«Sono contento. Ci siamo battuti per una giusta causa”
Lunedì il liceo artistico Frattini inizia la sua nuova era a Masnago. Nel ricordo di un ex studente, gli "anni di lotta"
Il Frattini dà l’addio e va a Masnago. Per il liceo artistico è ormai iniziata la nuova era. Conclusa martedì scorso l’esperienza in viale Milano, il 14 febbraio la campanella suonerà in via Valverde.
C’è fibrillazione e attesa: dopo 15 anni di lotte e contestazioni, la promessa di una sede migliore diventa realtà: quattro piani nell’ex sede della Popolare Luino proprio di fronte al Palazzetto dello Sport. Un numero di aule non superiore a quelle che avevano prima, ma con spazi decisamente più grandi. La biblioteca triplica la sua collocazione, i laboratori e le aule speciali sono spaziose e luminose. Un’ampia area sarà destinata ad ospitare gli allestimenti artistici che da sempre contraddistinguono l’attività del liceo.
Martedì scorso è stato il momento degli addii: «Complice il carnevale – ricorda il professor Cerri – si respirava un’aria elettrica, un’euforia particolare. I ragazzi scattavano foto alle classi, ai corridoi. C’era qualcuno con la telecamera. Volevano immortalare un momento storico. Dopo le tre ore di lezione, i ragazzi si sono riuniti in assemblea: un’occasione per confrontarsi». Un momento che il dirigente Paolo Baretti ha concesso volentieri per lasciare agli studenti un ultimo momento tutto loro in quell’edificio.
La scuola di viale Milano è chiusa da mercoledì. Gli spazi fatiscenti sono silenzioni ma pieni di ricordi: «Sono molto contento che lunedì ci sarà il trasferimento – commenta Mirko, uno dei capi della "rivolta" del 2002 ( nella foto l’assedio alle finestre del Sindaco), oggi studente del Politecnico – Mi ricordo cosa abbiamo passato, cosa abbiamo organizzato: siamo andati a protestare sin sotto le finestre del sindaco. La situazione in quella scuola era veramente disperata: vi assicuro che non esagero quando dico che si rischiava la vita. Il terrazzo del primo piano era pericolante ma noi dovevamo per forza andarci per far asciugare al sole gli acquarelli. Cadevano calcinacci. Nelle aule si gelava perchè le finestre non chiudevano bene e la caldaia funzionava a singhiozzo».
Quando la Provincia decise il trasferimento del liceo a Masnago, Mirko fu uno dei quattro ragazzi che vi fece un sopralluogo: «La cosa che mi colpì fu la luminosità degli ambienti. Si vedeva che era una struttura non scolastica, gli ambienti erano enormi con colonne ovunque. I seguenti furono giorni di grandi discussioni: c’erano due correnti di pensiero e tutti opponevano ragioni più che motivate. La principale obiezione di allora era la decisione di affittare lo stabile ( decisione su cui la Provincia fece successivamente marcia indietro) ma si criticava anche la perifericità della sede, troppo distante dalle stazioni. Non so come si siano appianate quelle situazioni: la scelta migliore sarebbe stata ristrutturare lo stabile di viale Milano».
Oggi Mirko studia al Politecnico, un paradiso a paragone del Frattini: «L’ambiente era decisamente "ostile". E sono contento di essermi battuto per una giusta causa: ancora oggi mi entusiasmo al ricordo. Gli anni del liceo non li dimenticherò: sono stati eccezionali, perchè la scuola è eccezionale. Ho incontrato gente splendida, insegnanti che riuscivano ad "estrarre l’acqua dai sassi". La scelta migliore che potessi fare».
Da lunedì si volta pagina: ma solo per la voce "sede".
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