“Spariti” trentatrè centimetri d’acqua nel Lago di Varese
A lanciare l’allarme il sottosegretario Stefani dopo gli ultimi rilevamenti operati dall’Istituto geografico Militare. «Bisogna agire subito per realizzare un progetto che valorizzi tutta la zona restituendo al lago la sua dimensione originaria»
«Mancano 33 centimetri d’acqua nel Lago di Varese». E’ il Sottosegretario all’Ambiente Stefano Stefani a commentare i risultati dello studio svolto dall’Istituto geografico Militare, sottolineando la gravità del risultato delle misurazioni effettuate con i mezzi tecnologici più avanzati. Le recenti misurazioni sono difatti giunte alla conclusione dopo diverse segnalazioni circa il pericoloso svuotamento del bacino lacustre. Il rischio è di aver aver “regalato” ulteriori spazi a beneficio del cemento selvaggio e alla mercé delle logiche condonistiche.
«Siamo riusciti – ha detto Stefani – ad interessare anche gli esperti militari per evidenziare un disastro che ha prodotto fino ad oggi danni ambientali incalcolabili ma che ora provvederemo a risanare, ripristinando il giusto livello idrometrico del lago grazie ai nuovi capisaldi che costituiranno la moderna rete di livellazione di alta precisione. Un risultato che chiuderà definitivamente anni di palleggiamenti di responsabilità».
A rischio l’ambiente, l’ecosistema di uno specchio d’acqua certamente non incontaminato, ma patrimonio dei cittadini.
«La mancanza di questa enorme massa d’acqua – ha spiegato Stefani -, dove un centimetro è pari a circa un milione e mezzo di metri cubi di acqua, ha depauperato l’ecosistema lacustre mettendo a rischio tutto l’equilibrio ecologico della zona. Questi 33 centimetri di acqua in meno – sostiene inoltre il Sottosegretario – hanno anche rischiato di favorire la speculazione edilizia, visto che chi possiede un terreno lungo la costa si è trovato con una porzione di territorio ben più consistente di quella originaria”.
Nel febbraio scorso Stefani aveva presieduto una riunione a Varese alla quale avevano preso parte anche Giancarlo Giorgetti, deputato della Lega Nord ed ex Sindaco di Cazzago Brabbia, già autore di due interrogazioni parlamentari sul caso, Marco Reguzzoni, Presidente della Provincia di Varese, i sindaci dei comuni che si affacciano sul lago, i tecnici dell’Arpa e il Magistrato del Po. Nell’incontro si era dibattuto della situazione del lago di Varese che da anni aspetta la soluzione di un rebus senza fine: il livello del lago, che dovrebbe essere di 238,20 metri sul mare, è stato costantemente modificato fino a scendere, ai giorni nostri, ben al di sotto di questa misura. Da qui la decisione di far intervenire l’Istituto Militare che con la precisione delle proprie apparecchiature ha potuto fornire una risposta definitiva alla questione. «Non mi interessano le colpe – ha concluso il Sottosegretario Stefani -, di quello si occuperà l’Autorità giudiziaria. Ora che l’Istituto geografico Militare ha stabilito l’esatta misura dell’altezza delle acque possiamo riposizionare lo ‘zero’ idrometrico restituendo la giusta dignità a questo meraviglioso specchio d’acqua. Il lago di Varese è un bene di tutti oltre a essere un patrimonio ambientale e culturale. Bisogna agire subito – ha concluso Stefani – per realizzare un progetto che valorizzi tutta la zona restituendo al lago la sua dimensione originaria: dobbiamo difendere 17 mila anni di storia da chi cerca di speculare su questa situazione».
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