Regio Insubrica: dopo Varese, anche il Ticino “chiama” Berna al confronto

Incontro questo pomeriggio fra le tre provincie di confine e i rappresentanti svizzeri. Reguzzoni: «Non solo gli stati nazionali devono dialogare»

Fare sistema per rilanciare, questa volta verso il governo federale svizzero, il ruolo e le potenzialità della collaborazione nelle regioni di frontiera. Fare sistema e rilanciare anche a Berna il ruolo che può e deve svolgere la Regio Insubrica.

E’ il messaggio che autorità italiane e cantonali del Ticino hanno trasmesso oggi al ministro degli esteri svizzero, la Consigliera federale Micheline Calmy Rey in visita, nel pomeriggio, a Bissone, il piccolo comune ticinese sulle rive del Ceresio.

La ministra ha avuto un incontro con il Comitato direttivo della Regio nel corso del quale le è stata illustrata la realtà della cooperazione transfrontaliera sviluppata nei primi dieci anni di vita della Regio Insubrica. Alla ministra, i presidenti delle tre Province italiane di confine (Varese, Verbania e Como), i sindaci dei comuni svizzeri di Bellinzona, Lugano, Locarno, Chiasso e Mendrisio hanno anche spiegato la necessità di sviluppare ulteriormente la collaborazione. «La frontiera come motore di sviluppo e di integrazione tra comunità – ha ricordato il segretario generale della Regio Insubrica Roberto Forte – è un concetto che necessita di un maggiore approfondimento da parte di tutte le componenti territoriali della Regio e sarà di fondamentale importanza per il futuro sviluppo della regione transfrontaliera italo-svizzera dei tre laghi prealpini». Un messaggio raccolto dal Consigliere di Stato ticinese Marco Borradori, uno degli uomini di governo ticinesi tra i più sensibili al tema della cooperazione tra le zone di confine.

Decisa anche la presa di posizione del presidente della Provincia di Varese, Marco Reguzzoni che già un mese e mezzo fa aveva chiesto al Governo italiano di valutare forme, modi e tempi per assicurare alla Regio Insubrica «un ruolo più completo e incisivo nella collaborazione fra le realtà amministrative e di gestione del territorio». «Noi – ha sottolineato Reguzzoni – dobbiamo superare l’idea, cambiare l’opinione comune secondo la quale solo gli stati nazionali possono dialogare fra loro escludendo o marginalizzando le comunità locali. La collaborazione lungo la fascia di confine che si va estendendo e interessa diverse materie, dimostra quanto sia fondamentale assicurare ad una istituzione come la Regio Insubrica, una capacità d’azione garantita anche dal punto di vista normativo».

Ma l’intesa fra aree contigue è dunque un progetto che va ben oltre i singoli casi.

«La zona dei laghi prealpini – ricorda ancora il presidente della Provincia di Varese – è il cardine di un’intera porzione di territorio lombardo che coinvolge necessariamente la Svizzera attraverso il Canton Ticino. I progetti dei grandi assi di transito, i poli della  logistica, l’attenzione che le aziende del nostro territorio stanno sempre più mostrando verso le opportunità offerte dal Ticino, indicano che un  rafforzamento dei compiti e delle funzioni della Regio è oggi più che mai necessario».

Una maggiore attenzione che ora anche i comuni del Sottoceneri chiedono a Berna, sostenuti dalla stessa municipalità di Bellinzona. A legare Ticino e province italiane di frontiera non è solo il fenomeno del frontalierato (tanto più che si sta sviluppando un fenomeno analogo dal Ticino verso il triangolo Varese-Como e, soprattutto, Milano). Le prospettive sono legate allo sviluppo di sinergie nel settore della ricerca, delle biotecnologie, della filiera tessile e meccanica che si trova ad affrontare la medesima sfida dei mercati e delle concorrenze (non sempre leali).

«Siamo di fronte ad una realtà dalle enormi potenzialità – ricorda Giorgio De Wolf, vicepresidente della Provincia di Varese – e trovare un punto di contatto non significa perdere una parte della propria forza ma, al contrario, mettere le energie in comune per raggiungere un risultato che non può che avere benefici effetti sull’intero territorio».

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Pubblicato il 26 Aprile 2005
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