Il Pdci al fianco dei pendolari
La segreteria del Partito dei Comunisti Italiani risponde alle ultime dichiarazioni fatte dal Sindaco di Gallarate su e «contro» i pendolari
Riceviamo e pubblichiamo
Sebbene la giunta comunale si vanti di aver conseguito straordinari successi di gestione urbanistica, la situazione reale è drammaticamente diversa. Lungi dall’aver risolto gli enormi problemi di viabilità e vivibilità che essa stessa ha creato, l’amministrazione Mucci persevera nel voler trarre profitto dal disagio dei cittadini, in particolar modo dai pendolari; i quali, per chi nella giunta comunale non lo abbia ancora capito, sono ormai una realtà economico-sociale non più trascurabile a cui occorre prestare le dovute attenzioni. Costoro hanno infatti ragione quando gridano a gran voce il crescente disagio che stanno vivendo, poiché giorno dopo giorno l’amministrazione comunale sta riducendo loro gli spazi di sosta gratuiti posti nelle vicinanze della stazione, nel vano tentativo di costringerli a lasciare la macchina in quelle aree di sosta (Metropark), sempre adiacenti a quest’ultima, non più gratuite ma bensì soggette a pagamento; mediate una tariffa che il sindaco Mucci ha definito “agevolata”: 30 Euro mensili prepagati, così agevolata che il Metropark è sempre vuoto. Basti solo pensare ai dipendenti pubblici, i quali da quasi due anni si stanno battendo per avere un aumento di poco superiore ai 45 Euro annui, egli senza pudore alcuno ne pretende invece 30 ogni mese. Un’amministrazione accorta, assistendo al raccapricciante spettacolo del Metropark perennemente vuoto, sarebbe già intervenuta, senza attendere che il PdCI portasse la questione in consiglio comunale (dicembre 2004), e avrebbe agito in modo diverso. Anziché glorificarsi per aver ridotto l’abbonamento di 5 Euro (il classico contentino), sarebbe meglio se questa giunta si prodigasse nel trovare un accordo con Trenitalia (società proprietaria del Metropark) affinché i pendolari possano parcheggiare gratuitamente o quanto meno a prezzi stracciati; in questo modo si otterrebbero due effetti tanto benefici quanto immediati:
– la completa soluzione al problema della sosta selvaggia nel rione Sciarè e dintorni, causata appunto dall’impossibilità di far fronte ad una tariffa che solo il sindaco ritiene agevolata.
– l’incremento del numero dei passeggeri ferroviari e la riduzione dell’inquinamento atmosferico; la possibilità di un sicuro interscambio macchina-treno renderebbe infatti molto più appetibile l’utilizzo di quest’ultimo (con un ritorno economico per Trenitalia).
E allora perché tutto questo non avviene? Perché si lascia che un parcheggio così vasto come il Metropark rimanga perennemente vuoto, nonostante tutti i problemi creati dal suo mancato utilizzo?
Evidentemente tutto questo è impensabile per una giunta quanto mai impegnata nell’assegnare nuove concessioni edilizie per la costruzione dell’ennesimo supermercato, a cui farà sicuramente seguito una apposita tangenziale così che la gente vi possa arrivare comodamente (tangenziale-sud docet). Così se i supermercati abbondano, i parcheggi pubblici gratuiti sono ormai un bene raro, e la cosa che più disgusta è vedere l’uso che questa amministrazione comunale fa del danaro pubblico, in buona parte derivante proprio dai proventi della sosta a pagamento; i casi più eclatanti sono sicuramente i seguenti:
– le navette per la stazione, sempre vuote perché fatte circolare in orari diversi da quelli dei pendolari;
– le opere megalitiche utilizzate per addobbare le rotonde stradali (aerei et al.); ma sono così indispensabili in un periodo economicamente difficile come il nostro?
– gli autobus, anch’essi praticamente inutilizzati dalla cittadinanza perché assolutamente costosi, il biglietto ammonta infatti a 1,10 Euro (sebbene costasse 1500 Lire prima che l’euro entrasse in vigore) e ha una validità di 120 minuti. Ma per cittadina come la nostra ha senso un biglietto di due ore? Per la giunta comunale sembra proprio di si, nonostante gli autobus abbiano un costo notevole per la collettività specie se continuano a girare privi di persone a bordo.
Inoltre, come se tutto questo non bastasse, a Gallarate è stata introdotta anche l’addizionale comunale IRPEF, una imposta comunale che in altri comuni vicini è assente (Cardano al Campo, Busto Arsizio) e che costringe noi tutti ad ulteriori sacrifici economici, nonostante i servizi offerti siano del tutto insufficienti.
Per questi motivi il Partito dei Comunisti Italiani è dunque al fianco dei pendolari gallaratesi, ed è pronto a battersi con loro affinché la cittadinanza si riappropri di quegli spazi pubblici che gli sono propri, poiché se esiste “il diritto al lavoro” a maggior ragione deve esistere “il diritto di potersi recare al lavoro”; un diritto che, ormai da troppo tempo, l’amministrazione Mucci sta vergognosamente violando per puro scopo di lucro.
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