Ognuno ha le facce che si merita e “Nicola” sta in Puglia

Ognuno ha i suoi piccoli giochi innocenti. A me piace, vedendo la foto di un personaggio, cercare di immaginarlo da bambino. In particolare me lo figuro nella foto di classe. Vi ricordate le foto di classe? Tre, quattro file, davanti i più tappi e dietro quelli più alti, quelli che a tredici anni avevano già la barba. Facce simpatiche, allegre, distratte, melanconiche, dietro ogni faccia un mondo; avevano pensieri e sogni, paure e desideri; chissà se avrebbero immaginato il loro destino di adulti?
Quando si apre una campagna elettorale è festa. Tutti quei faccioni sui muri sono una vera manna per il giochino. Dovrei dire, però, che era così fino a qualche anno fa, negli ultimi tempi la “faccenda” si è complicata perché i faccioni si somigliano tutti. A volte fatico a distinguere i molti maschi dalle poche femmine. Aiutano i capelli, altrimenti…
Così se capita una novità nel settore mi sento come se mi avessero regalato il trenino nuovo. Non è stato dai muri, però, che ho avuto il mio regalo, ma dalle copertine della stampa nazionale, perché all’improvviso è apparso questo Niki Vendola (non sono sicuro di averlo scritto giusto, lo chiamerò Nicola, sperando non si offenda). Nicola ha la faccia simpatica e nella foto di classe stava davanti, fila dei piccoli, coi capelli a spazzola, aveva le orecchie a sventola. Era certo così, un monello, un simpatico discolo.
E’ candidato in Puglia, dicono sia un comunista ed un gay, anzi lo dice lui prima degli altri. E allora? Comunista potrebbe essere notizia interessante per la politica. Dell’altra roba chi se ne importa? Fatti suoi! Lo sento parlare in tv, dopo che ha stracciato il suo avversario alle “primarie” della sinistra pugliese. Nessun dubbio, stava in prima fila nella foto e sognava di fare il poeta o l’attore, il politico no, i bambini ci pensano poco.
E’ pacato, intelligente, arguto, rispettoso nei modi e nei toni, sa di cosa sta parlando, difende con serietà le sue idee di “comunista”, non alza la voce. Sa di mercato e di liberalismo.
Il tipo è in gamba e, qui sta la novità, non dà un’immagine diversa, è diverso per davvero. Non perché gay, son sempre fatti suoi, ma perché è uno speciale “uomo normale”, che fa politica da persona matura, con il cervello ed il cuore entrambi al posto giusto.
Per la prima volta il giochino delle facce mi disturba. Mi fa crescere l’invidia per la Puglia, così lontana… Qui, quando voto, da anni mi tocca scegliere tra un democristiano ed un democristiano, col placet dei comunisti. Facce uguali, teste uguali.
Sarà uguale anche stavolta, Nicola sta in Puglia.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 31 Gennaio 2005
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