Da Perugia la scommessa su Insubria antiqua
Al via la fiera dell'antiquariato. Resterà aperta fino a domenica 12
Un altra scommessa per MalpensaFiere. Lo spazio fieristico continua la sua ricerca di originalità nella proposta al pubblico. Dopo i successi di Malpensacavalli, del Salone del golf e tante altre iniziative di grande afflusso di pubblico, questa volta si punta sul classico, l’antiquariato. Ma viene fatto con uno stile particolare. Si è scelto di fare una fiera dal taglio medio alto. Venticinque espositori di livello in una cornice elegante e raffinata. Allestimenti sempici ma molto curati.
Paolo Provasoli, direttore di MalpensaFiere ha messo a frutto la sua ventennale esperienza nel settore fieristico e si è così rivolto a specialisti in materia di gestione di eventi e iniziative legate al mondo dell’ntiquariato. La Mark & Co, società di Perugia ha già all’attivo numerosi eventi nazionali e internazionali. Ha gestito e organizzato per 12 anni la rassegna antiqua città di Perugia, da sei anni curano la fiera a Todi, a Milano hano organizzato Textile art.
Marco Terasini, patron della Mark & Co è convinto che MalpensaFiere si presti a organizzare eventi come quello di questi giorni.
«Questa è un’area interessante perché risponde a entrambi i presupposti per mettere in piedi eventi come Insubria Antiqua. Occorre essere in un territorio con buone disponibilità economiche e con una discreta attenzione culturale. Mi pare che in questa provincia non manchino queste condizioni».
A prima vista sembra piccola, ma è davero di buon livello questa fiera?
«Non è affatto piccola perché una fiera di livello ha una cinquantina di espositori, qui ne abbiamo una metà, ma va tenuto presente che è una prima edizione. Poi noi abbiamo davvero puntato sulla qualità. Certo occorre visitarla con attenzione, ma anche a prima vista si possono trovare pezzi degni di nota. Le cito solo un paio di oggetti. Un espositore ha portato una console veneziana Luigi XIV dei primi del settecento e dello stesso periodo ho appena esaminato una specchiera di grande pregio. Articoli impegnativi economicamente, ma per i prezzi è meglio parlare con gli espositori»
Da dove arrivano gli espositori?
«Da tutta Italia e non solo, ce ne sono un paio dalla Francia. Prevalentemente arrivano dal veneto e dal centro Italia»
Quando giudica interessante una fiera un espositore importante?
«Mah… a priori certamente con i due parametri che indicavamo prima. Vogliono sapere se un’area territoriale è ricca di risorse economiche e culturali. Questo settore è molto in crisi perché risente subito delle ristrettezze conomiche. Del resto propone beni che possiamo considerare voluttuari. Non tanto per l’utilizzo, ma per i prezzi. È difficile che una coppia giovane che si sposi acquisti un armadio di pregio per la sua antichità. Comunque qui stiamo assistendo a un certo interesse del pubblico. Questa è uno degli aspetti più importante a posteriori quando si tratterà di fare un bilancio. Non si analizzano le vendite, importanti e ovviamente primo degli obiettivi, ma anche l’interesse e i contatti realizzati. spesso le vendite si perfezionano dopo la fiera».
Come mai avete deciso di dare un nome così alla fiera?
«In onore a questo territorio e per la volontà di allargare i confini»
La fiera Insubria antiqua resterà aperta fino a domenica 12.
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