Quando la tecnologia protegge il sonno dei cittadini

Le novità in materia di sicurezza del territorio presentate al Lugano Communication Forum. Auto detector: un lettore di targhe made in Italy che ha conquistato gli Usa

Sistemi intelligenti su auto della polizia in grado di fotografare, alla velocità di 150 all’ora fino a 5.000 targhe in sessanta minuti di servizio sulle strade. Il tutto per confrontarle con banche dati contenenti quelle di auto sospette, rubate o di pericolosi criminali.
Non siamo nell’ultima creazione hollywoodiana ambientata nel futuro, ma al Lugano Communication Forum, che nella sua giornata conclusiva ha riservato piacevoli sorprese per gli addetti ai lavori e non, quanto a tecnologia impiegata oramai tutti i giorni al servizio dei cittadini. Il titolo dell’incontro in programma alle 14.30, del resto, la diceva lunga sul tema. “Sorveglianza anti crimine delle città” è stato difatti solo apparentemente un momento di confronto sull’impiego delle nuove tecnologie, divenendo alla fine un dibattito cui ha partecipato anche il pubblico.

All’incontro, moderato da Ezio Rocchi Balbi, redattore del “Il Caffè”, erano presenti Lucas Bachtold, Direttore AIL servizi Sa che ha spiegato come funziona un sistema di rete in fibra ottica di una città, e Giovanni Garibotto, technology manager della divisione sicurezza di Elsag Spa, una società del gruppo Finmeccanica. E proprio in questa occasione è stato presentato l’Auto detector, il “gioiello” in termini tecnologici dell’azienda genovese che, oltre ad aver dotato di un sistema impiegato dalle forse dell’ordine italiane per il monitoraggio sulle strade delle targhe delle auto, ha reso possibile l’impiego della stessa tecnologia anche a Lugano, con 2 auto dotate di questa apparecchiatura, e in diversi stati degli Usa sia nella sua versione fissa, sia mobile.

I risultati sono sorprendenti, soprattutto grazie alle caratteristiche e alla maneggevolezza sul campo. In pratica si tratta di un sistema posizionato sul tettuccio delle auto della Polizia o dei Carabinieri in grado di fotografare anche a velocità sostenute fino a 5.000 targhe in un’ora col 95 per cento di riconoscimento della sequenza numerica della targa. In termini pratici questo sistema costituisce un’arma importantissima per il pattugliamento del territorio e per l’acquisizione di dati preziosi alle ricerche investigative delle forze dell’ordine. Dopo la relazione di Mario Domeniconi, socio fondatore e direttore strategico di Netability SA, la parola è infatti passata a Roberto Torrente, comandante della polizia municipale di Lugano.

L’intervento di Torrente, da “addetto ai lavori” ha spostato la questione sulle problematiche più generali di tutto ciò che ha a che vedere con la necessità di sicurezza e di controllo del territorio da un lato, e la richiesta di mantenere la privacy del cittadino dall’altro. E’ così emersa l’importanza dell’agente sul territorio, fattore principale della questione sicurezza, al di là di ogni accorgimento tecnologico che deve rappresentare un mezzo attraverso il quale facilitare l’azione umana. Nel corso dell’incontro sono state espresse le linee guida del progetto Security Lugano.

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Pubblicato il 28 Aprile 2005
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