Valencia è troppo forte per Varese

Corimec Varese-Pamesa Valencia 69-83. Rakocevic ed i lunghi regalano agli spagnoli vittoria e primato

Troppo forte questo Valencia per una Varese orfana della mente Becirovic e dei centimetri di Cal Bowdler che sarebbero serviti eccome contro i giganti del quintetto spagnolo. Dopo 20′ di equilibrio relativo (con gli ospiti già in vantaggio) è stato Igor Rakocevic a decidere le sorti della gara con un terzo periodo giocato in maniera sontuosa. Nella stessa frazione Varese ha faticato oltremodo a fare canestro, perdendo il treno della gara e del primato in classifica. Una bella cornice di pubblico, circa 3700 spettatori, saluta l’inizio di un match nel quale Magnano manda sotto i tabelloni la coppia Nolan-De Pol (quasi due puffi di fronte a Tomasevic e Oberto), con “The storm” gran protagonista nelle battute iniziali: tutti suoi i primi 7 punti varesini.
Gli spagnoli rispondono subito con Rakocevic ed Oberto che danno il primo vantaggio ai propri colori; Magnano toglie Farabello (2 falli) ed inserisce Bolzonella, subito a segno. Chi incanta è Tomasevic, lungo che palleggia e smista palloni d’oro dall’alto dei suoi 2,08. Due pasticci di Varese e gli ospiti chiudono 17-22 un bel primo periodo. Al rientro il Pamesa allunga subito anche perché la Corimec fatica da matti anche a metter piede nell’area iberica mentre da fuori la mira non è precisa. Quando Varese raddoppia i lunghi, gli ospiti pungono da fuori: Urtasun sigla il 21-33. Al 15’ Farabello risveglia l’attacco biancorosso con cinque punti però Magnano perde Marin (3 falli in 5’). Anche Nolan trova un paio di buoni canestri ma la Corimec getta un paio di palloni buoni per riavvicinarsi. I tre direttori di gara, tra l’altro, fischiano anche i sospiri alla difesa di Varese: all’intervallo i falli sono 12 a 7. Si va al riposo lungo sul 32-45 e con l’interrogativo legato allo zero assoluto nella casella “punti” del trio Digbeu-De Pol-Meneghin.
La ripresa non porta notizie positive, anzi la terza frazione è la peggiore per la Corimec, schiantata dagli avversari sui due lati del campo. Dopo una illusoria tripla di Digbeu arriva la tempesta arancione con Rakocevic che inventa un paio di cesti “bailadi” per il massimo vantaggio (39-59). Il tutto è condito con un altro paio di fischi osceni a favore degli iberici che non avrebbero certo bisogno di tanto aiuto. Rakocevic è letteralmente strepitoso per la sua capacità di crearsi lo spazio di un tiro e per la precisione delle sue conclusioni: l’ex Stella Rossa infila anche da metà campo allo scadere un canestro annullato dall’arbitro. Il terzo intervallo segna un 45-66 che non ammette discussioni, così come il 35-87 nella valutazione o il 17-31 a rimbalzo. Quando non c’è più nulla da fare Varese prova a graffiare per non finire sepolta del tutto anche se il rientrante Montecchia ricorda a tutti di aver deciso la finale olimpica. De Pol regala qualche punto, uno stoppone ed una vedetta su Llompart dopo una manata dell’iberico a Digbeu.
Il finale è brutto: l’incapacità della terna arbitrale permette al match di degenerare in fallacci, proteste e brutture varie. Una costante purtroppo della Uleb i cui direttori di gara appaiono ogni volta inadeguati a competizioni così importanti. Tra i fischi De Pol trascina i suoi fino al –13, però Farabello e Bolzonella mandano sul ferro tre preghiere che evitano a Valencia guai peggiori.
Finisce 69-83, senza particolari recriminazioni da parte varesina. Da domani si penserà a Pesaro ed alla gara-spareggio per entrare nella Final Eight di Coppa Italia, parola di Magnano.

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Pubblicato il 04 Gennaio 2005
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