Case popolari solo a chi risiede da cinque anni in Lombardia
Approvato in commissione il progetto di legge. Luca Ferrazzi (AN): «Ora, subito in aula»
E’ stato approvato oggi nella Commissione regionale Territorio il progetto di legge, presentato nel novembre scorso da Alleanza Nazionale e Lega Nord e firmato da tutti i gruppi della maggioranza, che prevede di assegnare le case popolari solo a chi risiede o lavora in Lombardia da almeno 5 anni. A favore ha votato tutta la maggioranza, composta da An, Forza Italia, Lega Nord e Udc, contro il centrosinistra.
«Siamo veramente soddisfatti» afferma il capogruppo di An in Regione Lombardia Luca Ferrazzi. «Ora chiederemo alla presidenza del Consiglio regionale di inserire prima possibile il progetto di legge nel calendario di una delle prossime riunioni perché sia approvato al più presto: riteniamo prioritario, infatti, il parametro della residenza in Lombardia per chi richiede un alloggio di residenza pubblica. Dopo la sentenza del Tar, che aveva bocciato il regolamento in cui il criterio residenziale era inserito, la situazione delle liste d’attesa è diventata particolarmente caotica. Con il provvedimento approvato oggi riusciamo a ricreare ordine e, per questo, vogliamo discuterlo e approvarlo subito in aula».
«Senza il parametro della residenza – spiega Ferrazzi -, le graduatorie di chi fa richiesta di una casa popolare si allungano perché vi entrano gli stranieri regolari che hanno altri requisiti, come nuclei familiari numerosi, per ottenere punteggi alti, scavalcando i nostri concittadini che sono spesso pensionati o anziani da soli o al limite in coppia. Ma questo è inaccettabile: non è possibile permettere che i lombardi, i quali hanno permesso con le tasse o gli ex fondi Gescal pagati per una vita in Lombardia di realizzare e ristrutturare gli alloggi pubblici, vengano poi esclusi dal diritto di accedervi. Il nostro progetto di legge evita tutto questo».
«Possiamo immaginare che la nostra proposta – continua Ferrazzi – verrà criticata e strumentalizzata dalla sinistra, ma è solo con il criterio della residenza che il sistema di assegnazione diventa equo. Vogliamo ricordare che in molte regioni autonome o governate dal centrosinistra, che non hanno la complessità della Lombardia, il criterio della residenza esiste già. E’ l’unica via percorribile per garantire pari opportunità d’accesso alle case popolari e tutelare i lombardi, che non possono essere costretti a pagare i proibitivi affitti del mercato immobiliare privato quando hanno tutti i diritti per un alloggio di residenza pubblica. E’ ai lombardi che pensiamo – conclude il capogruppo di An -: gli stranieri arrivati da meno tempo nel nostro paese devono capire che la precedenza va data a chi in Italia paga le tasse da sempre».
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