A Mogadiscio distrutto il cimitero italiano

I Miliziani delle corti islamiche stanno riesumando cadaveri e abbattendo cappelle, ultimo ricordo del periodo coloniale

Speculazione edilizia o religione? Non è ben chiaro cosa stia dietro allo scempio del cimitero italiano esistente nella capitale somala Mogadiscio. Quello che è certo è che miliziani somali delle Corti Islamiche stanno distruggendo l’unico luogo sacro rimasto, che risale al periodo coloniale italiano.
Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa missionaria Misna, i miliziani scavano le tombe e buttano i resti umani in una ex base aerea, presso l’aeroporto internazionale. Delle migliaia di tombe del cimitero, già 700 sono state distrutte.

Cosa stia motivando tanto scempio è dibattuto: fonti locali sostengono che i miliziani vogliono costruire una propria base sul sito del cimitero. Misna ritiene che dietro questi atti vi sarebbe una speculazione edilizia motivata da questioni idelogiche perchè il cimitero non sarebbe adeguato ai precetti islamici.
Le Corti Islamiche sono state istituite da uomini d’affari di Mogadiscio per portare una parvenza di legge e ordine in questa città senza polizia, in un paese da 14 anni in preda all’anarchia dopo la cacciata del presidente Said Barre nel 1991. Lunghi negoziati di pace hanno portato alla recente formazione in Kenya di un parlamento somalo, che ha eletto un presidente e un primo ministro, attualmente a Nairobi.

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Pubblicato il 21 Gennaio 2005
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