Nikolajewka, sessantadue anni dopo
Cade oggi (26 gennaio) l'anniversario della battaglia. La testimonianza di Alfio Caruso nel suo "Tutti i vivi all'assalto". L'ANA di Varese rievoca l'avvenimento al S.Monte
Oggi, 26 gennaio, cade il 62° anniversario della battaglia di Nikolajewka. L’ultimo, grande scontro combattuto dalle divisioni alpine dell’Armir nel corso della campagna di Russia. A Nikolajewka la lunga colonna di soldati, in gran parte feriti, semicongelati, inadatti ad un combattimento, ruppero definitivamente l’accerchiamento delle divisioni sovietiche e si aprirono la strada verso ovest. “Straordinaria avanzata all’indietro” è la frase usata dallo storico Alfio Caruso nel suo libro “Tutti i vivi all’assalto” (Longanesi, 2003 – 386 pagine, Euro 18,00) per descrivere il terribile quanto poderoso ripiegamento dell’armata italiana in Russia. Dalle rive del fiume Don fino, appunto a Nikolajewka e, in seguito, Belgorod nella seconda metà del mese di gennaio 1942.
In “Tutti i vivi all’assalto” Caruso, già autore dell’apprezzato “Italiani dovete morire” sulla strage di Cefalonia, racconta la ritirata di Russia giorno dopo giorno, dal dislocamento dei soldati sul Don (quando le truppe alpine vennero mandate a combattere in pianura) fino all’uscita dalla sacca. La ricostruzione di Caruso è minuziosa e mette in evidenza tante piccole storie personali che riguardano alpini, fanti, artiglieri, frutto di una ampia raccolta di testimonianze. Tra le più apprezzate vi sono quelle del tenente Peppino Prisco, il noto dirigente dell’Inter scomparso tre anni fa, che partecipò alla campagna inquadrato nella divisione Julia.
Nikolajevka è un paese che in quel drammatico 26 gennaio 1943 fu teatro di una tra le più famose battaglie della storia italiana. Le truppe dell’Armata Rossa erano lì dislocate nel tentativo di fermare una volta per tutte la colonna dell’Armir rimasta miracolosamente intatta fino a quel punto, nonostante le gravi perdite di uomini, materiali e munizioni. Fu la divisione “Tridentina”, l’unica che poteva ancora vantare una certa efficienza, a sferrare l’attacco. Per arrivare al paese gli alpini dovettero affrontare una discesa innevata, senza alcun riparo, posta di fronte alla linea ferroviaria e alla stazione di Nikolajewka. Caddero a migliaia nel tentativo di raggiungere la massicciata e da lì, tramite i sottopassaggi (foto), invadere le case del paese. Ci volle tutta la disperazione di una massa immensa di uomini equipaggiati con poche armi leggere, senza calzature adeguate e senza alcuna possibilità di mimetizzarsi, per cacciare i soldati sovietici. Quella battaglia, come detto, permise agli alpini di aprirsi la strada verso Ovest: la stessa Armata Rossa in un bollettino ufficiale dichiarò che «soltanto il Corpo d’armata alpino ha lasciato imbattuto il suolo di Russia». Una impresa che però costò le decine di migliaia di morti, feriti e prigionieri descritti da Caruso e dai grandi classici del genere come “Centomila gavette di ghiaccio” di Giulio Bedeschi e “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern.
Per ricordare Nikolajewka, questa sera è in programma il pellegrinaggio al Sacro Monte di Varese organizzato dalla sezione provinciale dell’Associazione Nazionale Alpini che richiama ogni anno centinaia di penne nere e di semplici cittadini. L’ammassamento è programmato presso la Prima Cappella alle ore 19,30. Alle 20 inizierà la salita durante la quale sarà effettuata la rievocazione della campagna di Russia attraverso i brani di Bedeschi. Una volta giunti al Santuario ci sarà la celebrazione della S. Messa e la commemorazione ufficiale, alla presenza del presidente nazionale dell’ A.N.A., Corrado Perona.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Superati i 3 milioni di presenze: turismo in crescita nel Varesotto e Varese Welcome lancia nuove idee
Felice su Malpensa e Superstrada blindate per le Olimpiadi: scatta la chiusura della 336
fratetoc su Malpensa e Superstrada blindate per le Olimpiadi: scatta la chiusura della 336
Andrea Camurani su Forti rallentamenti per neve, la situazione sulle strade in provincia di Varese
Bustocco-71 su Forti rallentamenti per neve, la situazione sulle strade in provincia di Varese
PaoloFilterfree su “Ho sfiorato il cielo”: Paolo De Chiesa racconta la sua vita dalle vittorie sugli sci al colpo di pistola al volto






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.