Comunicativo, ambizioso e motivato: ecco l’identikit del manager di successo
Un ricerca del CeRST ha tracciato il profilo dei capi aziendali lombardi
Telefilm e spot pubblicitari li proiettano come uomini impeccabili, elegantissimi e sempre di corsa tra una videoconferenza ed una telefonata internazionale. Ma se questa descrizione da “soap opera” non rispecchia nemmeno lontanamente il vostro capo aziendale sappiate che oltre al savoir faire e all’avvenente aspetto fisico esistono molte altre caratteristiche che accomunano la maggior parte dei top manager lombardi.
Ad affermarlo è una ricerca di dottorato svolta da Chiara Morelli e da altri ricercatori del CeRST – Centro di ricerca per lo sviluppo del territorio – della Liuc di Castellanza. Il loro studio ha coinvolto quasi 130 responsabili aziendali, prevalentemente lombardi e varesini e ha permesso di tracciare una sorta di “identikit” del top manager di successo.
«Abbiamo studiato a fondo il lavoro manageriale – ha spiegato Chiara Morelli – analizzando anche alcuni aspetti personali e famigliari dei capi di azienda intervistati. L’analisi è stata poi approfondita studiando la “giornata tipo” di 15 di loro: ad ognuno è stato richiesto di compilare quotidianamente una specie di diario descrivendo le attività svolte, le persone frequentate, i dipendenti coinvolti, gli appuntamenti importanti, gli imprevisti e le eventuali interruzioni». Le indagini svolte hanno così permesso di tracciare un profilo identificativo del top manager lombardo. Dai risultati ottenuti sembrerebbero essere più votati a far carriera tra i vertici della gestione aziendale le persone cresciute in un ambiente famigliare sereno e stimolante, in grado di supportarli nel loro percorso e quasi sempre con molti fratelli. Il top manager, secondo la ricerca, ha nel DNA un temperamento attivo e ambizioso: quasi tutti gli intervistati praticavano da bambini almeno uno sport, erano spesso rappresentanti di classe ed erano coinvolti in attività politiche.
Sono molte anche le similitudini dal punto di vista della formazione scolastica: laurea o diploma di istruzione superiore sono generalmente alle spalle di ogni responsabile d’azienda accompagnate anche da buone capacità di comunicazione e da un pizzico di intuito. Le attività di relazione con gli altri occupa infatti la maggior parte della giornata lavorativa del manager che lo studio ha qualificato come un leader che si confronta con gli altri e dà loro indicazioni strategiche e linee d’azione. «Il capo azienda – ha aggiunto Chiara Morelli – deve essere un generalista. Una qualità da interpretare nella sua accezione positiva: deve essere competente su ogni materia e deve conoscere bene ciò che avviene nella sua azienda capace anche di delegare la sua attività a collaboratori di fiducia». La ricerca è durata due anni ed è stata più volte confrontata con studi simili precedenti svolti negli Stati Uniti. «In Italia, – ha precisato Morelli – a differenza di altri Stati, l’orientamento dei capi aziendali è rivolto quasi esclusivamente verso l’interno dell’azienda. È tipico dei manager che abbiamo interpellato rivolgere la loro attività soprattutto verso l’organizzazione interna e meno nei confronti dell’esterno».
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