Volare, sì all’estensione della legge Marzano

Il Consiglio dei ministri ha varato l'estensione della legge Marzano. Nei prossimi giorni si saprà il nome del commissario nominato dal ministro delle Attività Produttive

Primo atto del salvataggio di Volare. Il Consiglio dei ministri ha varato l’estensione della legge Marzano, come annunciato dal ministro del Welfare Maroni nei giorni scorsi: in pratica saranno modificati i requisiti del provvedimento salva-imprese (in origine collegato al crack Parmalat) al fine di poterlo applicare anche alla compagnia low cost. Approvato il decreto, il ministro delle Attività produttive procederà alla nomina del commissario straordinario, che avrà il compito di traghettare Volare fuori dal tunnel. Per quanto riguarda la nomina, il ministro sta conducendo in queste ore una serie di consultazioni per giungere alla scelta definitiva. I tempi sono stretti, entro lunedì o martedì dovrebbe arrivare la notizia del nome di chi avrà il compito di guidare Volare verso il rilancio ed il risanamento.

Il provvedimento salva-imprese garantisce alle società in crisi la possibilità di agire in tempi brevi con una legge che punta non alla liquidazione ma al rilancio e alla ristrutturazione delle imprese. Marzano ha ricordato come in Italia ci sono ormai poche aziende con almeno mille dipendenti e che abbiano contratto debiti per almeno un miliardo di euro: Volare è un caso emblematico, con un debito di 300 milioni di euro e 1400 dipendenti. «L’iniziativa – ha detto il ministro ai microfoni delle televisioni e dei giornali – punta pertanto a realizzare una legge con requisiti applicativi che riflettano meglio le caratteristiche del sistema produttivo italiano, fatto più di piccole e medie imprese che non di grandi aziende: si tratta perciò di lavorare su questi parametri».

Marzano ha poi fatto chiarezza su un punto delicato: «Non c’è alcun motivo – assicura – per pensare a una contrarietà sulla legge da parte di Bruxelles, dato che la prima normativa è stata approvata e che, ora, si tratta solo di un’estensione. Inoltre nel provvedimento non c’è un euro di aiuti statali. Bruxelles, da parte sua, mette già le mani avanti: «Nel caso in cui le autorità italiane decidessero di definire un piano di salvataggio – spiega il portavoce del commissario europeo ai Trasporti – dovranno informare la Commissione Ue e rispettare strettamente le regole sugli aiuti di Stato». Da Roma il ministro del Welfare, Roberto Maroni, nota: «Il Governo è intervenuto nel più breve tempo possibile per mettere la compagnia nelle condizioni di avviare il risanamento».
Tuttavia, secondo il ministro, il lieto fine non è scontato: «Tutto dipenderà – dice Maroni – dal commissario e dal piano industriale, non certo dal Governo».

Intanto l’indagine della Procura di Busto Arsizio continua a ritmi serrati mentre gli inquirenti cominciano a vedere la luce in fondo al tunnel di una vicenda intricata e culminata con il collasso della società. Non si esclude alcuna ipotesi, neppure quella della distrazione o sottrazione di fondi tra le possibili cause del dissesto. Una chiave di lettura dei fatti l’avrebbe fornita Andrea Molinari, sentito per due giorni dal Procuratore capo Antonio Pizzi, che lo ritiene un test attendibile. L’ex amministratore delegato, chiamato da Giorgio Fossa proprio per fare chiarezza sui conti, ha consegnato numerosi documenti ora al vaglio della Procura. Dalla ricostruzione degli ultimi mesi di vita della compagnia emerge lo stato di deterioramento nei rapporti tra i soci, alimentato da un clima di assoluta incomunicabilità tra i manager del nuovo corso e coloro che continuavano a riferire a Zoccai e Soddu.
Gli inquirenti sono convinti che la crisi di Volare non sia da attribuire all’ultima gestione, altrimenti non si spiegherebbe l’aumento di capitale di inizio anno che portò all’entrata dei nuovi soci. I problemi, poi, non sarebbero derivati solo dal fronte finanziario, ma anche da quello operativo. Dopo gli interrogatori degli ultimi giorni, ora gli inquirenti si concedono una pausa per lavorare sulle carte, partendo dal rapporto della Kpmg. Al momento non risulta alcun iscritto nel registro degli indagati della Procura di Busto, che prosegue nel lavoro di investigazione con cautela, data la delicatezza del caso.

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Pubblicato il 26 Novembre 2004
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