Malpensa, «una battaglia da vincere per la Lombardia»
Al convegno di Camera di Commercio alle Ville Ponti intervengono personalità della politica e dell’economia lombarda per parlare dello sviluppo dell’hub
Sono tutti favorevoli allo sviluppo di Malpensa, tutti alla ricerca di qualcuno che ci creda come loro: se dal convegno che ha presentato i dati sul mancato sviluppo dell’hub si pensava saltasse fuori il "colpevole", chi ne ha in qualche modo affossato lo sviluppo questo – decisamente – non è emerso. In compenso però, non si è nemmeno seppellito l’hub varesino come un’occasione perduta per lo sviluppo dell’economia. Anzi, proprio valutandole con serenità le criticità è stato possibile almeno inquadrarne i limiti e vedere uno spiraglio di soluzione. Che consiste, come spesso accade nel lavorare in gruppo, nel "fare sistema" come tanto piace dire agli attori dello sviluppo: ciò che ha frenato un’evoluzione virtuosa dell’aeroporto è stata, infatti, l’indecisione.
Indecisione sul futuro dell’aeroporto, indecisione sul vero radicamento che il principale vettore italiano, Alitalia, avrebbe avuto sull’aeroporto. Così, dopo un primo boom iniziale, la ricerca – condotta dal gruppo Clas e da Liuc – evidenzia come dal 2000 in poi gli investimenti sulla zona di Malpensa abbiano avuto uno stop, in attesa di cosa sarebbe accaduto.
«Noi non siamo all’anno zero di Malpensa – ha però sottolineato il Presidente della Regione Roberto Formigoni – abbiamo ottenuto dei risultati e vogliamo consolidarli. Le destinazioni dei voli passeggeri, che nel 1998 erano 30, ora sono raddioppiate. Anche le destinazioni cargo sono 28 in più del 1998. Malpensa ha bisogno fondamentalmente di due cose: di un buon collegamento viario e ferroviario, e di un vettore che creda davvero in questo scalo. Fino ad ora Alitalia non sembrava averci creduto: questi ultimi mesi mi hanno dato l’impressione però che ora finalmente si stia lavorando in questo senso».
«Devo dire il vero che sono arrivato qui con animo bellicoso – ha confessato Giuseppe Bonomi, ex presidente di Alitalia, prima del suo intervento – Perchè pensavo di trovarmi davanti ad una specie di De profundis su Malpensa. Invece ho trovato un ambiente che valuta oggettivamente gli elementi di criticità, che evidentemente ci sono, con atteggiamento propositivo».
Propositivo per tutti, ma certamente non necessariamente ottimista. Il primo a parlare, elencando ciò che manca a Malpensa con toni critici è il sindaco di Varese Aldo Fumagalli . «Mancano decisioni precise sugli investimenti nel campo delle infrastrutture, mancano precise direttrici sulla complementarità dei due scali di Linate e Malpensa, manca una netta presa di posizione di Alitalia, ancora divisa tra l’anima romana e quella milanese».
Insomma, Malpensa non la si vuole far morire ma non è ancora partita, come sottolinea anche il presidente della Camera di Commercio di Varese Angelo Belloli, che parla di “triste refrain”, mettendo in rilievo: «la portata per la collettività delle conseguenze derivanti da un’ulteriore assenza d’interventi volti a rafforzare l’efficienza e la competitività del nostro Sistema dei Trasporti».
Il sistema? E’ “fare sistema” appunto. E lo segnala il presidente della Camera di Commercio di Milano Carlo Sangalli che invita le parti a non demordere: «Malpensa è una sfida aperta, che necessita di continui investimenti da parte di tutti gli attori». Secondo Sangalli siamo alla vigilia di un nuovo importante traguardo: «Occorre fare sistema. Mettere in rete il sistema aeroportuale lombardo con quello piemontese, grazie anche all’alta velocità che sta per unire Milano a Torino. Tutti devono avere un ruolo preciso da giocare in vista, anche, della prossima inaugurazione del polo fieristico di Rho-Pero».
Un gioco che coinvolge innanzitutto la regione Lombardia, più ancora che la provincia di Varese: «Noi sentiamo la battaglia per Malpensa come una battaglia che coinvolge tutta la Lombardia, non solo la pur molto coinvolta provincia di Varese – ha infatti sottolineato Formigoni – innanzitutto perchè il 60% dei biglietti staccati per aerei in partenza da Malpensa provengono da viaggiatori del nord italia, e il 31 % da viaggiatori lombardi. Ma anche perchè il nostro territorio ha bisogno che tutto il mondo sappia quanto e perchè è opportuno passare dal nostro scalo, perchè si faccia tappa dalla nostra regione e dal nostro paese».
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