Formigoni non è Totò
Le polemiche sollevate dalla partecipazione del presidente della Regione alla trasmissione Scherzi a parte
Egregio Direttore,
anche io, come Lei, ieri sera ho avuto il terribile dispiacere di sintonizzarmi sulla trasmissione "Scherzi a Parte".
Purtroppo di scherzoso ho visto poco, anzi le intezioni mi sembravano piuttosto chiare. Il cinema italiano non gode certo di buoni interpreti negli ultimi anni, forse è la fiction ad aver risollevato le sorti dell’arte drammatica italiana, ma ieri ci siamo confrontati con arte "tragica"!
Il protagonista non è stato davvero all’altezza del ruolo, davvero poco credibile, per non parlare delle comparse, quel gruppetto di "vispi" anziani" travolti da un’involontaria valanga.
Viste le scarse doti attoriali dei nostri politici nel fare gli attori sento una irrefrenabile nostalgia degli attori che anni fa si dettero alla politica! E’ si vorrei tanto tornare ai tempi de "Gli Onorevoli", con il nostro caro Totò, e poter votare ancora il monarchico Antonio La Trippa, esponente del Partito della Restaurazione che scandiva i suoi comizi condominiali con lo slogan "Vota Antonio! Vota La Trippa!".
La ringrazio per l’attenzione, nella speranza che nessuno fraintenda il mio sfogo per qualunquismo, anche se spero che in molti seguano le mie nostalgie e chiedano davvero a gran voce che a far politica torni Totò, sopratutto in
certi ambiti.
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Avrebbero potuto pescare tra centinaia di personaggi. E invece domenica sera a chiusura della puntata il protagonista dell’ultimo scherzo è stato il Presidente della Regione Lombardia. Oltre dieci minuti di immagini di un uomo integgerrimo, che di fronte a una presunta responsabilità di catastrofe, invece di darsela a gambe levate, si butta nella mischia per aiutare i soccorritori. Al di là del buon gusto dello scherzo, riuscito male e gestito anche peggio, viene da farsi una domanda. Ma ce n’era proprio bisogno? E non si cerchi scuse nel dire che per bilanciare la cosa si è scelto come "vittima" di un altro scherzo, ben più pesante e imbarazzante per i messaggi pericolosissimi, Filippo Penati. Non è la stessa cosa. Da una parte abbiamo un uomo potentissimo, che sta correndo per la terza volta per il vertice della regione più importante d’Italia, dall’altra un presidente di provincia appena eletto.
Viene da ridere a sentire le critiche delle settimane scorse quando si diceva che non era corretto da parte della Dandini invitare Prodi alla sua puntata domenicale a mezzanotte.
Era già dura mandar giù le scorribande del Presidente del consiglio alla Domenica sportiva dove gli si concedono spazi inimmaginabili, ma ora si è davvero passato il limite della decenza. E poco conta se poi il noto politico lombardo ci mette anche del suo usando in modo sgradevole quella passerella per indicare nell’imbranato vicesindaco di Livigno un ovvio suo avversario politico. "Se era così incapace non può che essere dell’altra parte" afferma serafico e giuggiolone un rilassato Formigoni.
A quaranta giorni dal voto si dovrebbe aver il buon gusto di gestire con maggiore attenzione i rapporti con il potere. Ma siamo in Italia e questo basta. Peccato per quei professionisti che di Tv devono vivere e che dovranno mandar giù questo e altro. Quanto ai politici in corsa, se per apparire qualche minuto di più in tv, devono presenziare anche Scherzi a parte, vuol dire che davvero ormai è solo tutto una commedia.
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