La serva è ladra, la signora cleptomane
Basta, pietà: anche alle risate ci deve essere un limite. Noi cominciamo ad avere sintomi di affaticamento di fronte a quelle che ci provoca il ministro Calderoli. Nell’ordine e nel breve volgere di 24 ore: dà le dimissioni “nelle mani di Berlusconi e Bossi” (non in quelle di Ciampi, che è colui che l’ha nominato. E questo sarebbe il ministro delle riforme…), le congela (hai visto mai che vengono accettate?) e infine si scopre dai giornali che giusto mercoledì, colui che ha definito “straccioni” e “servi dei poteri forti” i senatori assenteisti, insomma il medesimo Calderoli, ha chiesto la sospensione del voto sugli articoli del federalismo per potersi vedere in santa pace la partita dell’Inter in tv. Certo che leghista e nerazzurro è un mix terribile…
IN GIRO C’E’ UN GENIO…- Chi è il mago del marketing politico che ha programmato per le 18 di giovedì la visita di Roberto Formigoni al pronto soccorso di Varese? Ora, è notorio che se oggi c’è un nervo scoperto per la sanità lombarda, quello è proprio il malfunzionamento di quel reparto. E se c’è una fascia oraria in cui quel preciso nervo scoperto entra in fibrillazione, quello è proprio il tardo pomeriggio. Puntuale, ecco che Formigoni è stato affrontato a muso duro da pazienti che si trovavano al pronto soccorso da dieci ore in attesa di un ricovero. I casi sono due: o nelle fila formigoniane c’è qualcuno che tresca col nemico, oppure c’è qualcuno talmente arretrato, convinto che il consenso si raccolga grazie a visite pastorali, tagli dei nastri e foto a sorriso spianato sui giornali (nel caso di specie addirittura 12 in un solo giorno e sullo stesso giornale!).
FIRMOPOLI – Dunque anche a Varese esplode lo scandalo delle firme false raccolte in appoggio a liste politiche. Tutto il mondo è Varese, verrebbe da dire, anche alla luce di alcune dichiarazioni un po’ infastidite dal fatto che, per l’ennesima volta la strada della politica incroci quella delle procure. Tanto per dirne una tra le più sorprendenti: una dichiarazione di D’Alema, preoccupato che ci sia una parte del corpo elettorale che non potrà votare i suoi candidati per l’intervento di un giudice (concetto ribadito il giorno dopo da un fondo dell’Unità). Ma benedetto il Signore, è così difficile capire che se per prima la classe dirigente alza le spalle di fronte a normali regole di trasparenza e correttezza, tutto il paese in qualche modo farà altrettanto? O siamo costantemente condannati a vivere obbedendo a quel principio di civiltà giuridica in base al quale la serva è ladra ma la signora cleptomane?
ESUBERI – “Abbiamo deciso l’allargamento della giunta per far fronte all’impegnativo programma politico che questa amministrazione si è ripromessa”: con queste precise parole un anno fa venne giustificato (meglio, si tentò di giustificare) l’allargamento del tavolo della giunta di Varese a 12 assessori. Ora è pronto il programma degli interventi per il 2005 e si scopre che il piatto è talmente modesto che l’opera più brillante prevista per l’anno a venire è la messa in sicurezza di alcuni edifici scolastici. Roba da amministrazione di condominio. E per questo immane parto ci si sono messi pure in dodici…
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