Luoghi e gente della Valtravaglia riassunti in un libro
Appuntamento importante con la storia della Valtravaglia. Un libro ripercorre le tappe storiche e culturali della zona. L'opera voluta da Daniele Santucci
Sabato 18, ore 16.45, nella sala consigliare di Nasca (Castelveccana) verrà presentato il volume "Luoghi e gente di Valtravaglia". L’incontro sarà condotto da Pierangelo Frigerio.
La pubblicazione corrisponde all’iniziativa di Daniele Santucci, legato da grande affetto alla terra di Valtravaglia, il quale intende offrirla a tutte le famiglie di Castelveccana.
Il volume riguarda l’intera Valtravaglia, nel senso stretto del termine geografico, comprendente i comuni di Brezzo di Bedero, Porto Valtravaglia e Castelveccana. Unisce elementi storici veri e propri a quadri della vita di ogni giorno, delineando i connotati delle genti che si sono succedute nei secoli, il loro modo di convivere nella società e di affrontare le durezze d’una vita laboriosa, di mezzi limitati e tuttavia ricca di fantasia e persino di intima allegria. È stato ricercato, e ottenuto, un ampio concorso di collaborazioni, da parte di tutti coloro che hanno a cuore il passato della propria terra e sono stati in grado di apportare testimonianze vivaci e ampia documentazione.
Il volume in grande formato è illustrato con immagini a colori, anche a piena pagina, di Carlo Calderoni che ha percorso l’intera valle per cogliere gli aspetti d’arte, paesistici e urbanistici (rapprentati anche in molte foto aeree); per la fotografia un rilevante contributo è venuto anche da Fabio Giacometti e da altri. Dati i propositi di cui sopra gli scritti sono di carattere molto articolato.
Sulla storia ci sono i capitoli di: Pierangelo Frigerio (dal medioevo all’età moderna, ivi compresi gli aspetti di storia religiosa, economica, di vita quotidiana e del costume), Maurizio Isabella e Franco Noseda (la Rocca di Travaglia), Mario Manzin (la presenza delle Orsoline a Bedero); Luca Bertagnon (le secolari fornaci di calce di Caldé), Francesca Boldrini (la linea Cadorna, gli eventi e i protagonisti della Resistenza); Alessandro Dumassi (l’istruzione scolastica); Erika Rabbiosi (riflessi umani Grande Guerra). Della vita e del lavoro in montagna trattano Giorgio Reggiori (con escursione su alpeggi, flora e fauna) e Alberto Boldrini (sul ròsc, il gregge collettivo di capre che d’estate si formava a San Michele).
Una serie di capitoli riguarda "l’ala" della cultura: Filippo Carullo si occupa di scrittori e poeti (come Dario Fo, Roberto Bramani e Giuseppe Reggiori); Sergio Baroli elenca un nutrito gruppo di pittori che hanno preso paesaggio e ambiente di Valtravaglia a soggetto delle loro opere (Franco Bertone, Angelo Cantù, Francesco Filippini, Dario Fo, Gianni Maimeri, Piero Marussig, Gino Moro, Carlo Rapp ecc.) e due letterati che scelsero la Valtravaglia per dimora (Giovanni Maria Sala e Giuseppe Fanciulli); descrive inoltre gli affreschi antichi esistenti nella valle; Manzin valorizza gli organi artistici presenti, nella Canonica di Bedero come nella chiesa di Domo.
Una variegata serie di interventi riguarda tradizioni e usanze della valle, spunti di vita quotidiana. Pancrazio De Micheli trascorre dalla vendemmia ai castagni, al mondo dei pescatori, di botteghe e osterie, dei mestieri scomparsi o ancora vivi nell’ultimo cadregàt; parla del bucato, dell’eremita di Ligurno, del rito con cui in famiglia si macellava il maiale ecc.); Giovanni Bonariva porta le memorie dell’ultimo carbonaio; Ruggero Ranzani rievoca il tradizionale falò di San Genesio, Roberto Gabbani il piacere della pesca, Carullo gli ospiti illustri della Valtravaglia (e la nascita del comune di Castelveccana), Rabbiosi le tradizioni di carattere religioso e laico come il Maggio e i balli popolari, Dumassi l’alimentazione e la cucina tradizionale (inoltre la chiesa di Santa Veronica), Adriano Tognoli le curiosità dialettali e il linguaggio dei giocatori di bocce…
Una certa quantità di volumi sarà posta in vendita, destinandosi il ricavato al restauro di un affresco della Valtravaglia.
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