Giro d’Italia, i protagonisti ai raggi X

Conosciamo meglio i favoriti, gli outsider ed i caciatori di tappe al via della corsa rosa

I super favoriti

Gilberto Simoni: al momento è l’uomo più in forma. La sua ultima vittoria, una decina di giorni fa a Novi Ligure, ha confermato la grande condizione atletica. Sente questa corsa più di ogni altro, forse oltre misura: la rivalità in squadra con Damiano Cunego sembra averlo stimolato tantissimo. 

 

Damiano Cunego: amato dalla gente, piace ai mass media. In molti si augurano un suo bis nella Corsa rosa. È molto forte, anche se prima del Giro ha vinto meno dello scorso anno. Riconfermarsi al vertice non sarà facile, ma da un talento come Damiano ci si può aspettare di tutto. Soffre ancora troppo le cronometro, ma in salita è nelle stesse condizioni del 2004.

 

I varesini

Ivan Basso: torna al Giro dopo un’assenza di qualche anno. Oggi è più maturo e consapevole dei propri mezzi. Il cassanese punta alla vittoria: si è preparato con grande serietà, come suo solito, e ora si sente pronto per una grande vittoria. In questi primi mesi di gare, in salita non è sembrato superiore a Cunego e Simoni, ma è più completo. Non ha una squadra fortissima: questo potrebbe essere un altro punto di svantaggio rispetto ai diretti avversari, ma su certe salite la tattica conterà poco.

 

Stefano Garzelli: la grinta è sempre la stessa. Il ragazzo di Besano, che vinse nel 2000, sarà grande protagonista anche quest’anno. Sulla carta è un uomo da podio, ma lui è convinto di poter fare anche di più. Cunego e Simoni, però, gli sono superiori in salita: Stefano ha lavorato molto per migliorare a cronometro e su questo terreno potrebbe stupire. Ci farà divertire.

 

Daniele Nardello: aveva impostato la stagione sulle classiche del Nord, ma alcuni problemi alla schiena lo hanno costretto a cambiare il programma di gare della prima parte di stagione. Non ha quasi mai gareggiato, quest’anno e sarà al Giro per trovare al più presto il colpo di pedale dei tempi migliori. Punta a una vittoria di tappa, ma Daniele potrebbe anche entrare tra i primi dieci della classifica generale.

 

Andrea Peron: sarà l’uomo di fiducia di Ivan Basso. Ha molta esperienza e grande senso tattico. La sua squadra, la Csc, non ha un gran potenziale, ma il suo apporto potrebbe essere determinante. E quando è in forma, Peron ci ha sempre regalato buoni piazzamenti anche nelle tappe a cronometro. Si farà notare.

 

Stefano Zanini: torna al Giro dopo diverse stagioni al Tour. Stefano proviene da un periodo nero, reduce da un lungo periodo di stop, a causa di una caduta. La sue doti di velocista sono notevoli, ma difficilmente potrà competere con Petacchi. Generoso, com’è, s’inventerà qualcosa: magari una fuga da lontano.

 

Dario Andriotto: è uno degli ultimi gregari veri. Dario lavora nell’ombra per i suoi capitani: quest’anno al Giro dovrà sacrificarsi per Garzelli e Cioni. Per il suo team, la Liquigas Bianchi, è una sicurezza in pianura.

 

Gli uomini da podio

Dario Cioni: dopo il quarto posto dello scorso anno, vuole migliorarsi. Ha grosse potenzialità, anche se nella sua marcia di avvicinamento al Giro, non ha mai convinto fino in fondo.

 

Paolo Savoldelli: dopo la sua vittoria nel 2002, il bergamasco è incappato in due stagioni sfortunate, segnate da gravi incidenti. Quest’anno, approdato nella squadra di Lance Armstrong, rivede finalmente le strade del Giro. È un corridore completo e su questo percorso può ambire tranquillamente al podio.

 

Tadej Valjavec (Slo): lo sloveno, da dilettante, era considerato il fuoriclasse del futuro. Da professionista, ci ha messo qualche anno per ingranare e lo scorso anno ha disputato un Giro d’Italia da protagonista. Segnatevi il suo nome, lo vedrete molto in alto in classifica.

 

Sergey Gonchar (Ukr): difficile sentirlo parlare. Come tutti i corridori dell’Est, non è certo appariscente, ma tra i primi c’è sempre. A cronometro ha pochi rivali in grado di batterlo e in salita è un duro. La regolarità è la sua dote: se starà bene, potrebbe anche ripetere il secondo posto dello scorso anno.

 

Gli outsider

Joseba Beloki (Spa): tre volte sul podio al Tour e poi il nulla. Joseba Beloki debutta al Giro per ritrovare se stesso. Non è un vincente, ma in salita e a cronometro può inserirsi nelle posizioni di vertice. Per ora, resta un mistero.

 

Aitor Gonzales (Spa): dopo il successo alla Vuelta del 2002, era considerato il nuovo Indurain. Ferretti lo volle con sé alla Fassa Bortolo per due stagioni, ma da quest’anno l’ha rispedito in Spagna senza aver raccolto soddisfazioni di rilievo. Fuori dalla Spagna lo attendiamo ancora…

 

Haimar Zubeldia (Spa): ottimo cronoman con buona tenuta in salita. Al Tour ha dimostrato di poter ambire al podio, al Giro è ancora tutto da verificare.

 

Unai Osa (Spa): terzo al Giro 2001, lo spagnolo torna in Italia con qualche ambizione.

 

Sven Montgomery (Usa): l’americano potrebbe entrare nei primi dieci della classifica generale.

 

Pietro Caucchioli: da quest’anno gareggia per la squadra francese Credit Agricole e sarà il leader della sua formazione al Giro. Nella prima parte di stagione, però, non lo si è mai visto tra i protagonisti: la sua carriera è a un bivio. Dopo la Corsa rosa scopriremo se avrà svoltato verso l’alto o verso il basso.

 

Leonardo Bertagnolli: nel 2003 e 2004 fu uno dei gregari più preziosi per Simoni e Cunego. Ora, si ripresenta al Giro da capitano della formazione francese Cofidis. Nelle tappe di montagna, soprattutto a Zoldo Alto e Ortisei, sarà un probabile protagonista.

 

Michele Scarponi: riuscirà, finalmente a combinare qualcosa d’importante? Eterna promessa. Da quest’anno emigrata nel team spagnolo Liberty Seguros: è giunto il momento di dimostrare il suo valore.

 

Emanuele Sella: grande combattività, fantasia e classe. Il vicentino della Panaria è un corridore che ama rischiare e divertire. Lo spettacolo è assicurato.

 

 

I cacciatori di tappe

Alessandro Petacchi: dopo le nove vittorie di tappa dello scorso anno, sarà difficile fare di meglio. Che dire di lui? In volata è il più forte e ha tutta la squadra, la Fassa Bortolo, a sua disposizione. Punta anche a indossare la maglia rosa nella prima settimana. Rischia di annoiarci a suon di vittorie. Averne di questi problemi…

 

Erik Zabel (Ger): campione di classe superiore, ma gli anni passano anche per lui. Negli sprint non è più incisivo come un tempo, ma la sua professionalità resta un esempio per i giovani. E qualcosa vincerà.

 

Robbie McEwen (Aus): velenoso, micidiale, pronto ad approfittare dei pochi errori del suo avversario principale, Alessandro Petacchi. Sulle montagne, però, non lo vedremo mai pedalare: quasi sicuramente, si fermerà prima.

 

Baden Cooke (Aus): velocista esplosivo che nel 2003 fece un grande Tour, addirittura meglio di Petacchi. Ma al Giro sarà probabilmente un’altra musica.

 

Paolo Bettini: ha una voglia matta di mettersi in evidenza e c’è da stare sicuri che ci riuscirà. Dove e quando è difficile saperlo, in questo Giro disegnato in modo poco equilibrato.

 

Danilo Di Luca: vuole vincere almeno una tappa. Se farà il Giro con la stessa condizione delle classiche, non avrà problemi a centrare l’obiettivo. In Abruzzo, nelle prime tappe, potrebbe addirittura inseguire la maglia rosa.

 

Filippo Pozzato: anche per Pippo, è giunto il momento di vincere qualcosa. Dovrà inventarsi qualche attacco da lontano.

 

Le possibili sorprese
 

Tom Danielson (Usa): ragazzo modesto ma dalle doti atletiche notevoli. Va forte in salita e a cronometro: non sarà l’erede di Lance Armstrong, ma in questo Giro potrebbe togliersi qualche soddisfazione.

 

José Rujano (Ven): venezuelano formato tascabile (è alto 155 cm), punta ai gran premi della montagna.

 

Domenico Pozzovivo: è il giovane più promettente di questa stagione. La Panaria gli darà spazio.

 

Paride Grillo: altro giovane interessante. Ottimo velocista. Il suo sogno: battere Petacchi e McEwen.

 

Olaf Pollack(Ger): un gigante che farà a spallate negli sprint. Sulla carta, è un buon piazzato, ma una zampata vincente è alla sua portata.

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Pubblicato il 04 Maggio 2005
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