Un Agostinelli per pochi intimi conquista il Museo del Tessile

Serata di presentazione a Busto Arsizio per Mario Agostinelli e Carlo Cattaneo, candidati da Rifondazione Comunista alle elezioni regionali

Una sala conferenze del Museo del Tessile semivuota, complice la contemporanea riunione dei candidati sul tema della sanità a Sacconago, ha accolto Mario Agostinelli e Carlo Cattaneo, ufficialmente presentati quali candidati di Rifondazione Comunista. Giovanni Martina, che avrebbe dovuto affiancarli, ha optato per la riunione di Sacconago. Ma le poche dozzine di presenti non sono rimasti delusi; i due candidati non si sono risparmiati, e su sanità, territorio e infrastrutture, politiche del lavoro e della scuola, servizi sociali, hanno delineato le linee di programma e soprattutto le nette differenze con l’impostazione politica della Giunta Formigoni.

Cattaneo, richiesto di un parere per Varesenews sui temi del lavoro e di Malpensa, ha ricordato che «Rifondazione Comunista da sempre si è opposta alla creazione dell’hub, giudicandolo sovradimensionato e devastante per il territorio. Alle mirabolanti promesse di posti di lavoro non credevamo, e il tempo ci ha dato ragione. Oltretutto, il lavoro a Malpensa è precario e sottopagato; basti dire che le paghe di chi viene espulso dal ciclo produttivo dell’aeroporto sono talmente misere da abbassare le statistiche generali delle retribuzioni in provincia di Varese, dati della Camera del Lavoro». Per Cattaneo, e per tutto il centrosinistra, «per quanto attiene alla Regione e agli enti e società collegate, l’unico lavoro è quello a tempo indeterminato. La legge 30 va abrogata e l’ondata della precarizzazione selvaggia va arrestata ed invertita, per ricondurre il lavoro in un sistema di diritti».

Agostinelli, candidato da Rifondazione Comunista come indipendente, ha lodato le scelte del partito in materia di diritti, difesa dei soggetti deboli e alternativa al globalismo, citando la sua esperienza al Social Forum mondiale di Porto Alegre. Forte, in particolare, la sua denuncia del gap non solo economico, ma di diritti, tra Paesi ricchi e Paesi poveri. Su questo punto Agostinelli, forte della sua esperienza in Cgil, ha negato che si possa fare concorrenza sulla base della negazione dei diritti: «È un principio sindacale che va affermato» ha detto.

Dura anche la condanna del governo Berlusconi sui fatti del G8 di Genova nel 2001 («un caso di isolazionismo e protezionismo non dei mercati, ma dei potenti della politica e dell’economia dalla loro stessa popolazione») e sulla scelta di partecipare alla guerra. «La richiesta di pace è trasversale nella società italiana; allora perchè i simboli di certi partiti nelle manifestazioni pacifiste non si vedono mai?». Sul rapporto pubblico-privato, infine, Agostinelli ha lanciato l’attacco principale, sostenendo l’«insopprimibilità» della comunione dei beni di prima necessità – acqua, aria, territorio ed ambiente – che invece vengono inquinati o privatizzati in modo selvaggio. «Chi viene eletto dal popolo deve far funzionare il pubblico, non finanziare il privato» ha dichiarato Agostinelli. «Con la sua politica di segno diametralmente opposto, Formigoni ha in sostanza scippato i diritti democratici, ottenendone persino un ritorno elettorale tramite i voti di coloro che ha favorito».

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Pubblicato il 17 Marzo 2005
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