Ricomincia “Amor di libro”
Da lunedì 23 maggio a mercoledì 1 giugno in piazza Repubblica e al teatro Apollonio una serie di iniziative quasi tutte dedicate al Sacro Monte
Amor di libro festeggia la sua settima edizione. Da lunedì 23 maggio a mercoledì 1 giugno in piazza Repubblica e al teatro Apollonio una serie di iniziative quasi tutte dedicate al sacro Monte.
L’inaugurazione è prevista per lunedì 23 alle ore 18 con un incontro con Enrico Mentana per i Salotti di Mauro della Porta Raffo.
PROGRAMMA 23 maggio – 1 giugno
Teatro Apollonio, Piazza Repubblica, Varese
LUNEDI’ 23 MAGGIO
Ore 18.00
Inaugurazione della manifestazione Amor di libro alla presenza del Sindaco Aldo Fumagalli e dell’Assessore alla Cultura Francesco Musajo Somma.
Interviene Enrico Mentana.
Introduce Mauro della Porta Raffo.
Una vita da direttore. La realtà in prima piano.
Enrico Mentana, nato a Milano il 15 gennaio 1955, inizia la sua attività come direttore alla guida di Giovane Sinistra, la rivista della federazione giovanile socialista nella quale milita fin dagli anni del liceo.
Entra in Rai nella redazione esteri del TG1 nel 1980. Il suo esordio in video risale al 1981 come inviato speciale a Londra, in occasione del matrimonio di Carlo d’Inghilterra e Lady Diana Spencer.
Dopo esser stato inviato del TG1 e avere realizzato servizi su moltissimi eventi di cronaca e politica in Italia e all’estero, diviene vicedirettore del TG2.
Dopo undici anni di impegno professionale nella Tv pubblica, passa alle reti Fininvest, dove gli viene affidata la direzione del nuovo telegiornale di Canale 5. Il TG5 debutta il 13 gennaio 1992 e in breve tempo acquisisce credibilità ottenendo ascolti vicinissimi e talvolta superiori a quelli del Tg1.
Mentana conduce e cura anche altri spazi di approfondimento: la rubrica Braccio di ferro, il programma di seconda serata Rotocalco, TGCOM e la rubrica Terra!.
L’abbandono della direzione del Tg5 arriva l’11 novembre 2004, quando Mentana assume l’incarico di direttore editoriale. E’ lo stesso Mentana che annuncia in diretta, durante l’edizione delle 20, le sue dimissioni da direttore: "Questa sera termino il mio lavoro al TG5, non l’ho detto a nessuno, era giusto dirlo prima ai telespettatori".
MARTEDI’ 24 MAGGIO
Ore 18.00
Atlante dei Sacri Monti prealpini a cura di Luigi Zanzi e Paolo Zanzi. Prefazione di Franco Cardini. Skira.
Intervengono i Curatori.
Il volume illustra il “sistema” dei Sacri Monti prealpini considerati nel loro complesso come un mondo con proprie valenze di cultura religiosa e artistica; in tale mondo si è realizzato tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVII secolo un’opera monumentale costituita da più cappelle di cospicue dimensioni architettoniche tra loro connesse in schemi ora di vie sacre ora di città e ciascuna di esse ospitante un gruppo statuario rappresentante un “mistero” della storia di Cristo o dei santi quali S. Francesco e S. Carlo.
Il volume pone a raffronto i differenti casi di tale sistema di Sacri Monti prealpini, ne ricostruisce la storia comune e ne pone in risalto la comune cultura religiosa e artistica.
In particolare l’opera documenta, con ricchissimo allestimento iconografico ed illustrativo l’eccellenza qualitativa dell’arte propria dei Sacri Monti prealpini che ospitarono alcuni dei momenti più alti della cultura pittorica e plastica della tradizione lombarda tra Rinascimento e Barocco.
Nel testo sono presenti interventi di Silvano Colombo, Santino Langè, Giuseppe Pacciarotti, Stefania Stefani Perrone.
Ore 21.00: Incontro con l’artista: lo scultore Floriano Bodini, maestro del sacro. Introduce Debora Ferrari
Grandioso e barocco il monumento dedicato a Paolo VI a Santa Maria del Monte sopra Varese dal maestro Floriano Bodini: si tratta di una statua di bronzo a tutto tondo in cui viene “immortalata” la figura del Pontefice, il cui volto mostra apertamente la corruzione corporea, mediante l’incisione di profonde ed evidenti rughe.
La realizzazione dell’opera, posta nel 1986, si pone al culmine di una tormentata ricerca, documentata dall’abbozzo della Testa di Pontefice (1974) e da quello del Pontefice con la pecora davanti a sé (1975), che rappresentano la fase di un cambiamento stilistico da parte dell’artista.
Floriano Bodini nasce a Gemonio, in provincia di Varese, nel 1933. Frequenta l’Accademia di Brera: suo maestro è Francesco Messina col quale inizierà un rapporto di stima reciproca e di sentita amicizia. La sua incessante attività ed i numerosi riconoscimenti per la sua carriera partono dalla mostra personale del 1958 a Gallarate, raggiungono l’apoteosi con la realizzazione del Museo Civico Floriano Bodini inaugurato nel 1999 e continuano tuttora con l’esecuzione dell’Altare, l’Ambone e la Sede, in marmo di Carrara, per la Chiesa di S. Maria Assunta di Gorla Maggiore.
Ha insegnato dal 1977 all’Accademia di Brera e dal 1978 all’Accademia di Carrara di cui è stato direttore sino al 1987 e presidente dal 1991 al 1994. Dal 1987 al 1998 ha assunto la cattedra di Scultura al Politecnico di Architettura di Darmstadt.
Vive e lavora a Milano.
Tra le sue numerose opere, eseguite in marmo o in bronzo, ricordiamo : Paolo VI per il Duomo di Milano (1989); la statua di Santa Brigida di Svezia per la Basilica di San Pietro in Vaticano (1999); Porta Santa per la Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma (2000); gruppo marmoreo dedicato a Paolo VI nell’Aula Nervi in Vaticano (2003); l’Altare Maggiore della Basilica di San Vittore a Varese (1991); il monumento a Paolo VI per il Sacro Monte di Varese (1986); il monumento a I sette di Gottinga per la città di Hannover (1998); il monumento a Stradivari per la città di Cremona (1999).
MERCOLEDI’ 25 MAGGIO
Ore 10.00:
Prima del tramonto, sotto il baobab…Felix Verlag editrice-Milano per Yacouba
Interviene l’animatore Luca Macciacchini con Antonino Papale, Assessore alle Politiche educative, Giovanna Guslini del CSA, Rita Patriarca, presidente della Associazione Yacouba.
Teatro di Varese
Il libro Prima del tramonto, sotto il baobab…è il risultato di un Progetto di Intercultura e Solidarietà intitolato Insieme per un libro, che, nel corso di quest’anno scolastico, ha coinvolto 16 scuole di Varese in un lungo percorso, costituito da incontri, letture, scoperte, riflessioni. Interlocutore prezioso è stata l’Associazione onlus di solidarietà internazionale Yacouba per l’Africa, che ha fatto conoscere alle classi la realtà del Mali: la ricca cultura Dogon, con i suoi riti, le sue maschere, le interessanti costruzioni di fango nei villaggi ai piedi della falesia; i volti e le storie di bambini e di adulti, che affrontano quotidianamente i problemi di uno dei paesi più poveri del mondo. Tali incontri, accanto al successivo lavoro di rielaborazione degli insegnanti, ha permesso di favorire negli alunni l’apertura, la conoscenza, il confronto con realtà lontane e diverse, di superare qualsiasi forma di pregiudizio, stringendo uno stretto rapporto di collaborazione e amicizia con i bambini del villaggio di Walia, infine di condividere situazioni di difficoltà e di contribuire alla loro risoluzione.
Ore 18.00
Incontro con Roberto Perelli Cippo (Università degli Studi di Milano), E prima venne il santuario: Santa Maria del Monte in età medievale.
Ben prima della fondazione del monastero delle Romite ambrosiane che tanta parte ha avuto nello sviluppo della devozione nell’area di Varese e dell’intero territorio lombardo e della fondazione del complesso del Sacro Monte, la chiesa di S. Maria, ubicata sulla vetta del monte un tempo detto Monte di Velate, era sede di culto e meta di pellegrinaggi. La fortunata conservazione di gran parte dell’archivio antico di S. Maria del Monte consente di ricostruirne le vicende in età medievale, ed anche, collateralmente, di gettare uno sguardo sulla realtà fisica e umana del territorio. I testi fondamentali che raccolgono la produzione documentaria dei secoli medievali sono il Regesto di S.Maria di Monte Velate sino all’anno 1200, pubblicato dall’Istituto storico italiano per il medioevo nel 1937 a cura di Cesare Manaresi e il Regesto di S. Maria di Monte Velate sec.XIII, pubblicato nel 1976 a cura di Roberto Perelli Cippo.
Roberto Perelli Cippo è docente presso l’Università degli Studi di Milano, dove ha tenuto per un decennio l’insegnamento di Storia medievale e da cinque anni insegna Esegesi delle fonti storiche medievali. I suoi studi riguardano soprattutto l’area lombarda, con speciale attenzione per i territori di Milano, Varese e Como.
Ore.21.00
Le chiavi del federalismo: storia e diritti, parlate e culture. Presentazione del volume Grammatica dei dialetti di Lombardia, a cura di Andrea Rognoni, prefazione di Ettore Albertoni, Oscar Mondadori .
Intervengono il Curatore e il giornalista Romano Bracalini.
Si tratta della seconda produzione editoriale nata dal progetto di ricerca del Centro regionale delle Culture Lombarde di Busto Arsizio, dopo il Lessico comparato. Parlate e dialetti della Lombardia. L’opera raggruppa in un solo volume le strutture grammaticali delle parlate lombarde, divisa in capitoli che sono stati realizzati da diversi esperti e studiosi, secondo la loro specifica appartenenza territoriale. Cesare Comoletti si è occupato del milanese e i dialetti della Lombardia sudoccidentale (pavese e lodigiano), Pierluigi Crola del lombardo occidentale (Como, Lecco, Sondrio,Varese); Umberto Zanetti del bergamasco e cremasco; Carlo Agarotti del bresciano e mantovano, Gianfranco Taglietti del cremonese. Questo studio si pone il fine non solo di salvaguardare tutte le lingue locali, ma anche di rilanciare questo patrimonio culturale che è alla base delle nostre radici. Dal tutto emerge chiaramente, come sottolinea il curatore Rognoni nella sua premessa, l’esistenza di una logica espressiva tipicamente lombarda, differente rispetto alle modalità di pensiero tipiche degli altri dialetti italiani ed europei.
GIOVEDI’ 26 MAGGIO
Ore 18.00
Incontro con Mario Marcarini, Fra anima e corpo. La Controriforma e la nascita della musica moderna: l’Oratorio e il Melodramma.
Il primo Seicento è, per l’evoluzione musicale nella Penisola, tra i periodi più fecondi ed interessanti: poliforme e sfaccettato nei diversi tipi di produzione, vive nel segno della Controriforma, da una parte, e, dall’altra, germina i semi del prossimo trionfante barocco. La distinzione tra musica “sacra” e “profana”, pur mantenendosi sempre chiara, avvicina i propri confini, tanto che nelle moderne creazioni dell’“Oratorio” e dell’“Opera”, è il contenuto ad essere differente, non tanto la forma, che si presenta, invece, assai simile, sotto il profilo estetico. Il clima della controriforma aleggia, soprattutto, sulla musica sacra e, in particolar modo, a Roma: per fare solo qualche esempio, la Rappresentazione di anima et corpo (1600) d’Emilio de’Cavalieri o il Sant’Alessio (1632) di Stefano Landi sono soggetti tratti dalle storie sacre, ove all’orrore per i peccati della carne si unisce la professione di ferocissime virtù, lavori in cui il motivo edificante si addobba sovente di dotte allegorie. Ma se accostiamo questi testi ai primi esempi del “recitar cantando” (il melodramma degli albori codificato a Firenze presso la Camerata de Bardi) notiamo che la struttura non si oppone a questi, anzi vive della stessa espressione estetica: sovente, poi, gli autori dei versi sono letterari di altissimo livello, i quali infondono ad essi valore indipendente a prescindere dalla musica. Esempi meravigliosi, sotto questo aspetto sono i melodrammi Euridice (1600) di Jacopo Peri, su testo di Ottavio Rinuccini e L’Orfeo (1607) di Claudio Monteverdi, i cui versi appartengono ad Alessandro Striggio. La dicotomia riassunta dalla Controriforma – anima e corpo – trova pertanto espressione completa proprio nei due massimi generi dell’epoca: il “melodramma” di stampo sacro – appunto, l’Oratorio – e la nascente Opera.
Mario Marcarini, nato a Milano, dopo la laurea in Storia della critica d’arte, vive e lavora tra la città natale e Roma. Coordinatore artistico per Musicom di Milano, casa discografica per la quale realizza progetti d’ampio respiro che hanno coinvolto, tra gli altri, il Teatro alla Scala ed artisti come Riccardo Muti, Riccardo Chailly e Claudio Abbado, è autore di saggi per Electa – Mondatori Svolge attività di critico musicale per le riviste Musica di Varese e Satellite di Roma. Autore di studi sul Barocco italiano (Alessandro Scarlatti e Francesco Saverio Geminiani), tiene regolarmente conferenze: si ricordano, tra i luoghi che, di solito, lo ospitano, l’Università di Pavia ed il Maggio Musicale fiorentino. Collabora, inoltre, con orchestre e televisioni: è stato per quattro anni autore di palinsesti per Telepiù classica e ha realizzato speciali d’argomento operistico per Rai Trade. Nel 2006 è prevista una sua collaborazione, presso l’Università di Jena (Germania), con l’Istituto per l’edizione critica delle opere di Luigi Cherubini.
Ore 21.00
Franco Restelli – Paola Viotto, Sacro Monte di Varese. Il santuario. Il monastero. Le cappelle, Macchione editore.
La storia del Sacro Monte di Varese non incomincia con le cappelle del Rosario, ma con una piccola chiesa che la tradizione vuole fondata da S.Ambrogio. Santa Maria del Monte di Velate cresce nei secoli fino a diventare un santuario ricco di opere d’arte, dove i pellegrini accorrono per pregare. Alla fine del Quattrocento Caterina da Pallanza e Giuliana da Verghera iniziano a condurre vita eremitica accanto alla chiesa, attirando con l’esempio della loro virtù sempre nuove compagne e dando origine al monastero delle Romite Ambrosiane. Proprio una delle romite, Tecla Maria Cid, ebbe la prima idea che avrebbe portato all’edificazione del Sacro Monte come ancora lo conosciamo oggi.
Nel Seicento il santuario diviene punto d’arrivo di una via sacra, scandita da quattordici cappelle, realizzate da importanti artisti lombardi che creano in tal modo un’opera grandiosa in cui arte e natura si fondono armoniosamente.
Paola Viotto, docente di Storia dell’arte presso il Liceo Classico E.Cairoli di Varese, all’insegnamento ha sempre unito attività di ricerca e pubblicistica nel settore della storia dell’arte con particolare attenzione per il territorio varesino. Tra le pubblicazioni più recenti Chiese romaniche del Lago Maggiore, Sacro Monte di Varese, Lo sguardo sul Calvario.
VENERDI 27 MAGGIO
Ore 10.00
Domitilla e la stella delle parole perse. Una girandola di storie, gioco e recitazione attraverso la magia delle parole. Spettacolo presentato da Markus Zohner Theater Compagnie.
Testo e regia di Patrizia Barbuiani. Interprete Stefania Mariani
Domitilla, con il suo mantello trapuntato di libri, arriva sulla terra nella stagione dei racconti a sussurrare ai bambini le sue storie fatte di parole perse.
Fascia d’età 9/12 anni
Ore 18.00
Presentazione della ristampa anastatica dell’opera di Nicolò Sormani, Santuario di S. Maria del Monte sopra Varese, stamperia di Giuseppe Marelli, Milano 1739.
Verrà presentata la ristampa anastatica del volume Santuario di S.Maria del Monte sopra Varese scritto da Nicolò Sormani ed edito a Milano nel 1739 dalla stamperia di Giuseppe Marelli.
Nicolò Sormani, prefetto della Biblioteca Ambrosiana, nato a Brusimpiano nel 1686, dedica questa sua opera alla descrizione e alla storia del Sacro Monte che sta sopra il reggio insigne borgo di Varese, al quale fa egli capo, e corona, cimiero, e cresta.
Ad illustrare questo storico testo e a far riscoprire la figura di Nicolò Sormani sarà presente mons. Marco Navoni, dottore delle Biblioteca Ambrosiana.
Ore 21.00: Silvano Colombo, Sculture dei Sacri Monti sopra Varese, Nicolini editore.
Gli apparati scultorei che decoravano il cinquecentesco calvario e le più magniloquenti sculture seicentesche del Sacro Monte di Varese sono analizzati dall’Autore attraverso un percorso cronologico e di disamina dei vari artefici che operarono in questa fabbrica, fino all’Ottocento.
Uno splendido apparato fotografico correda l’elegante veste editoriale e consente di rivivere il cammino ascensionale mostrando in tutta la lo magnificenza le sculture delle cappelle. Di particolare interesse è la raccolta di documenti e testimonianze riguardanti i fatti della storia delle opere d’arte del Sacro Monte.
Silvano Colombo, nato a Varese nel 1938, laureato in lettere moderne a Pavia con tesi in storia dell´arte, ha svolto il ruolo di direttore dei Musei Civici di Varese dal 1965 al 1989.
E’ stato uno dei fondatori del Liceo Artistico di Varese nel 1969 dove ha insegnato storia dell´arte fino al 1974. Ha curato la mostra su Francesco Cairo nel 1983 e quella su Guttuso a Varese nel 1984. Ha continuato a compiere ricerche storiche sul patrimonio storico-artistico locale e nazionale, ed ha pubblicato numerosi studi sull´architettura religiosa del Seicento con particolare attenzione per le opere d’arte dei sacri monti. Dal 1998 è conservatore onorario del Museo della Collegiata di Castiglione Olona, del quale ha curato la pubblicazione storico-critica Dalla parte di Masolino, che serve da guida alla visita degli affreschi nella Collegiata e nel Battistero di Castiglione Olona.
SABATO 28 MAGGIO
Ore 9.30
Da piazza Repubblica è possibile con un pullman appositamente organizzato raggiungere le cappelle del Sacro Monte per effettuare una visita guidata. Partendo dalla prima cappella si giungerà al santuario accompagnati dallo storico dell’arte Silvano Colombo.
Al termine della visita, prevista per mezzogiorno, si farà ritorno a Varese.
Ore 16.30
Grazie Santità. Giovanni Paolo II al Sacro Monte di Varese, Nicolini editore.
Intervengono Gianni Spartà e Rino Nicolini.
La dipartita di papa Wojtyla ha dato spunto per questa pubblicazione a ricordo della sua visita fatta il 2 novembre 1984 al Sacro Monte di Varese. Le tappe di questo pellegrinaggio alla via sacra vengono ripercorse sfogliando le pagine del libro, con l’immagini di quell’evento, accompagniati da testi significativi e pregnanti di riflessioni. E’ un volume per ricordare a tutti i varesini un uomo grande e un evento indimenticabile attraverso le fotografie scattate da Giorgio Lotti, Carlo Meazza, Vivi Papi, Arturo Mari, Paolo Zanzi e i contributi firmati da Pasquale Macchi, Giorgio Basadonna, Carlo Cremona, Gianni Spartà, Luigi Zanzi, Dionigi Tettamanzi e dalle Romite Ambrosiane del Sacro Monte.
Ore 18.00
Hartmut Eckstein – W.Elisa Gerbig, Paesaggi poetici. Immagini dell’Insubria. Con poesie di Renato Tadini.
Intervengono gli Autori, Eugenio Giustolisi e Renato Tadini
In collaborazione con l’Associazione culturale Carlo Nasoni.
La natura, la vita, l’abitato, il giorno sono momenti che l’uomo scorre in un attimo della sua esistenza. Osservando le immagini che Eckstein ci propone, si comprende come questo nostro mondo è di una bellezza e di una varietà unica. La natura è alla portata di tutti, la sua bellezza la si può ammirare ovunque. L’autore ci porta a scoprire paesaggi che solo la natura sa creare e che solo l’abilità del fotografo sa cogliere. Le immagini fotografiche di questo libro possono stimolare molte nostre sensazioni- la vista, il tatto, il gusto, l’udito- perché le fotografie che si possono vedere, sanno eccitare quasi tutte le sensazioni.
Hartmut Eckstein, nato nel 1954 a Bottrop (Germania), si è laureato in matematica e scienza politica all’università di Marburg.
Dal 1995 a 2004 ha insegnato matematica e storia alla Scuola Europea di Varese. Da tanti anni si occupa della fotografia della natura. Il suo stile è influenzato dai fotografi degli Stati Uniti come David Muench. Nel 2002 ha pubblicato la prima edizione del libro fotografico Paesaggi poetici. Immagini dell’Insubria e nel 2003 Ciao Bella-Immagini dei viaggi in Italia.
Nel 2004 si è dedicato alla ricerca fotografica nei Parchi Nazionali d’Italia. La nuova edizione del Paesaggi Poetici è il risultato della collaborazione con la moglie W. Elisa Gerbig e della sua capacita coordinativa e comunicativa.
Ore 21.00
Recital Anima, sii come la montagna. Itinerari d’ascensione nella letteratura europea d’ogni tempo di Silvio Raffo. Musica e testi si fondono in un reading orchestrato attingendo a pagine celebri e poco note di autori che hanno segnato la storia della letteratura continentale.
Guideranno gli itinerari brani di Francesco Petrarca (Ascensione al Mont Ventoux), Cino da Pistoia (Io fui sull’alto e sul beato monte), Torquato Tasso (L’ascensione al Monte Oliveto), Pietro Metastasio (La neve è alla montagna), Anne Bronte (Vento del Nord), Emily Bronte (da Cime tempestose: Portami l’erica), Emily Dickinson (Scalando il Chimborazu), Hermann Hesse (Montagnola), Antonia Pozzi (Anima, sii come la montagna, Sogno sul colle), Mario Luzi (L’ultima poesia) e Sivio Raffo (Sacro Monte, discesa).
Sivio Raffo, oltre che poeta, romanziere, drammaturgo, è il più fecondo traduttore di poesia inglese in Italia. Ha tradotto Emily Dickinson (1200 testi), Dorothy Parker, Edna St. Vincent Millay, Emily Bronte, Cristhina Rossetti, Oscar Wilde.
DOMENICA 29 MAGGIO
Ore 18.00
Luciano Erba, L’altra metà, Edizioni San Marco dei Giustiniani. Intervengono l’Autore e Silvio Aman.
In collaborazione con la Società Dante Alighieri.
Quest’ultima raccolta di Luciano Erba, costituita da 24 poesie inedite, riflette il momento in cui alla sua produzione poetica si è riconosciuto uno spazio significativo nella poesia italiana del secondo Novecento, superando l’apparente minimalismo del poeta. Le liriche ripercorrono il tema del viaggio che alterna realtà, allegoria e fantasia. “E’un viaggio dell’io, ma non manca il corale dei pellegrini, oppure la fantasia del gatto archeologo, in viaggio tra le monumentali rovine di Roma a captare “la voce delle pietre”, ovvero della memoria ancestrale di quei luoghi vissuti,” come chiaramente afferma Stefano Verdino proprio nella prefazione al libro.
Luciano Erba, nato a Milano, dove vive, si laurea alla Cattolica nel 1947 in lingua e letteratura francese e ne diventa docente e critico universitario. Inizia la sua attività poetica negli anni Cinquanta, cercando rifugio dall’assurdità della civiltà consumistica nelle memorie dell’infanzia e nelle orme di un mondo perduto. Con Piero Chiara cura la pubblicazione della prima antologia della poesia del dopo guerra intitolata Quarta Generazione. La giovane poesia 1945-1954.
Tra le sue produzioni poetiche ricordiamo Linea K del 1951, in cui la lettera assente dall’alfabeto italiano indica una realtà inesistente; Il bel paese del 1955 che allude ironicamente a una Lombardia perduta; Il prete di Ratanà del 1959 e Il male minore del 1960, che riassume la prima fase della ricerca poetica di Erba. Due raccolte, vincitrici del premio Viareggio, sono Il prato più verde e Il nastro di Moebius, entrambe intrise di accenni a riferimenti autobiografici, sullo sfondo di un paesaggio lombardo inteso come squarcio d’anima, come momento essenziale di una narrazione interiore. Un poeta di grandi qualità come si vede anche nelle successive raccolte che gli valgono molti premi: il premio Bagutta per Il tranviere metafisico nel 1988, l’anno dopo il Montale-Librex per L’ippopotamo e il P.E.N. Club per L’ipotesi circense nel 1995.
Silvio Aman, critico letterario e poeta, si è occupato di poeti e narratori italiani, fra i quali Giampiero Neri, Giancarlo Buzzi, Alfonso Gatto, Robert Walser. Con Roberto Taioli ha pubblicato Il cerchio aperto, conversazione con il poeta Luciano Erba (Città di vita, Anno VIX, n. 6, Firenze, 2004). Sue poesie sono presenti in diverse antologie. Ha diretto l’annuario Hesperos (Milano, La Vita Felice), il cui secondo numero, nel 2001, è stato interamente dedicato a poeti e scrittori svizzeri di lingua tedesca, francese, retoromancia e italiana.
Ore 21.00: Alessandro Piperno, Con le peggiori intenzioni, Mondadori. Interviene l’Autore. Introduce Mauro Novelli.
Questo romanzo racconta la storia dei Sonnino, una facoltosa famiglia di ebrei, dallo sregolato, eccessivo, formidabile nonno Bepy al disorientato, perplesso, sgangheratissimo nipote Daniel, attraversando una folla di personaggi ebrei e ‘chiusi’ (non ebrei, nel gergo degli ebrei romani), che insieme compongono l’affresco più completo, magmatico, spietato dell’alta borghesia romana che si sia letto dopo Moravia. Le avventure dei giovani e dei vecchi, dei nobili e dei parvenu, dei ricchi e dei falliti si mescolano di festa in festa, di scandalo in scandalo, di pettegolezzo in pettegolezzo. Ma non tutto è danza, minuetto, gioco elegante di società, perché, dietro, premono i drammi del secolo: il terrorismo, la guerra, l’insensata violenza della storia.
Alessandro Piperno nasce a Roma nel 1972, secondogenito di una coppia mista formata da un ebreo e una cattolica. Trascorre tutte le estati dell’infanzia e dell’adolescenza in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Per deformazione familiare viaggia moltissimo ed è costretto a praticare numerosi sport, dai quali finalmente riesce a scampare il 27 novembre 1995 in seguito a una rovinosa caduta da cavallo. Insegna letteratura francese a Tor Vergata. Collabora con le riviste Paragone, Nuovi Argomenti e Sincronie. Ha scritto il volume Proust Antiebreo (Franco Angeli, 2000) e entro il 2005 dovrebbe pubblicare, sempre da Franco Angeli, il saggio I demoni reazionari. Da Baudelaire a Valery.
Mauro Novelli insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi di Milano. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Per la Mondadori ha curato il Meridiano Storie di Montalbano di Andrea Camilleri e per la medesima collana sta preparando il volume che raccoglierà tutti i romanzi e una scelta di racconti di Piero Chiara.
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