Rifondazione a congresso
In occasione dell'incontro votato anche un oprdine del giorno per la liberazione di Giuliana Sgrena
Riceviamo e pubblichiamo
Il giorno 6 febbraio 2005 presso il salone della cooperativa Cuac di Arnate, a Gallarate, si è svolto il congresso cittadino del Partito della Rifondazione Comunista.
Al termine di una discussione ampia e articolata è stata confermata la linea politica espressa a livello nazionale dal segretario Fausto Bertinotti. La mozione 1, quella proposta dal segretario nazionale, ha infatti raccolto una larga maggioranza (76 per cento) all’interno del circolo di Gallarate.
Oltre alla linea politica sono stati votati anche il direttivo cittadino:
Barberi Massimo; Bonometti Giovanni; Capitale Luigi, Colombo Cinzia; Disarò Federico; Fasoli Elia; Gasparoli Carolina; Herrera Gustavo; Polimeni Franca; Rappo Giorgio; Rizzi Stefania; Rizzi Stefano; Sbardella Marco; Vergazzini Dario e il segretario di circolo Stefano Rizzi
Durante il congresso è stato anche approvato all’unanimità il seguente ordine del giorno:
Liberate una donna di pace
Il Partito della rifondazione comunista di Gallarate, riunito in occasione del congresso di circolo, esprime la propria solidarietà alla famiglia e alla redazione del manifesto per il rapimento della giornalista Giuliana Sgrena. Il suo lavoro sul fronte di una guerra di occupazione, disumana e violenta come tutti gli eveni bellici, è quello di raccolgiere la voce delle persone che soffrono direttamente, inesorabilmente, sulla propria pelle i conflitti armati.
La sua opposizione alla guerra "senza se e senza ma" nasce da un sentimento di impegno civile che restituisce dignità a una professione sempre più compromessa e sempre più "embedded".
Nel rihiedere con forza la liberazione di Giuliana Sgrena, e quella di Florence Auberas, giornalista del quotidiano francese Liberation sequestrata un mese fa, il Prc di Gallarate ribadisce la propria contrarietà alla guerra di occupazione dell’Iraq e ritiene indispensabile il ritiro immediato delle truppe, come condizione necessaria per avviare un percorso di pacificazione che riporti in quel
Paese le premesse per la nascita di una democrazia compiuta.
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