Tempi difficili per l’industria dell’Altomilanese

La relazione congiunturale per l'ultimo trimestre del 2004 una situazione ancora delicata

Anche nell’ultimo scorcio del 2004 una crisi strisciante si è insinuata nell’industria dell’Altomilanese. Lo conferma, sia pure con vari distinguo, la relazione congiunturale sullo stato dell’industria altomilanese nel IV trimestre 2004, presentata questa mattina presso la sede dell’Ali – Assindustria Altomilanese.

«La produzione industriale delle aziende manifatturiere dell’Alto Milanese permane non soddisfacente» si legge nella relazione, «la situazione permane delicata». Il quadro generale è di stabilità, nel complesso; ma non si intravedono segnali di crescita. È vero, tuttavia, che è in corso una grande trasformazione del tessuto produttivo a favore dei servizi, specie a beneficio di Malpensa, come confermano la presidente Ali Antonella Rudoni (foto) e il direttore generale Alberto Duvia.

In generale, scendendo ad esaminare i settori coinvolti dall’indagine, si scopre che quello meccanico – tradizionalmente dominante a Legnano città – soffre particolarmente. Se il mercato italiano ristagna, quello estero mostra invece una certa vivacità, compensando il calo della domanda interna. Il tessile-abbigliamento ed il calzaturiero, altri assi portanti dell’industria altomilanese, mostrano di questi tempi una scarsa propensione al rischio, e sembrano in attesa di tempi migliori. Il settore chimico e delle plastiche risente invece dell’impennata dei prezzi delle materie prime, pur mantenendo una sostanziale stabilità.

«La situazione è stazionaria» ammette la presidentessa Ali Antonella Rudoni, pur senza drammatizzare. Alberto Duvia (foto)espone quindi i passi intrapresi da Ali per far fronte al momento attuale. «Non possiamo certo restare passivi, così ci siamo posti il problema di cosa si debba fare per affrontare la crisi. Il primo obiettivo resta quello della tutela contro la concorrenza sleale; la petizione per un commercio equo, trasparente e sostenibile, firmata da associazioni di categoria e lavoratori, sarà presentata il 21 febbraio alle autorità – province, Regione, governo». La lotta al dumping ambientale e sociale diviene dunque una priorità per l’industria nostrana, che patisce fortemente la concorrenza di chi, all’altro capo del mondo, non ha da rispettare leggi sulla sicurezza del lavoro o contro l’inquinamento (per tacere dei diritti sindacali). Vi è quindi l’attività di formazione portata avanti da Ali, ma anche quella, proficua, di collaborazione con Euroimpresa in materia di ricerca ed innovazione. Fondamentale appare poi il finanziamento delle attività di ricerca. A questo proposito sono stati conclusi accordi con Bpm e San Paolo Imi, garantiti da Confidi Legnano.

Alle banche Ali chiede di abbandonare la logica “assicurativa”, basata su garanzie ed ipoteche, per passare a prestiti basati sul progetto che l’azienda sottopone alla banca. «Anche con le nuove regole bancarie Basilea 2 agli istituti di credito servono persone esperte nei vari settori» osserva Andrea Pontani della Confidi Legnano. «Una volta i “settoristi” delle banche erano realmente addentro ai problemi e alle realtà del tessile, o della meccanica; oggi sono solo gestori dei rispettivi finanziamenti ma non hanno quella profondità di conoscenza che rendeva banche ed imprese più vicine di oggi».

I dati della crisi sono abbastanza pesanti: una cinquantina le aziende della zona che hanno visto riduzioni di personale nel 2004, di cui ben 23 del settore meccanico, 9 tessili e 5 calzaturiere. E se è vero, come sostiene Rudoni, che «Imprenditori e banche hanno perso quello spirito che avevano tempo fa», le cause della crisi sembrano molteplici. Infrastrutture – che devono esservi, ma, osservano ad una voce Ridoni e Duvia, «senza devastare l’ambiente»; dumping dalla concorrenza cinese ed indiana, ma anche dall’Est europeo ex-comunista; rigidità generale, nell’amministrazione e nelle banche; invecchiamento generale del sistema-Paese. Molto si può fare e si sta facendo per uscire dall’impasse, ma l’alba del nuovo giorno sembra ancora lontana.

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Pubblicato il 10 Febbraio 2005
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