«I posti letto del Circolo sono pochi»

Il direttore dell'azienda ospedaliera respinge le accuse sul pronto soccorso: «Non è una questione organizzativa del reparto, ma di recettività della struttura»

«Non è una questione di organizzazione del Pronto soccorso, ma di recettività dell’intero ospedale». Il direttore generale dell’azienda ospedaliera Roberto Rotasperti ridimensiona la situazione di emergenza che si è verificata la scorsa settimana quando alle 22 erano ancora in attesa una sessantina di pazienti: «L’organizzazione del PS è assolutamente sufficiente a gestire la media delle situazioni. In questo periodo abbiamo dato inizio al ciclo di ferie che, per legge, tutti i dipendenti devono fare. Ciononostante non si registrano diminuzioni di letti di terapia intensiva o calo di personale. Quello che si manifesta, ancora una volta, è la minor disponibilità di letti nei reparti di degenza del Circolo».
Niente di nuovo sotto il sole, dunque, se non fosse che la gente va al Pronto Soccorso quando sta male o crede di stare male e l’attesa prolungata non fa altro che peggiorare le condizioni: «Alla fine degli anni ’80, il Circolo contava 1200 posti letto, scesi a 900 dieci anni fa – racconta Rotasperti – oggi abbiamo una capacità di 550 letti a fronte di un bacino di utenza potenziale di 330.000 cittadini. L’indice complessivo medio annuo di occupazione è pari al 98%. Se guardiamo ad altre realtà ci accorgiamo che il nostro ospedale è sottodimensionato: agli Ospedali Riuniti di Bergamo ci sono1000 posti letto, a Como le due realtà presenti in città (Sant’Anna e Valduce) insieme hanno 1000 posti. Se poi consideriamo che questo ospedale è sede universitaria allora dobbiamo  guardare a realtà come Pavia che al san Matteo ha 1000 posti, a Monza che con le sue due strutture raggiunge il migliaio di posti letto, Milano che nelle sole tre strutture universitarie (Policlinico, Sacco e San Carlo) ha oltre 2000 letti, Brescia agli Spedali Civili raggiunge i 1200 posti. Insomma una situazione completamente diversa dalla nostra: non dimentichiamoci che le strutture alternative sono lontante diversi chilometri».

Insomma il Circolo è in affanno, la gente si lamenta ma per il direttore generale la risposta è ormai evidente: il nuovo ospedale. «Quando sarà completata la nuova struttura, avremo almeno 200 posti letto in più e , se non dovessero bastera ancora, potremmo implementare guardando alle strutture attuali che verranno liberate. Io sono convinto che l’organizzazione attuale sia ottimale sia per numero di letti sia per numero di infermieri. Stiamo, però, cercando di avviare una politica di ampliamento anche di personale per arrivare domani ad allargare la recettività. In questo senso va l’accordo recente con le organizzazioni sindacali e che porterà entro la fine dell’anno all’assunzione di 48 nuovi infermieri professionali. Stiamo studiando soluzioni di emergenza per aprire qualche posto nuovo in settore più penalizzati. Intanto al nostro personale chiediamo di fare qualche sacrificio per supportare le situazioni d’emergenza: ci sono strumenti e ricompense adeguate (legge Sirchia). D’altra parte non possiamo sostituire personale in malattia con colleghi di altri reparti con un’altra preparazione. Quando ci sono le emergenze, il personale sa che deve dare di più».

Nonostante le assicurazioni dell’azienda, nel mondo politico c’è fermento: il presidente della Provincia Reguzzoni punta l’indice proprio contro i vertici aziendali, mentre il consigliere comunale dei DS Fabrizio Mirabelli domanda la convocazione dell’Assemblea dei sindaci del comprensorio.

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Pubblicato il 28 Giugno 2005
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