Questo è uno sciopero contro la politica economica che non ha favorito le classi più povere, ma è anche contro il Governo. Le cose sono concatenate, perché è questa maggioranza che ci vuol far credere che il taglio delle tasse andrà a nostro beneficio, mentre andrà a discapito della spesa sociale.

Aderire a queste manifestazioni è importante per ogni cittadino, perchè le condizioni di vita per i lavoratori dipendenti e per i pensionati sono davvero peggiorate»

«Sciopero perché sono arrabbiato, per non dire altro – dice Antonio Adducci, operaio della Marelli  -. Questo Governo sta portando il paese alla rovina. Ci tagliano i servizi e intanto ci propongono la carità, ma noi vogliamo solo che i nostri diritti siano riconosciuti.

Ho due figli e sia io che mia moglie lavoriamo, ma la situazione negli ultimi anni è peggiorata. Facciamo parte di quel ceto medio che non riesce più ad arrivare a fine mese. Negli ultimi anni abbiamo dovuto fare molti sacrifici, tagliando tutte le spese superflue come il cinema, la pizzeria, internet e a volte rinunciamo anche ai giornali. Quello che mi pesa di più è la perdita della libertà. Lavorando su turni, io e mia moglie riusciamo a vederci sempre meno».

«Oggi sono qui sia come segretaria di Rifondazione Comunista del Circolo di Legnano che come libera cittadina -. spiega Sara  Pezzei, giovane farmacista di Castellanza -. Bisogna lavorare per riaffermare i diritti dei lavoratori eliminando la legge 30 che è un massacro e rivedendo anche la legge Treu.

Mi ritengo fortunata. Vivo con il mio compagno che al momento è passato da un contratto da CoCoCo a uno a progetto, mentre io sono a tempo indeterminato. Ma anche se per la nostra categoria il contratto è buono, la situazione non è facile. Oggi infatti scioperiamo per otto ore perché il nostro contratto è scaduto da due anni, e anche se possiamo ritenerci privilegiati, il carovita si sente anche per noi».

«Sono pensionato da ormai sei anni – commenta Vittorio Lonardi, pensionato di Legnano -. Negli ultimi tre anni stiamo assistendo ad un attacco alla vita economica e sociale di lavoratori e pensionati. Per noi non c’è stato nessun aumento, a parte quello del costo delle vita, mentre l’inflazione è in continua crescita.

Io e la mia compagna siamo entrambi pensionati, e per alcuni aspetti la nostra situazione è facilitata dal fatto di non avere figli. Ma il peggioramento dei servizi è forte e abbiamo dovuto ricalibrare il nostro stile di vita, anche nei consumi primari. Nel settore alimentare prima consumavamo con più semplicità, ora stiamo più attenti e sfruttiamo promozioni e sconti.

Questo sciopero è ben riuscito per la città di Legnano. E’ interessante osservare che il Governo è riuscito a mettere d’accoro i tre sindacati confederali fra di loro e addirittura con Confindustria».

Tutti gli eventi

di agosto  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 30 Novembre 2004
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.