I depuratori non bastano, acque sempre più sporche
Il rapporto presentato in Commissione ambiente denuncia una situazione grave soprattutto al nord della provincia
Sono quattro chiazze di colore verde scuro che, sulla cartina della provincia di Varese, corrispondono a 14 comuni dove il rapporto tra abitanti e territorio serviti da impianti di depurazione è al di sotto del 25 per cento. Sono distribuiti tra l’estremo nord della provincia, il centro e il sud, soprattutto lungo il corso del fiume Olona. Si va da Veddasca , Curiglia con Monteviasco, Dumenza e Besozzo, che ha uno sbocco diretto sul Lago Maggiore, per arrivare a Brunello, Castiglione Olona, Gornate, Castelseprio, Cairate, Carnago, Gorla Minore. Colpisce la situazione di Laveno Mombello che è tra le peggiori località rivierasche in fatto di percentuale di abitanti serviti da pubblica fognatura. È quanto risulta da uno studio presentato in Commissione provinciale ambiente e sollecitato dal centrosinistra.
«Abbiamo chiesto questa mappatura – spiega Stefano Tosi, consigliere provinciale dei Diesse- perché se non vogliamo che l’Europa continui a condannarci, come ha fatto recentemente, bisogna intervenire al più presto. Prendiamo l’asta del fiume Olona, se non si completa il depuratore di Gornate la situazione non migliorerà e occorre farlo subito. Nel nord della provincia la situazione è critica: Besozzo e Laveno, che in fatto di depurazione e fognature non stanno bene, condizionano la balneabilità del Maggiore».
In provincia di Varese sono presenti undici consorzi di depurazione e dieci collettori consortili. Una buona distribuzione, ma non ancora sufficiente per garantire una completa depurazione degli scarichi. Una situazione che, il gennaio scorso, era costata alla nostra provincia una condanna dell’Unione europea e un deferimento alla Corte di giustizia.
Gli investimenti necessari per il depuratore di Gornate Olona ammontano a circa 15 milioni di euro e sono stati divisi in due tranche: una prima di dieci milioni e una seconda, di cui una buona parte sono già stati finanziati.
Il problema rimane per i piccoli comuni del nord, dove la scarsa densità di popolazione si scontra con l’estensione territoriale. In questi casi gli interventi sono troppo costosi e le amministrazioni comunali non possono affrontarli senza l’aiuto degli enti più grandi. «Aumentare le tariffe non si puo’ – conclude Tosi – occorre invece che la Regione pensi ad un piano di investimenti straordinario. Inoltre è vero che gli investimenti per il depuratore di Gornate sono già stati fatti, ma per il suo completamento mancano all’appello ancora 3 milioni di euro. E sono da stanziare subito , non si puo’ più aspettare».
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