“Aterballetto Suite”, la perfezione tradotta in danza
Grande successo al Giuditta Pasta per il coreografo Mauro Bigonzetti
Ancora una volta Mauro Bigonzetti ha centrato il bersaglio con "Aterballetto Suite", un trittico di coreografie che, come al solito non ha smentito quella perfezione tecnica e stilistica che ha reso la compagnia emiliana Aterballetto famosa in tutto il mondo e che ieri sera inevitabilmente è stato confermato con lunghi e ripetuti applausi a scena aperta. Ad aprire la serata "Duo Stravinskij" un breve passo a due creato da Bigonzetti appositamente per Ashen Ataijanic e Alexis Oliveira . I due superlativi danzatori che interpretano efficacemente l’ incontro fra due corpi che si intrecciano in posizioni inaspettate, si sollevano, cadono, si dividono per poi ricongiungersi in nuove combinazioni caratterizzate da un formalismo solo apparente che non teme di essere contaminato o "sporcato".
È sicuramente nel passo a due che il coreografo trova la sua dimensione naturale: un terreno vergine in cui poter sperimentare sempre nuove soluzioni di movimento, nuovi incastri e nuove sfide che sovvertono in un certo senso il commune concetto di equilibrio. Soprattutto nel secondo duetto intitolato "passo continuo"si nota maggiormente un’ evoluzione dello stile coreografico e compositivo che si fa via via più terreno e viscerale. Composto in omaggio ad una sua danzatrice, su musiche di Bach rivisitate da Antongiulio Galeandro, non vuol essere altro che un frammento danzato che non contiene in sè una storia, nè pretende di comunicare un particolare messaggio: solo danza allo stato puro, solo pura espressione corporea che al suo interno racchiude un’ intera gamma di significati e sensazioni che forse proprio perchè non precisati risultano molto più affascinanti.
Il corpo del danzatore, che Bigonzetti con estrema naturalezza sembra modellare come plastilina, non è più etereo ed evanescente, ma diventa concreto ed estremamente fisico.
Ed è proprio la fisicità a caratterizzare "Cantata", un pezzo corale di grande impatto visivo ed emotivo. Su musiche tradizionali partenopee arrangiate dal gruppo musicale Assurd, il coreografo disegna una coreografia che trasuda passionalità ed ha quel sapore sanguigno tipico dei popoli mediterranei. In un’ atmosfera d’ altri tempi, quasi arcaica, donne aggressive e sensuali dalla gestualita realistica ed esplicita e uomini orgogliosi e ardenti, danno vita a schermaglie amorose violentemente audaci e sensuali, come nell’ emblematico passo a due centrale in cui esplode la passionalità vera, quella che manda in estasi e devasta allo stesso tempo.
Attimi di teatralità drammatica si alternano a scoppi adrenalinici di colori e voci in cui la danza carnale e nervosa diventa lo specchio della vita.
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