Liuc e sport, un legame solido. Parola di Dino Boselli
A colloquio con l'ex campione della DiVarese, attuale responsabile delle attività extrascolastiche dell'università di Castellanza
Sedici anni di serie A tra Milano, Varese e Brescia, qualche stagione in B a Bergamo ed ultimi fuochi d’artificio con il Gavirate di Cosimo Gagliano. Una carriera di primo livello (con una vittoria in Coppa Coppe) ed una esperienza convogliata ora al servizio dei più giovani. Il protagonista è Dino Boselli (nella foto), dal ’97 all’ufficio per le attività extrascolastiche della Liuc, di cui da alcuni anni è il reponsabile. È lui che ci guida in un breve ma interessante viaggio nello sport e nella cultura targata "Università Cattaneo".
«Le attività extrascolastiche, e sportive in particolare, rappresentano fin dalla fondazione della Liuc una parte integrativa del programma proposto agli studenti. Il nostro ufficio serve proprio a questo scopo: a coordinare le squadre che si formano all’interno dell’università, a vagliare e promuovere le nuove idee, ad organizzare tornei, feste, rappresentazioni che vanno incontro agli hobby e agli interessi dei ragazzi. Proprio per questo la situazione delle nostre attività va considerata "in divenire": con gli anni abbiamo aggiunto alcuni sport, altri li abbiamo persi, altri ancora stanno nascendo».
In questo anno accademico sono state quattro le discipline svolte sotto le insegne della Liuc: calcio, basket, pallavolo e rugby, con sei gruppi. «Volley e, dalla stagione in corso, calcio hanno formazioni maschili e femminili. Le diverse discipline seguono due strade: quella della pallacanestro dove la Liuc è inserita nei campionati federali e quella degli altri sport, le cui squadre disputano tornei di diversi livelli, interuniversitari, nazionali ed internazionali. A questo proposito mi piace ricordare che i nostri ragazzi hanno preso parte per il quinto anno consecutivo a "Les Mercuriales", una specie di Olimpiade per universitari che si svolge ogni anno nei pressi di Parigi (nella foto i rugbisti). In quell’occasione la squadra di calcio ha conquistato la finale, persa solo ai rigori, ed ha presentato un "undici" internazionale, con cinque studenti stranieri provenienti dal programma Erasmus. Due scozzesi, un canadese e due svedesi, tra cui Johan Fensby che si allenava con la Pro Sesto ed ora sta provando con una squadra di serie B della sua nazione».
Se il calcio, ma pure il rugby dell’apertura francese Mathieu Sitar, presentano storie affascinanti, è però il basket a ricoprire il ruolo più "ufficiale" nell’attività dell’ateneo di Castellanza. Anni fa la Liuc rilevò il titolo sportivo di serie C2 della squadra locale e da allora disputa i campionati federali, sfruttando le apposite deroghe utilizzata anche dalla Luiss di Roma e dalla Bocconi di Milano. Quest’anno un po’ di sfortuna e qualche passo falso evitabile hanno condannato i ragazzi allenati dal mitico Joe Isaac (prima grande giocatore, poi coach della DiVarese e della Cagiva, "precettato" per la Liuc da Toto Bulgheroni) alla retrocessione in serie D. Un risultato che non intacca l’organizzazione della squadra, nella quale giocano sia atleti della zona, sia cestisti provenienti da fuori come i figli d’arte Andrea Premier, Andrea Cappellari o l’ex Federico Eleni.
«Ogni anno aggiungiamo qualche giocatore nuovo per sostituire quelli che terminano il ciclo di studi – spiega Boselli (nella foto mentre marca Mike D’Antoni in un Varese-Milano) – Però non facciamo reclutamento "all’americana", invitando giocatori da tutta Italia, e non seguiamo neppure il mercato tradizionale. Se un ragazzo ha piacere a giocare con noi lo prendiamo, in prestito o di proprietà, a titolo gratuito. Non scordiamo però che i ragazzi sono prima di tutto studenti: il loro rimborso spese dipende direttamente dai risultati scolastici per cui il più "pagato" non è necessariamente quello che segna più punti, ma quello con il maggior rendimento sui libri». Formare una squadra simile però ha alcune difficoltà. «Il nostro "reclutamento" è fatto al momento del "Matricola day", quando presentiamo ai nuovi studenti la possibilità di entrare in squadra. Segue poi la selezione per "pescare" i migliori sopo la quale iniziamo la preparazione, ad un solo mese dall’inizio del campionato. Facciamo sempre un po’ fatica all’inizio, contro squadre rodate che si preparano per due mesi, ma non possiamo fare altrimenti».
Se abbiamo già accostato il nome di Toto Bulgheroni per Joe Isaac, non possiamo che ripeterlo quando parliamo di Dino Boselli e del suo approdo alla Liuc. «Fu proprio Bulgheroni a scegliermi per questo ruolo: dopo aver abbandonato i campi di Serie A ero diventato assessore allo sport e al tempo libero per la Provincia di Varese. Una posizione che mi ha permesso di rimanere a contatto con i mondi giovanili e sportivi e che ha avuto una continuazione molto gradita con il mio arrivo alla Liuc».
Un’esperienza che, come tutte, presenta alcuni aspetti da migliorare ma anche molte soddisfazioni. Tra le prime Boselli elenca «La necessità di accrescere sempre il livello di qualità dei servizi che offriamo ai nostri studenti. Ed inoltre mi piacerebbe che tra i ragazzi della Liuc aumenti l’interesse per le nostre squadre. Il basket è seguito, ma potenzialmente potremmo riempire il palazzetto di Castellanza, e questo purtroppo non succede. Lavoreremo per un maggior coinvolgimento degli studenti già dalla prossima stagione». Tra i lati positivi, che per fortuna non mancano, Boselli ricorda con piacere la vicenda del laboratorio teatrale. «Per due anni abbiamo raccolto insuccessi: creavamo la compagnia e questa si spegneva dopo pochi mesi, senza neppure andare in scena. Abbiamo tenuto duro e con il passare del tempo anche questa attività è sbocciata: da quattro anni gli studenti completano la preparazione degli spettacoli e li portano in scena con un buon successo. Ad ottobre, ad esempio, il teatro "Dante" di Castellanza ospiterà la piéce "Arsenico e vecchi merletti": invito già da ora a venirla a vedere perché credo che meriti davvero».
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