Psicodramma sui sottotetti in Consiglio Comunale

Un fallimento il Consiglio comunale di ieri; assenti Sindaco e vari consiglieri di maggioranza, l'opposizione e la Lega non partecipano e fanno mancare il numero legale

È finito con un prevedibile fallimento il Consiglio comunale urgente tenutosi ieri, Venerdì Santo, alle ore 18, per la messa a norma dei sottotetti. L’assenza di vari consiglieri della maggioranza e dello stesso Sindaco, sommata al rifiuto di prendere parte alla discussione ed al voto da parte non solo dell’opposizione, ma anche della Lega, ha lasciato sui banchi del Consiglio comunali solo nove consiglieri; mancando il numero legale, la delibera proposta non è stata approvata.

Per capire come si sia giunti a convocare d’urgenza questa riunione del Consiglio comunale è bene fare qualche passo indietro; e precisamente fino al Pirellone. È dalla Regione, infatti, che è partita la vicenda: durante la votazione della L.R. 12/2005 per il governo del territorio, approvata l’11 marzo scorso, alcuni franchi tiratori della Lega hanno affossato in Consiglio regionale le norme relative al riutilizzo a scopo abitativo dei sottotetti (da trasformarsi in mansarde), creando una sorta di "vuoto normativo" in materia. La Legge regionale sul governo del territorio entrerà in vigore il 31 marzo con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione, ed impedirà per un anno qualsiasi variante ai Piani Regolatori Generali; da qui l’urgenza di provvedere a "turare la falla". Così lunedì scorso il consigliere regionale uscente Gigi Farioli, insieme ad altri sette consiglieri comunali bustocchi di Forza Italia e AN (più Audio Porfidio) ha chiesto una convocazione urgente del Consiglio comunale, che il presidente Speroni ha fissato per Venerdì Santo 25 marzo alle 18.

Farioli e i firmatari della richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale hanno presentato una proposta di delibera per modificare l’art. 40 delle Norme tecniche attuative del PRG nel senso, semplicemente, di disapplicare, ne più, nè meno, le suddette norme tecniche relativamente agli interventi sui sottotetti. La
seduta del Consiglio è vissuta principalmente su una guerra
privata
tra Farioli e Speroni.
Nei suoi
interventi Farioli ha definito
«inqualificabile e vergognoso» il fatto di riunirsi di Venerdì Santo (mentre
Speroni rideva sotto i baffi
:«in nessun altro Comune stanno tenendo sedute di
Consiglio urgenti…»
), e ha più volte citato un seminario
sull’urbanistica tenutosi martedì scorso alla presenza, tra gli altri,
dell´assessore regionale al Territorio Alessandro Moneta
(FI),
e nel quale si sarebbe espressa «anche da parte di urbanisti "di sinistra"» la necessità di «fare chiarezza» su alcuni aspetti della nuova legge «per evitare abusi».
  Pellegatta (AN), invece, insisteva sul valore della proposta come idea per mantenere unite le famiglie e «consentire ai figli sposati di trovare casa» (in mansarda, naturalmente), essendo i mercati immobiliari notoriamente inaccessibili ai giovani.

La Lega fin dall’avvio della seduta aveva abbandonato l’aula, rifiutandosi di partecipare alla discussione; dal
canto suo l’Ulivo ha denunciato come «un atto di arroganza motivato
solo da fini elettorali»
questa convocazione di Consiglio, che Corrado
(Rifondazione Comunista) ha giudicato «nè seria nè urgente». «Se un
palazzo di sei piani, costruito con dati standard di verde e parcheggi,
viene fatto diventare di sette, mancheranno necessariamente dei
parcheggi» ha quindi fatto notare il consigliere comunista, prima di
abbandonare a sua volta la seduta.

Alla fine, mancando il numero legale per l’abbandono della seduta da parte delle opposizioni, la proposta non ha potuto essere approvata. Quando Speroni ha fatto votare la proposta di delibera (rendendo impossibile presentarla di nuovo entro pochi giorni), non sono mancate estenuanti discussioni sul
concetto di "numero legale" tra la pattuglia di irriducibili targati
Forza Italia e AN e lo stesso
Speroni; il siparietto è stato seguito con divertimento dei consiglieri d’opposizione seduti tra
il pubblico.

La
spaccatura della maggioranza in Regione si è ripetuta dunque anche a Busto Arsizio. La nuova legge sul governo del territorio
(approvata, come si è visto, sotto elezioni) era uno dei fiori all’occhiello della seconda legislatura Formigoni. Le opposizioni al Pirellone la contestano duramente in quanto prevede, tra l´altro, la sostituzione dei vecchi PRG con nuovi
"piani territoriali", sui quali le Province non potranno più dire nulla: ogni potere in materia spetterà solo ai Comuni. Inoltre le varianti ai
vecchi PRG potranno essere decise dalle Giunte senza
passare per il voto dei Consigli comunali
; si potrà avviare l’edificazione di una casa con una semplice
autocertificazione, o ancora alzare di un piano un edificio ancora in costruzione. Insomma, una vera e propria deregulation
edilizia
, che è riuscita a dividere anche lo stesso centrodestra. La Lega, risolutamente contraria, chiedeva infatti che venisse mantenuto il potere di controllo delle Province, ma anche che si mantenessero le competenze
dei Consigli comunali sulle varianti di PRG.

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Pubblicato il 26 Marzo 2005
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