L’UDC: «Una rete ecologica per la Lombardia»
Rete ecologica e sviluppo sostenibile i contenuti degli emendamenti proposti dall’UDC alla Legge per il governo del Territorio in discussione in Consiglio Regionale
Introducono i concetti di “infrastrutturazione verde”, e di “sistema della rete ecologica regionale” gli emendamenti proposti alla Legge per il Governo del Territorio in discussione in Consiglio regionale da Milena Bertani, capogruppo UDC, e da Domenico Zambetti, presidente della Commissione consiliare Ambiente.
«Le modifiche riguardano essenzialmente il ruolo delle aree protette regionali nella pianificazione territoriale e l’introduzione di una serie di concetti urbanistici innovativi – commenta Milena Bertani – la cui applicazione consentirà alla Regione Lombardia di poter realizzare un primo indispensabile asse portante del sistema di sicurezza, di qualità e di beneficio economico per i cittadini».
«Il sistema della rete ecologica regionale di cui proponiamo l’introduzione nel piano territoriale regionale – prosegue il capogruppo UDC in Consiglio Regionale – è uno dei criteri che affiancano la politica di assetto idrogeologico e garantisce, oltre al miglioramento della qualità ambientale, anche una vera e propria rete di sostegno alla qualità della vita, alla salubrità e alla sicurezza di milioni di cittadini che vivono nella metropoli lombarda e nelle sue diramazioni territoriali».
A trent’anni di distanza dalla approvazione della Legge n. 51/75 la Regione Lombardia ha deciso di procedere in senso innovativo, facendo propri gli elementi che devono consentire una convivenza armoniosa tra uomo e natura, proponendo una risposta normativa che garantisca l’assioma “governo del territorio” – ”sviluppo sostenibile”.
Gli emendamenti proposti da Milena Bertani – che è anche presidente del Parco del Ticino e coordinatrice di Federparchi Lombardia – hanno l’obiettivo di costituire un sistema a rete per armonizzare la qualità della vita, la sicurezza ambientale e la permeabilità biologica della Lombardia, pur consentendo allo stesso tempo di creare nuove occasioni di lavoro e sviluppo ambientalmente sostenibili. Una grande “Infrastrutturazione Verde”, insomma, mirata ad arricchire e rendere più compatibile quell’“Infrastrutturazione grigia” (leggi: cemento e asfalto, ndr) che, in questi anni, ha contraddistinto le scelte compiute dal Pirellone.
A tutto questo Regione, Province e Comuni devono contribuire inserendo nei propri strumenti di programmazione e gestione territoriali il concetto innovativo di “rete ecologica”.«Una rete che va pensata e realizzata – precisa Bertani – come un vero e proprio strumento di sviluppo territoriale, coinvolgendo e rendendo principali attori di questo percorso gli agricoltori, le comunità locali, i parchi e le riserve naturali».
Sottesi alla formulazione degli emendamenti proposta alla legge regionale ci sono i principi ispiratori di un cambio di registro nell’approccio ai temi della tutela ambientale e della biodiversità. Gli enti locali e le rappresentanze delle categorie che si muovono e operano in aree da preservare con la massima attenzione sono soggetti che, interconnettendosi tra loro e saldando i legami con i territori urbani, rafforzano il sistema territoriale lombardo. «L’aumento delle infrastrutture, delle linee di comunicazione e del sistema della mobilità, la crescita del consumo del suolo in generale, sono tutti aspetti – si legge nella relazione che accompagna gli emendamenti – che devono essere contemperati con un altro aspetto non meno importante: la salvaguardia dell’ambiente». Ecco perché gli enti gestori delle aree protette non possono essere esclusi dal processo decisionale pianificatorio.
Lo sviluppo sostenibile apre nuove prospettive dal grande potenziale di innovazione e rende più dinamiche le iniziative individuali e collettive. «Una città più pulita, fatta di edifici ben progettati e spazi pubblici configurati nell’ambito di un tessuto verde ben mantenuto – si legge ancora nella relazione di accompagnamento agli emendamenti – è una città competitiva, in grado di attirare tanto il business più innovativo quanto una popolazione rinnovata e più vitale».
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