Una tragedia immane, 24.100 morti
La Farnesina conferma: gli italiani rimasti uccisi sono undici, una ventina i feriti ed alcuni dispersi
La tragica conta più aggiornata delle vittime parla ora di 24.100 morti, migliaia di dispersi e migliaia di feriti. Questo il dettaglio:
Sri Lanka: oltre 11.500 morti secondo il portavoce militare, generale Daya Ratnayake. Più di 10 mila corpi sono stati recuperati nelle zone controllate dai militari e altri 1.500 nelle aree controllate dai tamil. I dispersi sono alcune migliaia. «Non eravamo preparati per una catastrofe del genere. Non era accaduto mai niente di simile», ha ammesso la presidente dello Sri Lanka, Chandrika Kumaratunga
Indonesia: almeno 4.912 morti nel nord dell’isola di Sumatra, secondo il ministero della Sanità. Il numero più grande di vittime, circa 3 mila, si è registrato nella regione separatista musulmana di Banda Aceh
India: 6.700 morti, dei quali 2.780 nello Stato del Tamil Nadu e 3 mila negli arcipelaghi delle Andamane e Nicobare secondo l’agenzia indiana Pti. Nello Stato dell’Andhra Pradesh i dispersi sono circa 1.300
Thailandia: almeno 840 morti e più di 7.200 feriti, di cui 300 vittime all’isola Phi Phi, ma il bilancio aumenta di minuto in minuto. Un alto responsabile del ministero dell’Interno ha dichiarato che circa un terzo delle vittime sono turisti stranieri. È morto anche un nipote del re: stava facendo aquascooter a Phuket quando è stato travolto dallo tsunami. Il comandante della polizia di Phuket ha dichiarato che tra le vittime sul posto ci sarebbero 35 cittadini stranieri
Malaysia: 51 morti, un centinaio di feriti e 35 dispersi nel nord-ovest del Paese, specialmente sull’isola turistica di Penang, la più toccata con 37 morti secondo il vice primo ministro e responsabili locali. Altre dieci vittime nello Stato di Kedah, tre in quello di Perak e una nel Selangor
Maldive: almeno 32 morti e 51 dispersi, secondo le autorità locali
Myanmar: almeno 36 morti, di cui una dozzina nel crollo di un ponte a Kawthaung, e due dispersi. Fonti ministeriali hanno affermato che le vittime si sono registrate sull’isola Pyinzalu, nella città di Laputta e nel delta del fiume Irrawaddy
Bangladesh: un padre e suo figlio sono morti nel naufragio di un’imbarcazione turistica, secondo responsabili locali
Africa: un uomo è annegato in Kenia, sedici dispersi in Somalia.
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