Il giorno della memoria, uno sguardo lucido sul presente
Dal 26 gennaio al 21 febbraio, un programma ricco: cinema, libri, incontri e recital. Presenti il regista Heindrick Wijmans, autore di "Un giorno qualunque", e il rabbino capo di Bologna Alberto Sermoneta
«È il quinto anno che celebriamo il ricordo della Shoah, da quando è stato istituito per legeg "Il giorno della memoria". Occorre però non soffermarsi solo sul passato, ma avere uno sguardo lucido sul presente». Con queste parole Enzo Laforgia, dell’Istituto storico "Luigi Ambrosoli", ha esordito nel presentare il programma delle manifestazioni per "Il giorno della memoria".
Si inizia, mercoledì 26 gennaio (l’incontro continuerà anche il 28 gennaio), al liceo scientifico Galileo Ferraris, dove interverrà, insieme a Laforgia, Adriana Goldstaub ricercatrice del Cedec (centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano).
Già l’anno scorso la Goldstaub era intervenuta all’università dell’Insubria, suscitando un animato dibattito tra gli studenti. Ricordiamo che proprio allo scientifico nell’aprile del 2002 si erano verificati episodi di antisemitismo, al punto da essere inseriti in un dossier elaborato nel Centro europeo di monitoraggio del razzismo e della xenofobia. «I fenomeni di antisemitismo – continua Laforgia-, come ha detto Elie Wiesel in una recente un’intervista, stanno scomparendo in Europa orientale e aumentano invece nell’Europa occidentale».
«Bisogna stare molto attenti – ha aggiunto Francesca Franz, del Csa, centro servizi amminstrativi, ex provveditorato agli studi – perché c’è il rischio che tutto possa sfumare, anche la memoria di quei fatti. Invece bisogna aprire momenti di riflessione proprio con gli studenti che si fanno coinvolgere, ed evitare così le celebrazioni retoriche che non servono a niente».
Il razzismo e il pregiudizio si combattono con la conoscenza. Partendo da questa riflessione gli organizzatori hanno previsto un cilco di incontri all’univerisità dell’Insubria, nella sede di Villa Toeplitz. Si inizierà il 7 febbraio con Alberto Sermoneta, rabbino capo della comunità ebraica di Bologna, sul tema dell’"Essere ebreo"; il 14 febbraio toccherà a Giorgio Vecchio, professore ordinario dell’università di Parma, che affronterà il tema dei rapporti tra chiesa cattolica e shoah. Il ciclo si concluderà il 21 febbraio con Alberto Cavaglion, ricercatore dell’istituto piemontese per la Storia della Resistenza, che parlerà del rapporto tra letteratura e shoah.
Il 27 gennaio, nell’aula magna dell’università dell’Insubria, per la commemorazione ufficiale della giornata è previsto il recital "In attesa di confisca" con Chicco e Betty Colombo (replica la sera del 4 febbraio alla cooperativa di Belforte) . E ancora: film e documentari in collaborazione con l’associazione Filmstudio90. In particolare segnalamio la proiezione di "Un giorno qualunque" di Hendrick Wijmans, il 27 gennaio alle 21 nella sala di via De Cristoforis., in cui sarà presente il regista.
«Un programma di grande impegno – ha concluso Angelo Chiesa, segretario provinciale dell’Anpi – che è possibile grazie ad una rete di associazioni che collaborano tra loro. Per noi questo è un anno importante perché è il 60mo anniversario dalla liberazione, anche se il periodo non è dei migliori, visto che una commissione parlamentare ha ritenuto che la Rsi era composta da legittimi belligeranti. Una legittimazione fuori luogo che a sua volta legittima certi comportamenti, compresi quelli antisemiti».
Il programma del "giorno della memoria" è realizzato grazie al contributo di: Anpi, Istituto storico varesino "Luigi Ambrosoli", Coop. Lombardia (comitato soci di Varese e Malnate), C.s.a di Varese, Università dell’Insubria, Cooperativa di Biumo e Belforte, Filmstudio 90
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