Un romanzo “beige” per Natalino Balasso
A Viva Libro 2005 il comico spiega il passaggio dalla televisione alla scrittura
L’anno prossimo si sta a casa: è questo il titolo del romanzo scritto da Natalino Balasso e pubblicato da Mondadori alla fine del 2004. Chi si aspettava una raccolta di battute, magari il meglio dell’esuberante comico reso famoso da Zelig, forse è rimasto spiazzato, se non deluso. Ma chi si aspettava qualcosa di diverso, un romanzo brillante e divertente, avrà certo avuto una positiva conferma leggendo l’avvincente storia di Balasso. Si tratta dunque di un vero e proprio romanzo che nulla ha a che vedere con l’attività televisiva e teatrale del comico e che si propone come un’opera prima matura e equilibrata.
«Ho voluto scrivere un libro che avesse senso il giorno dopo, non un gadget televisivo o una semplice raccolta di battute. Ero spinto da un desiderio polemico nei confronti della letteratura di oggi che non considera degno un romanzo umoristico: è dai tempi di Achille Campanile che la comicità viene considerata un genere di serie B, senza alcuna dignità letteraria. Ho accolto la sfida e ho cercato di dimostrare che si può essere divertenti anche senza riproporre battute già utilizzate in tanti spettacoli».
Un tocco giallo, una storia d’amore e qualche spunto tipico del noir: questo è quello che ha fatto dire a Balasso di avere scritto un romanzo "beige". «È un insieme di tutte queste caratteristiche dove, ovviamente, non manca l’umorismo. La casa editrice mi aveva proposto di pubblicare un libro che ripercorresse i miei spettacoli, ma un’operazione del genere l’avevo già fatta nel 2002 e non ritenevo per niente opportuno ripeterla. So che ho corso il rischio di perdere una parte del pubblico che si aspettava di leggere le mie battute, ma penso di avere trovato tanti lettori che non mi conoscevano come personaggio televisivo».
«Il successo e la notorietà di sicuro mi hanno aiutato nell’intraprendere questa strada, ma il libro è piaciuto a pubblico e critica: questo ha premiato i miei sforzi. Prima di me, Faletti aveva già percorso, con successo, questa via e, in un certo senso, anche io ne ho tratto vantaggio: ha dimostrato come anche un comico sia in grado di scrivere un’opera di qualità».
Interrogato sui suoi impegni futuri, Balasso ha così commentato: «La sovrabbondanza di comicità in televisione sta portando ad una situazione di mediocrità. Non farò più cabaret in tv, sono ormai due anni che non calco il palco di Zelig. Continuerò invece la mia collaborazione con la Gialappa’s, una nicchia brillante e genuina, e cercherò di portare la comicità e l’umorismo in teatro».
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