Per le straniere un club di Benvenuto

Duecento socie per il Club internazionale presente in provincia da vent'anni. Intervista alla sua presidente Marian Farago

Il Benvenuto International Club di Varese, fondato nel maggio del 1985, si sta avvicinando al prestigioso traguardo del ventesimo anniversario contando su circa duecento socie di diverse nazionalità e residenti nella nostra provincia. Fino al giugno del 2005 sarà Marian Farago(nella foto a destra) a guidare questo gruppo di ospiti straniere attive nel segno dell’amicizia, dell’attenzione ad un tempo libero orientato alla cultura e all’impegno sociale. Un impegno concreto, esemplare: in occasione del " Bazar di Natale " – simpatico incontro durante il quale dalle stesse socie sono offerti e acquistati prodotti vari tradizionali nei loro paesi d’origine – è stata completata la raccolta di una rilevante somma da destinare a "Varese per l’oncologia", neonata associazione per la ricerca contro il cancro. Un gesto che dice tutto su come il Benvenuto guardi alla nostra realtà.

A Marian Farago chiediamo di aiutarci a meglio conoscere il rapporto del Club con il territorio

Presidente, siete attive da venti anni, con circa duecento socie siete certamente il club service più numeroso della provincia e per giunta di grande profilo. Siete però anche il club più discreto: si parla di voi e rare volte solo per iniziativa dei giornalisti. Perché?
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Il nostro club è per definizione internazionale e si rivolge principalmente alle straniere residenti nella zona, anche se abbiamo una notevole percentuale di donne italiane a cui fa piacere praticare la lingua inglese in un ambiente simpatico. Ne segue che il Consiglio è composto spesso da straniere, che parlano con fatica l’italiano e hanno qualche difficoltà con i mass media locali. Io che sono perfettamente tri-lingue (ungherese di nascita, inglese di educazione ed italiana di adozione) sto cercando di modificare questo atteggiamento durante la mia presidenza, per promuovere il Club anche in vista del nostro ventesimo anniversario nel maggio 2005.Pertanto vorrei ringraziare Varesenews per questa opportunità che speriamo sia l’inizio di una comunicazione più continua».

La vostra attività è orientata ad un servizio che, oltre a una gratificante accoglienza e utilissimi riferimenti, dia alle socie strumenti per facilitare la personale comunicazione con l’esterno.

Può fare un bilancio, ovviamente in linea di massima, della misura e della qualità della risposta del contatto che viene stabilito con le nostre comunità ?
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Il nostro servizio è duplice: verso le straniere, per aiutare il loro inserimento nella comunità, e verso le italiane, per aprirle verso l’estero, tramite la lingua e le amicizie. Per quanto riguarda il primo, le socie straniere si innamorano dell’Italia, della sua arte, cucina ecc. con visite alle mostre e ai musei più belli non solo a Varese né solo a Milano, ma in tutto il Nord Italia. Allo stesso tempo, trovano con noi un aiuto nell’affrontare l’ancora troppo pervasiva burocrazia italiana, così diversa da quella dai loro paesi. Le socie italiane invece apprezzano l’apertura mentale delle straniere e la loro disponibilità per attività e amicizie al di fuori della famiglia. Negli incontri chiamati "Language Exchange" ("scambi linguistici") per esempio, si parla tutte insieme per un’ora in italiano e poi per un’ora in inglese, con tante risate di contorno».

Ognuna di voi viene da mondi e culture spesso assai diversi: guardare tutte assieme al Varesotto non è possibile, tuttavia con le scelte voi dimostrate di voler essere partecipi anche delle nostre vicende. Quali sono le caratteristiche di questo territorio e della sua gente che più apprezzate?
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E’ una zona veramente bella: i laghi, le montagne, tanto verde anche in città! Anche se il marito lavora a Milano, spesso le nostre socie hanno voluto prendere casa a Varese o dintorni, per il bene dei figli. La presenza della Scuola Europea è un altro fattore positivo, anche se una sorprendente parte delle nostre socie manda i figli anche a scuole italiane. Perché non tutte sono qui in modo temporaneo: tante sono sposate con italiani, perciò sono inserite normalmente nella società locale da qualche tempo, ma mantengono i loro contatti con la cultura d’origine tramite il Benvenuto Club. Io, per esempio, sono in Italia da 35 anni, ma quando mi sono trasferita qui a Varese da Milano 5 anni fa ho incontrato difficoltà nello stabilire nuove amicizie. La gente del posto è già tutta "sistemata" – la famiglia, i vecchi amici, ecc. La scoperta del Club è stata fenomenale anche per me»!

A quali problemi dareste la precedenza per migliorare la qualità della vita nel Varesotto?
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Ovviamente il traffico e la mobilità, però so che non sono di facile risoluzione. Un altro problema che vedo è la circolazione d’informazioni su cosa succede in città e nei dintorni. Tante iniziative interessanti appaiono solo il giorno stesso sulla Prealpina, per esempio. Io mi do tanto da fare per raccogliere notizie con un preavviso sufficiente presso tutti gli uffici informazione, ma spesso neanche loro sono stati informati e si finisce col perdere delle occasioni culturali veramente interessanti. Per non parlare della possibilità di fare avere alle nostre socie queste informazioni in inglese Il vostro giornale on-line è molto utile ma purtroppo ancora troppi non sono in grado di utilizzare il computer. Io stessa ho tenuto corsi di alfabetizzazione informatica basati sulla mia esperienza lavorativa in questo campo da oltre 35 anni, ma ritengo che questi corsi dovrebbero essere gratuiti per tutta la cittadinanza, come succede a Milano, per aiutare la popolazione a superare la "digital divide", la barriera digitale, e diventare cittadini a tutti gli effetti della società dell’informazione».

I varesini che cosa dovrebbero fare per migliorare il rapporto con gli ospiti stranieri?
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Questo rapporto è già molto buono, i varesini sono ospitali verso le nostre socie e comprensivi delle loro difficoltà linguistiche: non si mettono a ridere, come può capitare altrove, anzi cercano di capire anche se qualche frase non e’ perfetta. Si rendono conto che conoscere l’altro e’ un arricchimento per entrambi».

E da parte nostra non merita maggiore attenzione anche il Benvenuto?
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Chiunque parli un po’ d’inglese può venire alle nostre riunioni mensili, il secondo mercoledì del mese al Plaza Hotel in Via Sanvito Silvestro 107, dalle 10 a mezzogiorno, per un massimo di due volte senza associarsi. Con un modico contributo benefico di 5 Euro, può vedere di persona quel che succede, prendere un caffè e una brioche con noi e ricevere tutte le informazioni sulle variegate attività del Club. Le nuove socie, siano straniere o italiane, vengono seguite da uno staff specifico in incontri più ristretti ed amichevoli che incoraggiano i rapporti personali. Un primo approccio al Club si può anche avere tramite web, al nostro sito

Il 15 dicembre vi ritrovate tutte per l’ultimo meeting del 2004: che cosa dirà Marian Farago alle socie? Può anticipare qualcosa in merito al consuntivo dell’attività del primo semestre della sua presidenza? E magari pure del preventivo 2005?
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In questi ultimi mesi abbiamo rafforzato le nostre strategie di sempre: aiutare con la beneficenza associazioni sociali operanti sul territorio tramite raccolta di fondi, con un Bazar per "Varese per l’Oncologia, l’Oncologia per Varese" e con una camminata per bambini intorno al lago di Varese a favore di "Dottor Sorriso"; divertirci tutti insieme ,anche con i mariti, indipendentemente dalla nazionalità e dall’età, a una cena con balli "oldies but goodies" (musica degli anni 50-80); accrescere il nostro bagaglio culturale con visite guidate del centro di Varese e di vari musei e mostre milanesi.E le previsioni per il 2005 non sono molte diverse: una socia si sta preparando per guidarci in una visita a Brera focalizzata su certi artisti scelti; il service si unirà al divertimento mentre raccoglieremo ulteriori contributi per la nostra beneficenza dell’anno con una cena di raccolta fondi. Così celebreremo il nostro ventesimo anniversario, dove verrà anche presentato il risultato di una tesi di laurea sulla "Comunicazione per il volontariato", in collaborazione tra il dott. Spartà, presidente di "Varese per l’Oncologia, l’Oncologia per Varese", ed il corso di laurea in Comunicazione dell’Università dell’Insubria."

Ringraziamo Marian Farago. Auguri a Lei e a tutte le socie del Benvenuto, un grazie sentito per la loro presenza fatta di discrezione accompagnata da una stupenda sensibilità.

La dottoressa Marian Farago è nata nel 1946 in Ungheria: emigrata negli Stati Uniti nel 1956 , si è laureata a New York in Lettere; è arrivata in Italia per lavoro nel campo dell’informatica nel 1969 per un periodo previsto di 6 mesi ma che si e’ prolungato fino a oggi. Marian Farago risiede a Varese da 5 anni ed coniugata da 25 con il professor Gaetano Aurelio Lanzarone, direttore del Dipartimento di Informatica e Comunicazione dell’Università dell’Insubria.

www.benvenutovarese.org

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Pubblicato il 12 Dicembre 2004
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