C’è un’altra Lombardia che parla la lingua di Sarfatti
Bagno di folla alle Ville Ponti per il candidato alla presidenza della Regione Lombardia per il centrosinistra e per Mario Agostinelli, leader della Gad
«C’è un’altra Lombardia all’orizzonte», sussurra a mezza bocca, appena entrato nella Sala Andrea delle Ville Ponti, un vecchio militante della sinistra. Come lui, attirati da quell’orizzonte, si sono arrampicate sulla collinetta di Biumo almeno altre quattrocento persone. Sono lì per ascoltare Riccardo Sarfatti, candidato alla presidenza della Regione Lombardia per il centrosinistra, Mario Agostinelli e Carlo Monguzzi (non intervenuto a causa dell’influenza). Molti si devono accontentare di stare in piedi o per terra perché alle nove di sera già non c’è più un posto. Tra i relatori oltre ai tre leader della Gad, anche Massimo Tafi, di Varesegirotondi, Rocco Cordì, del Circolo Aprile, Alberto Minazzi, di Legambiente, Marco Giovannelli, direttore di Varesenews, chiamato a moderare il dibattito. Presenti anche Alessandro Alfieri, della Margherita, Giovanni Martina e Angelo Zappoli, di Rifondazione comunista. Presenze significative più delle clamorose assenze.
Agostinelli sgombera il campo da qualsiasi ambiguità. Rispondendo ad un intervento del pubblico, sottolinea che “Altra lombardia” non sostituisce nulla (riferendosi al centrosinistra), ma soprattutto che le risposte ai problemi su lavoro, pensioni, scuola, sanità, formazione e partecipazione sono espressione della coalizione e del suo candidato «su cui c’è una totale convergenza, perché è stato scelto e anche bene».
La partecipazione dal basso, uno degli slogan preferiti dai leader della Gad, viene subito sperimentata. Interventi, domande, dubbi e sacrosante richieste di aiuto piovono dal pubblico, come quella di chi a 47 anni ha perso il lavoro ed è troppo giovane per andare in pensione, ma al tempo stesso troppo vecchio per aspirare ad una nuova assunzione. Un problema che hanno in molti e che rischia di innescare uno scontro generazionale pericoloso. E ancora tfr, pensioni, anziani, legge sulla fecondazione artificiale e aborto, temi che rischiano di spaccare la coalizione di centrosinistra. «Bisogna rifondare la politica- risponde Agostinelli – e iniziare a risolvere i problemi della gente. I giovani, l’ambiente, i bambini e gli anziani vanno rimessi al centro dell’azione politica. Se noi vogliamo vincere queste regionali e le prossime politiche dobbiamo farlo puntando sulle pensioni, sulla salute, sul lavoro, sulla scuola, sulla casa e soprattutto sulla partecipazione dal basso. Bisogna iniziare a mettere qualche grimaldello nella politica del centrodestra. La Lombardia è l’unica regione in Italia che non ha ancora approvato lo statuto, che è il banco di prova della effettiva partecipazione della gente. Formigoni ha destinato più soldi alla comunicazione della sua immagine che alla formazione di base, tanto per fare due esempi».
Quando Riccardo Sarfatti fa il suo ingresso nella sala il clima è già caldo. L’attesa del candidato ha rinsaldato l’attenzione di un pubblico che non conosce l’interlocutore. Il candidato presidente è calmo e parola dopo parola diventa deciso, come se leggesse negli sguardi dei presenti i mille dubbi di una militanza politica abituata da troppo tempo a perdere. «C’è nel Paese una voglia di cambiamento vero – dice Sarfatti – che a questo punto è diventata una forza maggioritaria. La stessa forza che esiste in questa regione e che avverto questa sera. L’overdose di comunicazione del centrodestra puo’ anche condurre alla morte e la sproporzione dei mezzi di comunicazione tra noi e loro puo’ essere giocata a nostro vantaggio».
Due affermazioni che si collegano a tre temi dominanti, riassunti nelle domande di Marco Giovannelli: il senso della democrazia e della partecipazione attuali, la cultura dominante in Lombardia e la logica che determinerà le candidature al Pirellone. «La democrazia come è intesa oggi- continua Sarfatti- rappresenta poco e delega male. Non ci puo’ essere un vero riformismo senza una vera partecipazione. Poiché la Lombardia è l’unica regione italiana che non si è data ancora uno statuto, significa che l’attuale maggioranza non si pone il problema della democrazia sostanziale. Questa Regione ha caratteristiche uniche per capacità imprenditoriale, per ambiente naturale e per bellezze artistiche e architettoniche. Un mix straordinario che però in questo momento non crea sviluppo, perché chi ha la guida politica del Paese e della regione non ha uno straccio di progetto per l’ambiente, per le infrastrutture e per la cultura. Viviamo in una fase di pieno declino. Valori come il lavoro, il multiculturalismo, la pace, la libertà per la destra sono affermazioni prive di contenuto. Anche sul federalismo, tanto inseguito dalla Lega, il centrodestra ha dato risposte fasulle, sostituendo un centralismo statale con un centralismo regionale. Nel sessantesimo anniversario dobbiamo difendere la Costituzione italiana dall’opera di smantellamento della destra e andare a votare al referendum con grande capacità di mobilitazione».
Sulle candidature alle prossime regionali Sarfatti rivela un sogno gradito a molte presenti: «Mi sarebbe piaciuto avere come capolista in ogni provincia una donna e nelle liste molti giovani. Adesso cominciamo a stendere una sintesi del programma, compito di Agostinelli, Monguzzi e Vitali. Sul listino, invece, ho in mente tre scenari. Ma ci penseremo, quando verrà il momento».
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Fabrizio Tamborini su Ferito con un machete sul lungolago: agguato nella notte a Laveno Mombello
Felice su "Ciak si gira!", alla scuola Mazzini di Varese le riprese del nuovo film di Emanuele Mattana
lenny54 su Il sindaco di Besnate in Ucraina: «A Odessa problemi ordinari in una situazione straordinaria»
principe.rosso su Il sindaco di Besnate in Ucraina: «A Odessa problemi ordinari in una situazione straordinaria»
Felice su Ospedale di Comunità di Somma Lombardo ai privati, Astuti (Pd): "Decisione calata dall’alto, ulteriore colpo alla sanità pubblica"
PaoloFilterfree su Carburanti, finiscono le risorse per lo sconto: proroga del gasolio fino a mercoledì






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.