«La casa a emissioni zero è realtà»
Nell'ambito di "NaturaExpo" a Malpensafiere, Paolo Calcaterra racconta l'esperienza di Arte Agricola Bustese alla Cascina Burattana e un positivo connubio tra tecnologia e ambiente
La casa a emissioni zero non è più un fantasia da "spiriti belli" dell’ambientalismo, ma una splendida realtà del Ventunesimo secolo che sta prendendo piede in modo inarrestabile in gran parte d’Europa. A confermarcelo è Paolo Calcaterra, geologo, socio di Legambiente e Arte Agricola Bustese.
Nel contesto di NaturaExpo, la fiera del benessere e del turismo tenutasi a MalpensaFiere nello scorso weekend con grandissimo successo di pubblico – complici un settore gastronomico da leccarsi i baffi e un motorhome con bellissimi camper, vere regge su quattro ruote per il turista più esigenti – Calcaterra ha tenuto nella giornata di domenica due incontri rispettivamente sul tema dell’agricoltura biodinamica e su quello delle fonti energetiche alternative per la casa.
Quest’ultimo aspetto merita particolare attenzione, in quanto vi si possono scoprire dati e fatti inattesi. «La chiave del futuro per il riscaldamento domestico è lo scambio termico, o geotermico a bassa temperatura» spiega Calcaterra. «Si tratta di un sistema semplice, che utilizza tubi impiantati nel terreno fino ad una certa profondità ed un impianto frigorifero. Dalle differenze di temperatura fra il terreno e l’esterno si possono ricavare il riscaldamento d’inverno e un condizionamento naturale e non inquinante d’estate». Detto così, è una meraviglia. Ma funziona in pratica? «Altroché. In Svezia ne sono dotate il 90% delle abitazioni, compresi molti condomini; sono quarant’anni che questa tecnologia è conosciuta. In Svizzera siamo al 30%, e il mercato degli installatori è in pieno boom. Ma attenzione, perchè è un lavoro che va fatto bene e da gente esperta. In Italia al momento solo 4 o 5 aziende sono in grado di farlo – e hanno richieste sempre crescenti. In Svizzera ci sono qualcosa come 2500 diversi soggetti privati che svolgono queste installazioni, ma a quanto mi dicono solo una cinquantina sarebbero riconosciuti e certificati dal Minergie (il Ministero confederato per l’Energia). Per cui, in vista della crescita del mercato, sarà bene affidarsi ad aziende con una solida esperienza».
E i costi? «L’impianto iniziale ha costi non indifferenti ma viene ammortizzato totalmente in un lasso di tempo variabile da sei ad otto anni. Tenete conto che con un 10% aggiuntivo al costo dell’abitazione nuova si può renderla non solo autonoma dal punto di vista energetico, ma ad emissioni zero, combinando lo scambio geotermico con un minimo di fotovoltaico e l’impiego di materiali naturali. Ora anche la sede del Parco Alto Milanese alla Cascinetta, su nostra proposta, sarà attrezzata con un sistema di scambio termico e pannelli solari».
Paolo Calcaterra, come detto sopra, è anche socio di Arte Agricola Bustese, associazione che pratica l’agricoltura biodinamica (che riprende i temi dell’omeopatia) sui terreni della cascina Burattana, subito a nord di Borsano. «Il Comune ci sta cedendo parte della cascina e dei terreni; per ora stiamo avviando l’attività su un ettaro, che vorremo allargare con altri due o tre, speriamo ora che l’amministrazione si decida a definire la cosa entro l’inizio dell’estate». Per ora i "pionieri del biodinamico" di Arte Agricola Bustese si trovano ogni prima domenica del mese alla Burattana, per letture, un pranzo in comune, attività agricole ma anche giochi per i bambini, iniziative per ora riservati ai soci ma che in futuro si apriranno a chi vorrà sapere di più su questa nuova concezione dell’agricoltura, di cui in Italia è interprete fra i più autorevoli Enzo Nastati. «Il nostro è un modo di coltivare che migliora il terreno, perchè ricrea l’humus dissipato dalle coltivazioni tradizionali. Quando avremo abbastanza terra da portare avanti una piccola policoltura con orti, frutteti e seminativi, è nostra intenzione aprire una bottega presso la quale venderemo i nostri prodotti, al naturale ma anche trasformati. Infatti faremo il pane, i biscotti, le confetture, e insegneremo a preparli con appositi corsi; e il cliente potrà letteralmente scegliersi la frutta di stagione dall’albero. Speriamo davvero, per poter arrivare a questo, di poter contare su una maggiore sollecitudine dell’amministrazione, che riconosca finalmente l’importanza di queste iniziative, ma anche su un aiuto fattivo da parte degli amici di Legambiente».
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