Gli atenei della Regione Insubrica collegati in rete
Un collegamento da un giga collega le sedi italiane dell'Insubria con i due atenei elvetici e con il Politecnico. L'innovazione avrà risvolti nella ricerca
L’Università dell’Insubria, con la duplice sede di Varese e Como, aveva due strade: o sperare nell’accelerazione delle infrastrutture di collegamento o puntare sulla tecnologia. Visti i tempi, ha deciso di investire sull’informatica e ha vinto. Oggi l’ateneo insubre, diviso tra le sedi varesina, comasca, bustocca, saronnese, lecchese, incassa un altro prestigioso passo in avanti collegandosi in rete con gli atenei d’oltrefrontiera. Grazie ad un finanziamento europeo ( 900.000 euro per il versante italiano e 400.000 franchi svizzeri per quello elvetico) quale progetto Interreg III, l’ateneo di Como, già collegato con le fibre ottiche a Varese, ha gettato una rete di connessione di un "giga" verso i sistemi accademici di Lugano: l’Università della Svizzera italiana e la Suspi.
«Si tratta del primo collegamento transfrontaliero italiano – commenta Marta Ferrari, che ne ha curato il progetto – un’occasione importantissima per stringere rapporti e sinergie con altri sistemi universitari al fine di creare quello spazio universitario europeo determinante soprattutto nel campo della ricerca».
L’ambizione, infatti, è quella di diventare un punto di riferimento fondamentale per il tessuto produttivo di riferimento, con cui sviluppare tecnologie e innovazione.
Grazie alla banda di un giga, i ricercatori delle tre università, a cui presto si aggiungerà il Politecnico di Milano, potranno condividere gli esperimenti contenendone i costi: il lavoro svolto in un ateneo verrà seguito in diretta sui terminali di un’università collegata.
Il sistema, di nascita recentissima, è ancora in fase di rodaggio: «In questa prima fase, ogni realtà accademica sta mostrando il proprio lavoro – spiega ancora la professoressa Ferrari – poi, progressivamente, l’ampiezza della banda permetterà di sviluppare ulteriori esperienze e collaborazioni».
Attualmente, dunque, la connessione ottica ha risvolti evidenti soprattutto nella ricerca, ma nulla vieta che si investa anche nella didattica e nella videoconferenza permettendo a docenti di Lugano di tenere lezioni ai ragazzi di Varese e viceversa.
La teledidattica all’Insubria è ormai un’esperienza consolidata: interi cicli di lezioni all’interno dei corsi di laurea in Infermieristica e Fisioterapia vengono realizzati attraverso questo sistema, collegando in videoconferenza le sedi di Varese, Como, Busto Arsizio e Bosisio Parini (LC).
In teledidattica tra Varese e Como viene realizzato anche il corso in Ingegneria del Software condiviso dai corsi di laurea in Informatica (Scienze MM..FF.NN. di Varese) e Scienze e Tecnologie dell’Informazione (Scienze MM.FF.NN. di Como).
La Facoltà di Economia svolge in teledidattica il corso per la preparazione all’esame di stato di dottore commercialista consentendo così l’accesso al corso, che si svolge a Varese, anche agli utenti di Como.
E ora, quindi, l’Università dell’Insubria guarda alla Svizzera per realizzare il polo universitario della regione transfrontaliera, il cui futuro, dopo il "sì" elvetico agli accordi di Schengen potrebbe riservare ulteriori importanti sviluppi.
: l’Ateneo dispone infatti di una delle più avanzate tecnologie per la realizzazione di videoconferenze multipunto, come aveva anche affermato la professoressa Sabadini nel corso del convegno "La scuola entra nella rete" organizzato dal nostro giornale.
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