Ugo Amaldi ospite all’Insubria per sostenere il progetto IDRA

L’Insubria potrebbe ospitare un centro di eccellenza nello sviluppo di attività scientifiche. Padrino dell'iniziativa uno scienziato d'eccezione

Se fosse proprio il territorio dell’Insubria a dare vita al progetto IDRA, cioè l’“Istituto per la Diagnostica e la Radioterapia Avanzate” (IDRA) ideato dallo scienziato Ugo Amaldi?

“Sarebbe un importante segnale di vitalità e di spirito d’iniziativa per il nostro territorio” afferma il Rettore dell’Università dell’Insubria Renzo Dionigi che ha organizzato l’incontro odierno ( giovedì 23 giugno) a Villa Toeplitz (ore 16.00) con l’illustre scienziato per presentare il progetto IDRA a tutti i potenziali partner. Sono molte infatti, le strutture presenti nel territorio ìnsubre che, accanto all’Università dell’Insubria, potrebbero essere interessate alle attività del Centro, in particolare gli Ospedali delle province di Varese, Como e del Canton Ticino che svolgono attività nel campo della Medicina Nucleare e della Radioterapia (gli ospedali di Varese, Como, Busto Arsizio, Gallarate, Saronno, Lugano e Bellinzona).

Porta già la firma di Amaldi il progetto TERA che promuove lo sviluppo delle tecniche di radioterapia basate sull’uso di fasci di protoni ad alta energia in grado di “colpire” in modo mirato i tumori profondi e di risparmiare i tessuti sani circostanti. Il progetto è in fase di realizzazione presso l’Ospedale S. Matteo di Pavia.

Il progetto IDRA rappresenterebbe un ulteriore passo avanti: prevede infatti la costituzione di un centro dove, alle tecniche del progetto TERA, se ne affiancherebbero altre grazie all’installazione di una potente macchina, un “ciclotrone” da 30 MeV per la produzione di elementi quali i radioisotopi e i neutroni epitermici.
I radioisotopi prodotti dal ciclotrone, infatti, saranno impiegati in sofisticate indagini diagnostiche come la PET e la SPET che consentono di conoscere in modo preciso la “distribuzione” di un tumore e altre importanti caratteristiche. I neutroni epitermici si potranno invece usare per la BNCT, una tecnica di trattamento di tumori cerebrali, cutanei e dei tumori del fegato espiantato, e per la BNCS utilizzata nel trattamento dell’artrite reumatoide.

«Il progetto – afferma il professor Leopoldo Conte, docente di Fisica Medica – è unico nel suo genere per il carattere multifunzionale e per la sua modularità che consente di svilupparlo in fasi successive. Il ciclotrone infatti costituirebbe il primo stadio di un acceleratore lineare in grado di produrre fasci di protoni fino a 210 MeV d’energia per le applicazioni nel campo della radioterapia oncologica».
Si prevede così una prima fase con la produzione di radioisotopi per la diagnostica per immagini e l’impiego della BNCT e della BNCS e, in seguito, con l’aggiunta di “moduli” successivi, la realizzazione dell’acceleratore di protoni fino a un’energia di 65 MeV per il trattamento dei tumori dell’occhio e poi fino a 210 MeV per il trattamento dei tumori profondi.

Le potenti macchine del progetto IDRA, il ciclotrone e l’acceleratore, renderebbero inoltre possibili ricerche in vari campi che vanno dalla Diagnostica per Immagini all’oncologia, alla radioterapia, alla farmacologia alla fisica e, in generale, nei diversi campi della ricerca biomedica, fisica e tecnologica.
Il Centro potrà nascere, però, se verranno reperite le risorse necessarie e si realizzeranno le indispensabili integrazioni di competenze per l’utilizzo delle apparecchiature nel campo clinico e della ricerca.
«Il progetto – conclude il Rettore – darebbe vita a un centro di eccellenza sul territorio capace di fornire maggiore impulso alla ricerca e al miglioramento delle prestazioni diagnostiche e terapeutiche in vari e importanti campi della medicina. Auspichiamo una forte e concreta attenzione intorno a questa opportunità».

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Pubblicato il 23 Giugno 2005
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