Addio 167, case popolari da abbattere

Presentato un progetto di riqualificazione dell’area di via Broggi che coinvolgerà Comune, Aler e Regione Lombardia

Saranno le ruspe a cancellare da Tradate la vergogna del quartiere 167 di via Broggi, dove una ventina d’anni fa, con l’allora imperante logica del risparmio a 360° gradi sulla pelle degli inquilini, vennero edificati 48 appartamenti della più brutta e avvilente edilizia economica popolare. Spariranno gli appartamenti con i bagni senza finestre e i water senza sifone, i bilocali striminziti con i pavimenti in gomma stile metropolitana e le minifinestre tutte spifferi, sostituiti da un nuovo isnediamento, finalmente "a misura d’uomo", dall’altro capo della città.

Con una scelta senza dubbio coraggiosa, e grazie ad una serie di circostanze e di incontri fortunati ma anche volendolo fortemente, l’Amministrazione comunale di Tradate, in collaborazione con l’Aler-Azienda lombarda di edilizia residenziale (l’ex Iacp, Istituto autonomo case popolari) ha messo a punto un progetto in tre fasi per radere al suolo l’insediamento di via Broggi, sostituendolo con una nuova edificazione e contemporaneamente realizzando nuove e più adeguate case ad edilizia residenziale agevolata.

L’intervento, decisamente complesso, è stato presentato questa mattina dal sindaco Stefano Candiani e dall’assessore ai servizi sociali Franco Accordino, insieme al direttore generale dell’Aler di Varese Gaetano Campione e al direttore generale del Comune di Tradate Claudio Ceriani.

Il progetto, attraverso il quale verranno realizzati 110 nuovi appartamenti in tre zone della città, si svilupperà in tre fasi. 
Il primo intervento prevede la realizzazione di 10 alloggi per anziani e categorie disagiate in via Dante, in un vecchio stabile che verrà ristrutturato con un’operazione da circa 995mila euro, di cui 477mila di contributo a fondo perso della Regione e 517mila di fondi Aler. Rapidi i tempi di realizzazione previsti, circa 12 mesi dall’avvio dei lavori.

Successivamente l’Aler realizzerà in via Micca, dietro il supermercato Coop, 52 nuovi alloggi di edilizia agevolata, dove verranno spostati gli abitanti delle case 167 di via Broggi (i quali manterranno i punteggi in graduatoria e quindi tutti i diritti acquisiti). Svuotate le case, in via Broggi si darà il via all’abbattimento di quelle brutte costruzioni marroni, più simili a scatoloni che a edifici residenziali. "Le nuove case popolari di via Micca saranno delle belle costruzioni con verde e posti auto, non casermoni stile periferia di Rozzano", assicura l’assessore Franco Accordino, confortato dal direttore dell’Aler, che spiega come in questi anni la filosofia costruttiva dell’ex Iacp sia molto cambiata: "Costruzioni come quelle non si fanno più, e d’altronde erano progettate per costare poco ma anche per durare poco, anche se in altre realtà purtroppo un abbattimento come quello previsto a Tradate è per il momento impensabile e case simili a quelle di via Broggi resteranno in piedi per molti anni ancora", spiega Gaetano Campione.

Le nuove case di via Micca costeranno circa 5milioni e mezzo di euro di cui 4milioni li mette la Regione con un finanziamento a fondo perso e un milione e mezzo circa l’Aler. Tempi di realizzazione 2-3 anni.
Ultimo intervento sarà l’abbattimento e la ricostruzione dell’insediamento di via Broggi. Al posto delle case "del Bronx" (come molti le chiamano a Tradate) sorgeranno 48 appartamenti in palazzine che verranno messi in vendita in regime di edilizia convenzionata per coprire i costi di costruzione (altri 5 milioni e mezzo di euro). Per i vecchi inquilini che vorranno tornare dalle parti di via Broggi sarà garantito un diritto di prelazione sull’acquisto. Per vedere completato quest’ultima parte del progetto ci vorranno altri due anni.

L’Amministrazione comunale, regista di tutta l’operazione, interverrà mettendo a disposizione le aree per costruire, azzerando i costi di edificazione e rinunciando agli incassi degli oneri di urbanizzazione, oltre ad offrire tutto il supporto tecnico e operativo necessario per portare a termine la triplice edificazione. "Siamo veramente soddisfatti di questa collaborazione con Aler – spiega il sindaco Stefano Candiani – Insieme abbiamo trovato una soluzione innovativa a quello che si presentava come un problema complesso e di difficile soluzione. Un progetto che ha richiesto alcuni mesi di studio e di contatti preliminari, ma che ci ha permesso di accedere ad un finanziamento che la Regione, oltre a Tradate, ha concesso solo ad altri tre progetti presentati da comuni del Varesotto".

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Pubblicato il 08 Febbraio 2005
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