Artigiani e piccole imprese, la crisi continua

Da Cna i dati 2004 della provincia economica

E’ stato un brutto anno per l’economia, ma un "annus horribilis" per le piccole imprese: lo dicono i dati congiunturali nazionali sulle imprese manifatturiere che evidenziano come in maggiore sofferenza siano proprio le imprese di dimensione media e piccola e come, in generale, i numeri prodotti inducono a valutazioni costantemente orientate a pessimismo.
Una negatività confermata dal numero delle imprese e degli addetti dell’artigianato in Provincia di Varese: se nell’arco di tempo relativamente breve di nove mesi, il numero delle imprese è cresciuto di poco (lo 0,53% ), quelle operanti nel manifatturiero hanno perso quasi 150 unità, con un andamento negativo uniforme tra le diverse aree in cui è stato suddiviso il territorio di riferimento. Ma i numeri che maggiormente devono preoccupare sono però quelli che riguardano gli addetti: in questo caso il calo è secco, netto e generalizzato a presenta addirittura percentuali maggiori delle media provinciale in quelle due fasce di territorio (il Tradatese e la Valbossa – Verbano ) dove il numero delle imprese presentava invece saldi positivi.

Una situazione così precaria che ha "causato" il boom dei servizi dell’associazione dedicati all’investimento sull’impresa: dalla formazione, passata dai 495 iscritti ai corsi CNA del 2003 ai 672 del 2004, all’erogazione dei crediti legate a Fidimpresa, il Consorzio Fidi del sistema C.N.A. di Varese, che ha visto aumentare in questo periodo di 2 milioni di euro il volume di erogazioni effettuato nell’anno o ha visto utilizzare in massa i voucher del progetto Saturno, dedicato alla consulenza per le neo imprese e per la successione di impresa.

L’inizio dell’anno, oltre che occasione di bilancio rappresenta perciò anche un punto di partenza per cercare di dare una svolta alla crisi: cosa si aspetta CNA dal 2005?

«Innanzitutto, naturalmente, che la congiuntura internazionale migliori e che si creino i presupposti per un mercato globale più ordinato, indispensabile premessa per l’apertura effettiva di mercati nuovi in grado di rilanciare un’economia altrimenti destinata a rimanere asfittica – risponde Daniele Parolo, presidente della CNA Varese – per questo è fondamentale l’apporto che potrà dare un’Unione Europea meglio partecipata e più convinta delle sue grandi potenzialità e a livello di governo nazionale, il pieno recupero della consapevolezza della centralità dei temi dell’economia e del lavoro».

E cosa invece chiede al territorio, e agli enti che lo governano?
«La politica della Regione Lombardia per artigianato e piccola impresa è stata, in questi anni, particolarmente attenta alla sua crescita qualitativa e ha forse finito per trascurare i suoi mille problemi contingenti. La C.N.A. ne ha condiviso l’impostazione di fondo, ma adesso ritiene sia giunto il momento di cambiare marcia e di porre in essere misure adeguate di sostegno e di rilancio della piccola impresa nella sua accezione più ampia. Interventi che devono muovere dalla piena consapevolezza di una competenza piena in materia, che devono passare per il superamento, anche normativo, dello schema tradizionale su cui si regge l’artigianato, fermo a una legge del 1956 rivista nel 1985, e che tengano nel debito conto le diverse anime in cui è suddiviso».

I dati provinciali sull’andamento delle imprese artigiane zona per zona
L’andamento del numero delle imprese artigiane varesine per settore

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Pubblicato il 14 Gennaio 2005
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