Sono Calisto, scusate se insisto

La pubblicità televisiva sta andando in vacca. E’ straordinaria la quantità di bovine che compare, quasi a reti unificate, all’ora di cena. Mucche roane impegnate nel salto con l’asta, imbesuite dall’aroma di parmigiano, brune alpine con l’accento romanesco, pugliese e brianzolo che giurano sulla resurrezione lattiero casearia del signor Calisto, pezzate dei quartieri alti che fanno il bagnetto assistite dal Battista in polpe con l’asciugamano pronto. E’ un arcadico preludio alle colleghe bipedi del dopocena, contesse siliconate, avanzi di grandi fratelli, leccise e leccisette, lifting viventi in forma di giormaliste. La nostra fortuna è che il televisore ancora non trasmetta gli odori…

Citofonare Sibilla
Moravia? Via Donizetti 6, Roma. F.T. Marinetti? Piazza Adriana 30, Roma. Ada Negri? Viale dei Mille 7, Milano. Luigi Pirandello? Via Antonio Bosio 13, Roma. In un’antologia mondadoriana del 1935 di scritti inediti, voluta dal vecchio Arnoldo in persona e raccolta su una bancarella a 2 euro, accanto a una breve nota bibliografica di ogni scrittore presente nel volume, compare il suo indirizzo di casa. Come dire che chiunque avrebbe potuto proporsi per un tè con Corrado Alvaro o Sibilla Aleramo, suonando tranquillamente il campanello. Vien da pensare a come lo scrittore fosse ancora ritenuto persona normale e umana, con casa e famiglia, e un lettore affezionato potesse avvicinarlo solamente acquistando un libro. Era anche rassicurante questa mappa letteraria, con la cultura a portata d’uscio, quasi di pianerottolo, ho fatto quattro chiacchiere con Brancati in ascensore…
Oggi lo scrittore è un’entità astratta, spesso celata dietro pseudonimo, che si manifesta per lo più attraverso parallelepipedi cartacei dal peso di una mattonella, forse composti da un software e ben confezionati per la vendita da un esercito di grafici e pubblicitari. E poi, chi andrebbe a chiedere dello zucchero a Faletti o Lucarelli dopo quello che han scritto?

Fucile selvaggio
La berlusconizzazione del Paese prevede tra l’altro spedizioni armate nei già moribondi parchi nazionali per mostrare muscoli e bei fuciloni cromati made in val Trompia. Ci si arriverà con gipponi per la caccia all’elefante, si ritornerà con prede che pesano meno dei proiettili a loro destinati. La lobby venatoria, l’1,3 per cento della popolazione italiana, tenta infatti di nuovo il colpo, spingendo per modificare la legge 157 del 1992, l’unica a tutela della fauna selvatica, a proprio uso e consumo. La legge diventerebbe null’altro che uno strumento per gestire a piacimento la caccia, distruggendo quel poco di avifauna sopravvissuta a inquinamento, desertificazione e distruzione degli habitat. Contro questa eventualità, che vanificherebbe anni di protezionismo e battaglie a colpi di petizioni e referendum, il Wwf ha lanciato una campagna di raccolta firme online (chi vuole aderire può farlo entrando nel sito www.wwf.it/caccia) da spedire al presidente della Camera Casini, affinché tolga dall’agenda dei lavori della Camera la discussione su questa proposta di legge a favore della caccia. «Il rischio – ha spiegato il presidente Fulco Pratesi – è che considerato il clima pre-elettorale il 15 marzo la legge possa essere approvata”.

Versi luminosi
Varese che per un giorno abbandona la lettura dell’estratto conto e diventa una città di poeti e poesia…
Sembra fantascienza, ma potrebbe accadere il 21 marzo, primo giorno di primavera e, per volontà dell’Unesco, dal 1999 “Giornata mondiale della Poesia”. Chi vorrà potrà leggere versi nello spazio di “Abrigliasciolta” in vicolo Perabò, oppure al Cavedio, allo Yan o al Lord Byron, portare amici, chiacchierare di Neruda e di Ungaretti, trovare punti di contatto tra la poesia e le altre arti, come insegnò 150 anni fa un certo Giuseppe Rovani, scapigliato e gran bevitore d’assenzio.
La poesia, insomma, esce dai diari e dai cassetti e si fa un giretto per le strade, diventa parola comune, canto d’amore e dolore, regalo di un minuto o di una vita. E, per una volta, sarebbe bello leggere nei tabelloni luminosi alle porte della città dei versi, al posto del numero di morti sulle strade, delle chiusure al traffico, degli stolidi “benvegnü” fintamente amichevoli. Un segno, che Varese si scopra una volta leggera e pesante.

Tutti gli eventi

di febbraio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 12 Marzo 2005
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.