“Quella sera, alla Scala, c’ero anch’io”
Alle Ville Ponti: esperimento riuscito. Emozione e soddisfazione collettiva
« L’ho vista distrutta dai bombardamenti nell’agosto del 1944. Stasera ho assistito alla sua seconda ricostruzione e sono rimasto affascinato dai movimenti del palcoscenico: mai vista una cosa simile! »
A parlare è il Sig. Ossola, 77 anni, appassionato di musica lirica. Di recente è stato al Teatro degli Arcimboldi ma, negli anni ’50, ha anche assistito ad una vera prima: «Era il ‘56 o il ‘57. Io e mia moglie, ai tempi fidanzati, ci trovammo a Milano nei pressi del Teatro proprio la sera del 7 Dicembre, data storica di apertura della stagione lirica. A quei tempi era uno spettacolo anche solo assistere all’arrivo delle signore imbellettate e ingioiellate per l’occasione. Mi si avvicinò una persona: ‘ 30.000 Lire”. Non ci feci caso. Poi ancora ”25.000 Lire”, “20.000..15.000..10.000”. Quando arrivò a 3000 acquistai due posti in galleria per la Turandot. »
Come il Sig. Ossola, la maggiorparte dei 600 spettatori accorsi in massa per assistere, anche se via satellite, alla storica prima del Teatro alla Scala di Milano sono appassionati di lirica ed estimatori dell’opera. Abito sobrio, a volte casual, libretto in mano, puntualità ed interesse: riempita la Sala Napoleonica, sono stati dirottati verso Villa Sant’Andrea, sede più raccolta ed informale, ma altrettanto suggestiva.
La proiezione dello spettacolo è di grande impatto scenografico. La trasmissione di immagini e suoni attraverso il collegamento satellitare è efficace e riesce a far testare anche al pubblico varesino l’immane lavoro di restauro del teatro, la ritrovata acustica e le dotazioni tecnologiche che rappresentano il cuore pulsante degli interventi effettuati. Quando il sipario si leva, un flash illumina il retropalco e una nave affonda nel ventre del nuovo palcoscenico. Più avanti, cavalli neri a grandezza naturale, una prigione costruita su torri di metallo, un tempio che sale sugli alberi. E poi magistrali balletti, giochi di specchi e alla fine del secondo atto, prima che il sipario si chiuda, riappare anche il vecchio teatro: dall’alto calano le poltrone originali, con i loro velluti sbiaditi, via via occupate dai coristi, anche loro, finalmente, in abito da sera.
Soddisfatto il Sig. Villa Giuseppe, 68 anni, che è riuscito ad ottenere un posto “in prima fila” grazie all’iniziativa di prenotazione on-line lanciata da VareseNews: «Non sono un vero e proprio appassionato ma volevo esserci. Di certo se ci fossero state lunghe file e ore di attesa non avrei prenotato il posto. Grazie a voi ho potuto immediatamente averlo”
Meno soddisfatti Francesca, Francesco e Antonietta che si sono avvalsi del nostro sito per prenotare i pass, ma che hanno dovuto anche fare la fila presso la Palazzina della Cultura del Comune perché un loro amico era rimasto senza «L’iniziativa è lodevole e speriamo si ripeta anche nei prossimi anni. L’attenzione e il coinvolgimento del pubblico la rendono particolarmente bella. Certo non è come essere alla Scala, l’emozione di entrare in Teatro è irripetibile, ma è comunque un’opportunità di partecipare ad un evento altrimenti non fruibile”.
Già nel corso dell’esecuzione dell’opera le platee delle ville Napoleonica e Andrea avevano applaudito, ma al termine di “Europa riconosciuta” è stato unanime, spontaneo, poderoso il consenso: una sintonia perfetta con il pubblico scatenato della rinnovata Scala che veniva inaugurata. E dopo, quando si sono spente le luci della “diretta” – perfetta anche lei – i commenti entusiastici, la gioia di aver potuto godere di un evento storico.
Poiché il maestro Muti aveva presentato l’opera di Antonio Salieri sin dalle 16 con una avvincente trasmissione, i varesini che avevano risposto all’ invito di Camera di Commercio e assessorato alla cultura, sono stati felicemente inchiodati alle loro poltrone per quasi cinque ore. Tale era stata l’adesione alla diretta dalla Scala che gli organizzatori hanno dovuto allestire un altro impianto nella Villa Andrea, dove alla fine è stato anche offerto anche un buffet.
E’ stato un successo di immagine per la Regione, che per il tramite della televisione ha voluto dividere con altre città il grande evento milanese, e da noi per Comune e Camera di Commercio. Mai sicuramente il presidente camerale Belloli in ambienti non istituzionali ha ricevuto apprezzamenti di così significativa portata e per Musajo Somma, l’assessore varesino, è stato anche un rilevante, personale successo politico.
Questa diretta tanto sentita e partecipata ha suggerito ai suoi promotori lo studio di eventuali simili iniziative per il futuro. E’ un altro segno del risveglio culturale in atto da da qualche tempo a Varese.
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