Successo per una serata a parlare di misteri

Claudio Brachino ha presentato per la prima volta assoluta il suo “Top secret” a Librando

Lady D è stata uccisa dai servizi segreti. Pier Paolo Pasolini è vittima del clima politico degli anni settanta. Claudio Brachino svela senza mezzi termini quelle che sono verità scomode per gli establishment di mezzo mondo. Davanti a un attento, curioso  e numeroso pubblico il conduttore della popolare trasmissione Top secret ha raccontato come si svolge il suo lavoro e come sia nata l’idea di farne un libro.

“Ho dovuto scegliere solo otto storie dividendo il libro in tre parti. Nella prima affronto la storia di personaggi universali quali JFK, lady Diana, Marylin Monroe. Nella seconda analizzo quella che io definirei l’anatomia del male con vicende inquietanti tra cui quella delle bestie di satana. Nell’ultima le storie di Simpos e Pasolini”

E proprio dalla morte del “poeta” ha preso il via la presentazione del libro di Claudio Brachino. 

“Nel mio lavoro sto attento a ricostruire il set dell’accaduto. Mi faccio domande e cerco le risposte là dove più comunemente stanno. In Italia è più difficile lavorare sui delitti perché non se ne viene  capo di niente. Come è possibile che sul luogo del delitto di pisolini il giorno dopo si giocasse una partitella di pallone? La storia del suo omicidio è emblematica di come funzionano le cose nel nostro paese. Prove e indizi portano alla certezza che Pino Pelosi non può aver agito da solo. Ho visto le foto del corpo di Pasolini scattate dalla polizia scientifica. È stato massacrato di botte con un oggetto pesante che non poteva essere la tavoletta di legno mostrata da Pelosi. Su tutta questa vicenda è calato un silenzio incredibile. SE ne sono occupati solo amici e intellettuali. Dieci giorni dopo l’uscita del libro Pelosi, che continua a fare dentro e fuori dal carcere ha rilasciato un’intervista in cui ammette di non esser stato solo, ma non sa chi fossero gli altri esecutori. Direi niente di nuovo. Su Pasolini credo che qualcosa possa ancora raccontare Oriana Fallaci che fece una lunga inchiesta pubblicata sull’Europeo dopo la sua morte”.

Molte domande dal pubblico e grande curiosità per un caso popolare come quello di Lady Diana Spencer. “Questo caso è delicato, ma credo che la verità non sia quella ufficiale. Diana faceva scandalo. Era in cinta e avrebbe avuto un figlio mussulmano. Una cosa inaccettabile per la corona reale inglese. Anche qui lasciano troppi dubbi alcuni fatti. A partire dal luogo dell’incidente, fino al ruolo dell’autista e da ultimo i tempi immediatamente prima della morte. Passi un ritardo dell’arrivo dei soccorsi, ma poi perché si è perso così tanto tempo per estrarre Diana e soprattutto perché quella lunga ora per arrivare in ospedale quando io nello stesso periodo dell’anno ho impiegato solo 6 minuti? Sono tante le domande e anche se esiste formalmente ancora un’indagine da parte di Scotland Yard credo non si arrivi a nulla. Già il fatto che Carlo debba subire un interrogatorio è un fatto eclatante in un paese come quello inglese”.
Brachino ha poi raccontato quali sono i suoi progetti. Vorrebbe affrontare il caso di Izzo e poi quello del mostro di Firenze.
Nel corso della serata il noto giornalista di Italia 1 si è lamentato del clima che si vive in Italia rispetto alla divisione ideologica forte. “Anche quando abbiamo del materiale di grande interesse, ci dedica attenzione solo un certo tipo di stampa quale Il giornale o Libero. Perché questo? È un danno per tutto il paese perché la verità poi è una sola e non conosce colori politici. Speriamo che questa situazione cambi e si diventi tutti più liberi e meno schiavi di gabbie ideologiche”.

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Pubblicato il 19 Giugno 2005
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