E’ partito con il piede sbagliato il 2005 dei commercianti
Diffusi da Unioncamere i dati relativi al primo trimestre 2005. In calo il fatturato delle piccole imprese del commercio al dettaglio e dei servizi
Il terziario apre l’anno con segno negativo. È quanto emerge dai dati diffusi dal Centro studi di Unioncamere relativi al primo trimestre del 2005.
Da un confronto con i dati dello scorso anno sono state registrate diminuzioni nell’andamento delle vendite del commercio al dettaglio e nel volume di affari delle imprese di servizi.
Dietro uno scostamento delle vendite dei commercianti, che a prima vista potrebbe sembrare lieve (meno di un punto percentuale in negativo), si nasconde in realtà un dato da sottolineare: nel valore medio registrato, il forte calo del fatturato della piccola distribuzione (-3%) è stato mascherato da un aumento delle vendite della grande distribuzione che ha sfiorato la crescita del 2 per cento.
Nella situazione nazionale si riflette in pieno l’andamento regionale ed in particolare quello del Nord Ovest. In queste regioni infatti la perdita di fatturato delle piccole e medie imprese (poco inferiore al 3 per cento) è stata mitigata da un aumento (del 2,7 per cento) della grande distribuzione.
Tra le vendite al dettaglio la performance peggiore arriva dall’abbigliamento che dietro una variazione media del 3,5 per cento nasconde un calo del 5,5 per cento nella piccola distribuzione. La diminuzione in questo settore si registra anche nella grande distribuzione che rispetto ai valori del 2004 ha perso lo 0,6 %.
Differenze dal segno meno si registrano anche sul versante dei servizi, dove il volume d’affari delle imprese è diminuito in media del 2 per cento. All’origine del calo che ha investito in particolar modo alberghi, ristoranti e servizi turistici (con un peggioramento medio di poco inferiore al 5 per cento), c’è anche in questo caso, la prestazione delle piccole e medie imprese che hanno perso nel 2005, più del 3 per cento.
I dati diffusi sottolineano però che gli operatoni credono decisamente in un miglioramento futuro: nonostante i dati del difficile trimestre appena concluso i commercianti sperano infatti in un aumento del 14 per cento, mentre le imprese di servizi in un incremento che sfiora il 20 per cento.
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