Patto locale di sicurezza urbana: Comuni e volontariato vigilano sul territorio
Accordo stipulato tra i Comuni di Legnano, Busto Arsizio, Castellanza e Gallarate e dalle associazioni Exodus e City Angels
Comuni e associazioni di volontariato insieme per vigilare il territorio: su questo schema si basa il patto locale di sicurezza urbana, documento sottoscritto dalle Amministrazioni comunali di Legnano, Busto Arsizio, Castellanza e Gallarate e dalle associazioni di volontariato Exodus e City Angels, sulla base di un progetto regionale che prevede degli appositi finanziamenti a tal fine.
Il patto nasce dalla constatazione della presenza di criticità sul territorio (specie nei pressi delle stazioni ferroviarie e in zone caratterizzate da aggregazioni di gruppi informali di giovani e/o cittadini extracomunitari) e da una diffusa percezione di insicurezza; fattori, questi, legati sia alla presenza di persone che si trovano in situazioni di deriva sociale e di bisogno, sia all’esistenza di soggetti dediti ad attività illecite che, entrando in contatto con le prime, cercano di indurle a partecipare ad attività criminose.
Dopo alcuni incontri fra le Amministrazioni Comunali e le associazioni di volontariato, e con il conforto dei risultati positivi ottenuti dalla sperimentazione effettuata nel luglio 2004 nella stazione Centrale di Milano, è emersa la volontà condivisa di realizzare un progetto complessivo per migliorare lo statu quo e diminuire, insieme con le condizioni di disagio sociale, la percezione di insicurezza che si registra nelle aree delle stazioni ferroviarie dell’asse del Sempione e di particolari zone urbane, nonché di sensibilizzare sempre più la cittadinanza sulla reale portata ed efficacia del servizio reso sia dalla Polizia Locale sia dalle associazioni di volontariato. I progetti dovranno essere realizzati entro il febbraio 2006.
«La Legge Regionale n. 4 del 14/03/2003 relativa al “Riordino della riforma della disciplina regionale in materia di polizia locale e sicurezza urbana”, individua proprio nel patto locale di sicurezza urbana lo strumento attraverso cui, ferme restando le competenze proprie di ciascun soggetto istituzionale, realizzare l’integrazione tra le politiche e le azioni che, a livello locale, hanno l’obiettivo di migliorare le condizioni di sicurezza urbana del territorio di riferimento – commenta l’assessore alla Polizia Locale, Franco Falco -. Si tratta di un progetto integrativo e non sostitutivo del pacchetto sicurezza adottato da alcuni anni dal Comune di Legnano, un progetto che coniuga l’attività di prevenzione con attività di repressione di fenomeni di microcriminalità. È inoltre inedito per la “filosofia” che lo ispira, puntando al potenziamento delle politiche di prevenzione del disagio sociale, di accoglienza, di solidarietà e di inclusione sociale attraverso il coinvolgimento sinergico degli organi decentrati dello Stato e degli enti/associazioni presenti sul territorio».
Con lo strumento del Patto locale si vogliono attuare un’attività di mediazione con soggetti a rischio devianza, mediante l’ausilio di associazioni di volontariato, assicurare alla cittadinanza condizioni di maggiore sicurezza, anche nelle ore serali e nei giorni festivi, attraverso servizi di vigilanza attuati dalla Polizia Locale e provvedere all’installazione di un sistema di videosorveglianza nelle aree a rischio. Per il Comune di Legnano le figure professionali coinvolte sono: un funzionario commissario capo, otto ufficiali, quindici agenti, un collaboratore amministrativo ed eventuali collaboratori esterni a progetto. Il responsabile del progetto per il Comando di Polizia Locale di Legnano è il commissario capo Daniele Ruggeri, il referente del progetto il commissario aggiunto Roberto Curati.
Fra i servizi previsti è ricompresa l’attività di ausilio e supporto al personale delle associazioni che operano sul territorio considerato (Exodus e City Angels). L’ambito operativo potrà essere esteso all’intervento di altre associazioni in accordo con il Comune. L’attività potrà essere svolta anche con l’ausilio di cani o cavalli appositamente addestrati. La videosorveglianza sul territorio legnanese interesserà le zone critiche prima individuate. Il costo complessivo del piano ammonta a 100mila euro.
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