Ancora in strada la preghiera del venerdì

Sfumata l’ipotesi di svolgere il rito islamico in un campo sportivo di via Monte Santo. I fedeli tornano a pregare fuori dalla moschea di via Peschiera

Come venerdì scorso, anche oggi alle 12.30 i fedeli musulmani di Gallarate si sono trovati per pregare. Di nuovo in via Peschiera, però, in strada, di fronte alla moschea sigillata, dal momento che le promesse per officiare la preghiera su un fondo privato in via Monte Santo, a Cedrate, sono rimaste disattese.

Fino al pomeriggio di ieri, infatti, si era diffusa la voce tra la comunità islamica di avere trovato una soluzione alla preghiera del venerdì: un privato aveva promesso di dare la possibilità di trovarsi il rito del venerdì, presso il campo sportivo, non lontano da via Peschiera. Addirittura, ieri sera sarebbe giunta una conferma definitiva di tale intenzione, come riferisce l’avvocato Tatiana Bruna Ruperto, legale della comunità islamica.

Poi, questa mattina, la brutta sorpresa: cancelli chiusi (foto). Così ai musulmani, circa un centinaio, non è restato altro che tornare in via Peschiera, benchè la Questura proponesse di tenere la preghiera subito all’esterno del campo. Discreta, questa volta, la presenza delle forze dell’ordine, che hanno tenuto un profilo basso. In ogni caso, anche questa volta si è dovuta constatare, a termini di legge, un’occupazione abusiva di suolo pubblico da parte dei fedeli riunitisi per la preghiera. L’avvocato Ruperto ha ripetuto che chiederà da un lato il dissequestro della moschea, in modo da poter eseguire i necessari lavori di ordine igienico-sanitario per mettere a norma l’edificio, dall’altro che il Comune trovi un posto in cui i credenti possano pregare.

"Ci siamo sentiti presi in giro" ha detto il portavoce dei musulmani, Samir Baroudi. "Ciononostante, anche oggi la predica ha sottolineato l’unità dei "popoli del Libro" – musulmani, ebrei, cristiani – agli occhi di Dio, e il fatto che le gioie del Paradiso saranno precluse a coloro che non amano, a coloro che uccidono i propri fratelli musulmani, ebrei e cristiani". Il portavoce ha chiesto ufficialmente che il cardinale Dionigi Tettamanzi metta una buona parola "per porre fine a questa farsa voluta dalla Lega. Una situazione vergognosa che subiamo da anni". "Non siamo terroristi, come ci dipingono certe forze politiche interessate a raccogliere voti" ha ribadito Baroudi, "e nemmeno vogliamo diventare pedine di una lotta tra partiti. Il mondo è diventato ormai un villaggio, in cui necessariamente chiesa e moschea devono abbracciarsi a vicenda: da qui anche il nostro appello ad una così importante autorità cristiana". Basterà un intervento di Sua Eminenza l’arcivescovo? Inshallah (se Dio vorrà).

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Pubblicato il 22 Luglio 2005
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