In centinaia per dare l’ultimo saluto a Piermario

Grande commozione al funerale di Della Valle, vittima del maremoto nell'Oceano Indiano. Cerimonia officiata dal vescovo Stucchi

C’era tutta Cairate nella chiesa dei Santissimi Antonio e Martino, strapiena per l’ultimo saluto a Piermario Della Valle, morto il giorno di Santo Stefano nell’immane maremoto che ha travolto le coste dell’oceano Indiano. Anche il Sindaco Clara Fanton ha preso parte alla commemorazione nella chiesa affollata di concittadini. A celebrare la messa funebre è stato monsignor Luigi Stucchi, vescovo di Varese.

Letture dai Vangeli e dall’Apocalisse, testo quanto mai appropriato visto quanto accaduto nei luoghi del disastro, hanno aperto la cerimonia. «Vegliate, perchè non sapete quando verrà il giorno del Signore»; e ancora: «Non si accorsero di nulla fin quando il Diluvio non li travolse». Su questi passi monsignor Stucchi ha costruito un’omelia scabra e severa. «Chi non è stato travolto dall’onda rimane come testimone, ma è anch’egli travolto dal contagio del dolore» ha detto il vescovo di Varese. «Pensiamo a chi non sa nulla dei propri cari, a chi già li sa in una anonima fossa comune, a chi ha riportato ferite incancellabili».

Di fronte a tanto e tale dolore, monsignor Stucchi si chiede: «Chi accoglierà i nostri morti? Guardate i volontari che accorrono da ogni angolo del mondo per aiutare i vivi. Se di tanto è capace il cuore umano, di cosa sarà capace quello di Dio? Gesù ha vinto la morte, l’ha vinta per tutti noi, ed è il Dio dei viventi. A Lui affidiamo Piermario, a Lui le nostre domande e il nostro dolore, pregando perchè questo disastro divenga occasione di incontro, di unità, pace e giustizia tra gli uomini». Permane nell’omelia di monsignor Stucchi lo shock istintivo nel percepire la forza distruttiva della natura. «Il Creato è impazzito» ha detto il prelato, «e si è rivolto contro coloro che dovrebbero essere il vertice, gli uomini e le donne».

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Pubblicato il 03 Gennaio 2005
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