Lepori: «Lasciateci crescere, ci guadagnerà anche l’ambiente»

La replica dell'azienda all'Amministrazione comunale che non vuole l'ampliamento

«Non c’è pericolo di inquinamento, trattiamo solo oli vegetali per uso alimentare e vogliamo dotarci di un sistema per la produzione di energia alternativa che sarà sicuro e non inquinante». Risponde così Giusuè Lepori, titolare della Lepori snc alla mancata autorizzazione, da parte del Comune di Cairate, alla sua richiesta di un ampliamento degli impianti con l’installazione di un nuovo sistema per il recupero energetico.

Lo scorso 20 aprile, nel corso di una conferenza dei servizi, il Comune di Cairate ha posto il veto al progetto della Lepori di ampliare gli impianti e di dotare la fabbrica di un sistema per la combustione dei residui derivati dalla lavorazione dell’azienda, che si occupa di recupero degli oli vegetali esausti (da quelli delle patatine fritte a quelli delle industrie aliumentari) che, dopo essere stati "ripuliti" vengono rivenduti ad aziende che producono il bio-diesel. Un progetto che ha invece incontrato il parere favorevole degli altri enti interessati. «L’Arpa, il Comune di Lonate Ceppino, la Regione e la Provincia di Varese hanno approvato il nostro progetto – spiega Lepori – e addirittura la Regione ci ha comunicato che non è necessaria la Valutazione di impatto ambientale, che noi peraltro abbiamo già fatto eseguire».

Secondo il titolare dell’azienda – che occupa 15 dipendenti e tratta circa 8.000 tonnellate l’anno di olii esausti – entrambi gli aspetti del progetto non solo non creano pericolo di ulteriore inquinamento, ma porranno le condizioni per un miglioramento della situazione ambientale.
«Per quanto riguarda l’ampliamento dell’azienda – spiega Lepori (nella foto) – i nuovi capannoni verrebbero costruiti su una parte dell’area industriale dismessa dell’ex Vita Mayer, utilizzando un’area già urbanizzata e addiruttura diminuendo la volumetria complessiva edificata attualmente».

Per quanto riguarda il nuovo sistema di recupero energetico, il vantaggio sarebbe duplice: «Se usiamo i residui di lavorazione per la produzione alternativa dell’energia elettrica che ci serve – continua Lepori – contribuiamo ad alleggerire il carico di traffico, perché evitiamo di far viaggiare le cisterne che attualmente portano i residui ad aziende che, tra l’altro, li utilizzano per lo stesso scopo. Ma non solo: invece dei tre camini attuali dell’azienda, il nuovo sistema prevede un solo camino centralizzato, con una tecnologia molto avanzata che controlla in continuo qualità e qualità delle emissioni in atmosfera».

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Pubblicato il 26 Aprile 2005
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