Carofiglio, uno scrittore prestato alla Magistratura
Al magistrato pugliese, nella serata finale di Viva libro, il Romanzo, il premio B.A letteratura
Scelta migliore per chiudere questa terza rassegna di Vivi libro, quest’anno dedicata al romanzo, non si poteva fare. I librai di Busto non hanno avuto dubbi e all’unanimità hanno assegnato a Gianrico Carofiglio il premio B.A. letteratura.
L’autore è stato presentato dal collega Sergio Aglietti, attuale presidente di sezione civile e fallimentare del tribunale di Busto.
Brillante, simpatico, disponibile e molto aperto. Carofiglio ha subito conquistato le simpatie della platea, numerosa come sempre con un “tutto esaurito” all’interno della tenda.
(foto sopra, da sinistra: il magistrato Sergio Aglietti, il sindaco Luigi Rosa, Gianrico Carofiglio e Francesca Boragno, durante la consegna del premio)
”Spero mi facciate voi delle domande perché mi imbarazza stare qui a parlare di me. Comunque avete fatto bene a darmi questo premio e spero che sia di buono auspicio per l’altro, il bancarella, a cui sono stato selezionato”. Il pubblico non si è fatto pregare e una dopo l’altra sono arrivate domande per oltre un’ora. Molti gli spunti di riflessione, dai più “colti” ai più legati alle storie dei personaggi.
”A volte mi preoccupa il fatto che qualcuno sovrapponga la mia vita privata con quella del mio personaggio. Non è simpatico ricevere lettere in cui mi si minaccia di non far del male a Guerrieri perché me la farebbero pagare. Una sorta di King con Misery non deve morire. Però devo dire la verità a volte faccio il furbo perché l’avvocato Guerrieri piace alle donne e allora se mi chiedono quanto mi assomigli ci giro intorno”.
Carofiglio ha iniziato tardi a scrivere. Il suo primo romanzo, Testimone inconsapevole, è andato in stampa nel 2002. “Il mio lavoro mi ha influenzato molto e come per gli avvocati noi esercitiamo una professione fortunata perché abbiamo a che fare con storie e personaggi da cui trarre spunti per scrivere. Comunque io non faccio denuncia sociale, mi piace raccontare, se poi emerge anche questo aspetto va bene, ma non ci penso prima. Mi sembrerebbe di tradire la storia se inseguissi degli scopi sociali”.
Per l’autore i lettori sono fondamentali. “Un libro non esiste se non viene letto. Le storie nascono quando qualcuno le legge. Qualcuno malignamente dice che devo aver ricattato l’editore per farmi pubblicare il primo racconto. Le cose per la verità sono andate in un modo anche divertente. Spedii il manoscritto a quattro diversi editori. Va detto che per fortuna le case editrici cercano nuovi autori e quindi prendono in considerazione i lavori degli emergenti. Il dramma è che poi questi vanno in mano a gente che vorrebbe fare lo scrittore e che non ha la giusta obiettività. Così tre mesi dopo la mia spedizione mi arrivò una lettera che per metà parlava bene del mio lavoro e nella seconda metà lo bocciava. Insomma non mi avrebbero pubblicato niente. Arrivò poi la telefonata di Elvira Sellerio che mi confermava la volontà di pubblicare con lei. Solo dopo quella stessa casa editrice che mi aveva bocciatoli lavoro volle rivedere la propria posizione”.
La richiesta di domande cattive fatta da Carofiglio è stata presto appagata quando gli è stato chiesto come mai il passaggio da Sellerio a Rizzoli. “Ecco ci siamo quasi. Volete sapere se l’ho fatto per soldi. Ebbene si. Lo confesso. Era un’offerta troppo importante. Ho messo delle condizioni tanto che non hanno l’esclusiva e il terzo racconto di Guerrieri uscirà ancora con Sellerio, ma non potevo rinunciare”.
I racconti dell’avvocato Guerrieri andranno in onda in autunno con la regia del gallaratese Sironi, lo stesso di Montalbano. Il popolare poliziotto nato dai racconti di Camilleri.
Tanti applausi e una discreta fila di lettori a farsi firmare il libro.
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